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I giardini Majorelle- la perla blu di Marrakech

Altra tappa imperdibile del vostro viaggio a Marrakech, tappa che potremmo definire “classica”, sono i giardini Majorelle.
Marrakech potrebbe essere definita una città di giardini, ce ne sono davvero tanti e molto belli ma questo è indubbiamente uno dei più famosi.

Chi non ha mai visto una di quelle splendide foto di cactus e pennellate di giallo luminoso e blu intenso, il Blu Majorelle appunto.

 

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Jacques Majorelle, pittore francese, letteralmente stregato dal colore e dalla confusione della Medina, vi si trasferì, facendo diventare Marrakech la sua casa. Pittore e amante della botanica, decise di unire tutte le sue passioni acquistando in un grande palmeto, arricchito poi da tantissime altre specie di piante.

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Nascosti come segreti, fontane, vasi, vasche per i pesci e infine la sua villa. Un unico filo conduttore: il colore. Non un colore qualunque, un color che potesse riassumere il suo amore per il Marocco, ed esprimere la sua gratitudine a quel paese.
Una intensa sfumatura di blu, ma non un blu qualunque…il blu Majorlle.

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Dove ci sono le palme, c’è l’ombra che ripara dal sole e dal caldo asfissiante, per questo Majorelle trasformò i giardini in un luogo pubblico e aprì le porte della sua casa nel 1947.

giardini-majorelle-marrakech-1-minAlla morte di Majorelle, sembrava all’improvviso che nessuno  vedesse più quella bellezza e quella ricchezza che il pittore aveva creato, ad un certo punto sembrava che a nessuno importasse più di quelle piante, di quei colori, di quell’ombra. Alla sua morte i giardini Majorelle sembravano essere morti con lui.

Per fortuna al mondo c’è sempre qualcuno che ha degli occhi diversi, qualcuno che riesce a vedere splendore anche dove ormai c’è solo un grosso strato di polvere, qualcuno che ha ancora gli occhi di un bambino.
Lo chiamavano l’enfant terrible della moda, Yves Saint Laurent, origini algerine e una lunga gavetta nell’atelier Dior.

giardini-majorelle-marrakech-2-minFu proprio lo stilista ad acquistare i giardini e portarli al loro originario splendore. Quelli non furono mai solo un investimento per Yves Saint Laurent, la casa di Majorelle diventò la sua casa tanto che le sue ceneri furono sparse nel roseto di quella bella villa blu che tutti fotografano, villa Oasis.

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Non fate solo foto, ma godetevi anche i profumi di questo incantevole parco e i canti delle tantissime specie di uccelli da cui è popolato. Concedetevi poi uno snack o un the alla menta, nel raffinato cafè Majorelle.

cafe majorelleSe siete appassionati di moda, merita una visita invece il  museo di Yves-Saint-Laurent.

Il biglietto di ingresso ai giardini ha un costo di 7 euro, ma è doveroso anche avvertirvi che per acquistarli la fila sarà lunga e piuttosto estenuante.

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Palace Bahia: capolavoro di arte marocchina

Palace Bahia è una delle tappe imperdibili del vostro viaggio a Marrakech. Noi lo avevamo capito non appena avevamo cominciato ad organizzare il nostro itinerario alla scoperta della città. Eravamo indecisi su tante tappe, ci chiedevamo se ne valesse la pena o se magari potevamo dedicarci ad altro, ma no…non abbiamo mai dubitato di palace Bahia, dovevamo andarci.

Un poco di storia di Palace Bahia

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Bahia, vuol dire la bella e questo palazzo fu realizzato nel 1860 dal Gran Visir, Si Moussa e arricchito nei primi del ‘900 da un ex schiavo, il visir Abu Ahmed. Otto ettari di bellezza e decorazioni per le quali questo palazzo è considerato un capolavoro di arte marocchina.

Palace Bahia fu la dimora di Ahmad insieme alle sue 4 mogli e alle 24 concubine, ma pare esso fosse dedicato a Lalla, la sua favorita, la bella appunto.

Perché visitare Palace Bahia

Quello che vi stregherà di questo palazzo saranno i soffitti in zouak, il legno minuziosamente dipinto a mano e poi…intarsi  piastrelle, mosaici e mattonelle variopinti che ricoprono ogni superficie.
Le vetrate coloratissime vengono attraversate dalla luce che crea meravigliosi giochi e riflessi sulle splendide e grandi porte.

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Le petit riad

Il primo ambiente in cui vi troverete è le petit riad: si comincia da un grande salone in cui, la prima cosa che salta all’occhio è l’imponente struttura del camino, ma qui, come in tutto il palazzo, non dimenticate di guardare ogni parete e soprattutto alzare gli occhi verso i bellissimi soffitti.

Subito dopo, si accede al piccolo cortile, le petit cour, che sembra solo anticipare quello che ti aspetta nell’ ambiente successivo.

