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Red beach e Vlichada-Santorini giorno 2

Oggi vogliamo dedicarci solo al mare e alle spiagge quindi decidiamo che ne vedremo una la mattina e una il pomeriggio. Vicino al nostro hotel abbiamo trovato una bakery che ogni mattina sforna dolci di ogni tipo, profumati e molto saporiti e dopo una bella colazione ci dirigiamo a Sud, alla Red beach.

La direzione è Akrotiri, ma per giungere alla spiaggia si è costretti poi a parcheggiare e fare un breve tratto a piedi. Anche qui si tratta di tenersi un equilibrio tra rocce e sassolini per vedere la grande scogliera rossa, direttamente baciata dal mare. Lo spazio per distendersi è pochissimo, c’è molta gente e non si possono oltrepassare i cordoni i quali “avvertono” della probabile caduta di pietre. Non c’è sabbia ma sassolini ed erba di mare essiccata dal sole. Il fondale è pieno di sassi e acqua densa, salata e subito profonda. Il sole batte insistentemente mentre fiumi di turisti continuano ad arrivare.

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Circa ogni 15 minuti arriva una piccola barca da cui un uomo grida come fosse un motivetto: “for white beach or black beach!”. La barca conduce infatti alle altre sue spiagge famose di Santorini e in più essa è il solo mezzo per raggiungere quella bianca. Il tempo che abbiamo a disposizione è poco e non possiamo permetterci di prendere la barca, ci rivestiamo e la nostra direzione è Vlichada.

Dopo una pita veloce, ottima ed economica ( da Platis  a solo 2,50 euro) ci spostiamo su quest’altra spiaggia. Vlichada è l’alternativa tranquilla alla White beach. Vi è un solo stabilimento balneare e per 800 metri circa si estende la spiaggia libera che a settembre è frequentata soprattutto da nudisti. Quello che vediamo è uno spettacolo della natura, anni di vento e corrosione del mare hanno trasformato la scogliera in una sorta di opera d’arte contemporanea a cielo aperto.

La pietra sembra lavorata e perfettamente scolpita, l’effetto è scenografico e gli occhi si perdono a contemplare le mille forme e scanalature della scogliera. La sabbia, non affatto fine, è quasi dorata mentre il fondale è sempre roccioso ma rispetto alla red beach, l’acqua è più trasparente e popolata da moltissimi pesci che, via via ci si allontana dalla riva, diventano sempre più grandi.

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Francesco, ormai completamente innamorato della bellezza e particolarità di Oia, propone una cena in uno di quei ristoranti meravigliosi che avevamo notato il giorno prima; Scegliamo il ristorante king Neptunus, che ha una stupenda terrazza affacciata sul mare e sulle candide costruzioni di Oia e ovviamente ci concediamo un buon bicchiere di vino bianco e piatti tipici locali a base di carne e di pesce.

Non andremmo mai via da Oia, ci piace troppo passeggiare per queste piccolissime stradine, elegantemente illuminate ma sempre caratteristiche, ci piace scoprire anche i più piccoli negozi di souvenir, i negozi e le gioiellerie alla moda e i punti panoramici più belli. Dopo una fetta di torta al cioccolato,in un bar a picco sul mare, torniamo con il nostro scooter, piuttosto infreddoliti, a Perissa.

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