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Le Gran Cour

È il primo spazio aperto che incontrerete e che vi lascerà senza fiato: completamente rivestito di marmo di Carrara e decorato con splendidi motivi gialli e blu.

Qui oggi tutti si godono il sole che fa brillare il cortile e ci si scatta le foto più instagrammabili, approfittando di tutta questa luce e questi splendidi colori ma all’epoca sotto quel sole soffrivano i sudditi che aspettavano il visir.

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Le grand riad

è invece uno spettacolare giardino verde e rigoglioso con tante specie di piante e uccelli. Molto belle le strutture il legno completamente colorate che circondano l’intero giardino.

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L’harem

è l’ultimo ambiente di questo viaggio nel tempo e nello spazio attraverso Palace Bahia ma sono gli appartamenti di Lalla che colpiscono particolarmente per i zouak e i pannelli in seta.

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Quanto costa visitare Palace Bahia

Palace Bahia ha un costo di 70 dinar a persona, cioè 7 euro ma ricordate che il palazzo è aperto solo fino alle 17 .

È incredibile quanto la testa possa viaggiare quando ci si trova in ambienti così affascinanti e forse anche magici: ci si ritrova ad immaginare una storia d’amore tormentato, gelosie, vendette, inganni, regali e lusso sfrenato. Un uomo, una donna. Un cielo stellato e un palazzo di luce e colore, inondato da musica e profumo di incensi

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Shopping a Marrakech: guida ai prodotti tipici da acquistare

Appassionati di shopping, di mercati, di handmade e prodotti tipici… Marrakech per voi sarà un paradiso. Non potete visitare Marrakech e resistere alle mille tentazioni che offre la produzione locale. Tra negozietti e Souk, bancarelle e centri commerciali, tornerete con una valigia di almeno 3 kg in più, possiamo garantirvelo. Se volete portare a casa qualcosa di unico dovete assolutamente tenere in considerazione questi prodotti:

COMPRARE TAPPETI A MARRAKECH

I tappeti sono una delle lavorazioni più belle e tipiche del Marocco, ne vedrete tantissimi e di bellissimi nel Souk, tra le strade e nei negozi. I tre modelli che spesso vedrete in giro sono:

Rabati: tappeti caratterizzati da tinte scure e dal classico medaglione centrale molto lavorato, questi sono tra i più costosi.

Chichaoua: sono semplici con colori che vanno dal giallo al senape al panna e li riconoscete dai motivi a zig zag, molto bohemien (non a caso i nostri preferiti) . Prendono il nome dall’omonimo distretto in cui vengono realizzati e proprio lì trovate una cooperativa che li vende a prezzi molto competitivi.

Kilim: sono quelli in cui intravedete simboli e lettere berbere come l’occhio di Allah

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ACQUISTARE CERAMICHE A MARRAKECH

Saranno una vera e propria tentazione per il vostro Shopping e per tutti i souvenirs che vorrete portare via con voi. In particolare vi stregheranno i piatti come quelli smaltati di Fes, coloratissimi e in perfetto stile arabo e le tajin di ogni forma e dimensione.

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METALLI PREZIOSI

Abbiamo deciso di mettere sotto questa voce tutti gli oggetti che sicuramente attireranno la vostra attenzione, tra cui: orecchini e collane, lanterne e lampade ma anche le classiche teiere spesso vendute insieme al piatto dai decori eleganti e un set da sei bicchierini in vetro colorati (la tradizione marocchina vuole che siano tutti diversi).

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I PRODOTTI PER LA BELLEZZA DA COMPRARE A MARRAKECH

Le donne rimarranno particolarmente colpite dalla varietà di prodotti per il viso e il corpo: sapone nero, olio di Argan a volte unito ad essenze come ambra e patchouli, gommage al sapone nero, kohol e argilla, acqua di rose… insomma tutti i prodotti da sempre noti per le loro fantastiche proprietà e che da sempre nutrono la rinomata bellezza delle donne arabe.

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SHOPPING TRA SPEZIE E INFUSI

Nel vostro shopping non potete rinunciare a portare con voi i sapori tipici di Marrakech. Dovete acquistare assolutamente il mix di spezie per lo stufato di carne nel Tajin che è particolarmente speziato e profumato. Inoltre non dimenticate di acquistare del profumatissimo the alla menta o anche il saporito, deciso e corposo the imperiale.

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Jemaa-El-Fna la piazza di Marrakech:tutta la verità

Quanto avete sentito parlare di  Jamaa El-fna, la piazza più famosa di Marrakech? Leggendo su forum e blog, guardando foto e video avete sicuramente sentito quel mix di euforia e paura nel dover attraversare questo posto che sembra il luogo in cui tutta la follia del mondo si concentri.

Volete sapere cosa aspettarvi da questa piazza di Marrakech? Eccovi qualcosa per cominciare a sognare…

La piazza di Jemaa El-Fna è il punto da cui si snoda l’intera Medina di Marrakech, essa fu progettata durante l’epoca della dinastia Sadiana e sarebbe dovuta essere il luogo che avrebbe ospitato una grande moschea.

A sorvegliare la piazza c’è la grande moschea Koutoubia da cui, 5 volte al giorno, parte il muezzin che ricorda ai fedeli il tempo della preghiera ma… non pensate che tutto si fermi: la piazza continua ad essere gremita di gente che corre, canta, balla, vende lanterne e chiede la mancia.

Jemaa El-Fna, confina con l’ingarbugliato gomitolo dei Souk.
Probabilmente se il vostro Riad è all’interno della Medina dovrete passare prima per il Souk e per la piazza delle spezie e solo in seguito arriverete alla Piazza Jemaa El-Fnaa, che sarà il luogo in cui probabilmente prenderete per la prima volta uno dei Taxi.

COSA TROVERETE AL MATTINO A JEMAA-EL-FNA

Al mattino la piazza è piuttosto spoglia ma vi divertirete a fotografare gli incantatori di serpenti , forse vi farete convincere a fare un tatuaggio all’henne da una di quelle ragazze sedute su quelle semplici cassette. Forse ancora rimarrete increduli quando si avvicinerà uno degli ammaestratori di scimmie, proponendovi di farvi una foto con una di quelle che porta con sé con una catena come guinzaglio.

Quando fa troppo calo assaggiate una delle spremute di arancia ai carretti e poi potreste chiedere il futuro ad una delle cartomanti.

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COSA TROVERETE IL POMERIGGIO JEMAA-EL-FNA

A ora di pranzo, la piazza si affolla e viene inondata dall’odore del cibo cucinato e venduto sulle bancarelle mentre cominciano ad arrivare i cantastorie, i danzatori berberi e i maghi. Lo spettacolo ha ufficialmente inizio, Jemaa-El-Fna diventa un palcoscenico a cielo aperto e l’aria si riempie di polvere e magia.

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COSA TROVERETE LA SERA A JEMAA-EL-FNA

Quando al tramonto, il blu e l’arancione cominciano a fondersi, mentre luci e lanterne si accendono, comincia il turbinio di voci, di musica, battiti di mani, suono di tamburi, odore di the alla menta sempre più intenso, scambi veloci di “Salam”, “Sukran” “afwan”.

Sapete cosa dovete assolutamente fare al tramonto in piazza Jemaa-El-Fna? Qualcosa di turistico ma irrinunciabile, ovvero salire su una delle terrazze dei cafè della piazza e godervi il sole che scende mentre il fiume di gente continua a riversarsi incessantemente in questa “piazza sgangherata”.

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Souk di Marrakech: cosa aspettarsi e cosa troverete

COS’È IL SUOK

Avrete sentito sicuramente parlare del souk di Marrakech, qualcuno lo avrà trovato entusiasmante qualcuno invece si sarà sentito anche un po’ spaventato. Noi abbiamo passeggiato quasi ogni giorno all’interno del souk e possiamo raccontarvi tutta la verità su questo luogo magico di Marrakech.
Il souk di Marrakech, piuttosto grande e antico, ha resistito al tempo, alla modernità e all’ apertura dei negozi più all’avanguardia. Un dedalo di viuzze ingarbugliate, animato ogni giorno e ad ogni ora dai mercanti, dalle guide improvvisate, dagli artigiani, dai bambini che corrono e dai ragazzi che giocano a scacchi.

Non è un attrazione turistica ma un luogo di pura quotidianità del popolo marocchino: nel souk le donne fanno spesa, acquistano saponi, spezie, frutta, dolci al miele e pollo. Le ragazze camminano per acquistare belle sciarpe o dell’olio d’Argan, i motorini sfrecciano con maestria tra i pedoni e i gatti attraversano la strada in cerca di qualcosa da mangiare.

Il souk è il luogo per incontrare gli altri, ripararsi dal sole e trovare un po’ di fresco.

COSA TROVERETE NEL SOUK DI MARRAKECH

Il souk è quella parte di Marrakech che ti conquista: colori, profumi e tanto, tanto rumore. Sarebbe impossibile elencarvi tutto quello che troverete all’interno di questo labirinto; sarete travolti fin da subito da questo colorato caos che corre veloce e che vi inghiotte, vi ipnotizza e vi rimane attaccato addosso. Guardatevi intorno e stupitevi: lanterne, lampade e lampadari che brillano sotto la debole luce che riesce ad entrare nel souk, schiere di babouche colorate, cesti di spezie ed erbe per infusi, dolci che inondano le strade del profumo di miele e di mandorle. Ma troverete anche mendicanti, mercanti che vi inviteranno ad entrare e a comprare le loro merci a un “prezzo speciale”, artigiani a lavoro che avranno poco tempo da dedicarvi, guide improvvisate che vi inviteranno a seguirli per scoprire qualche posto fantastico, chiedendo poi la mancia.

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COSA SAPERE SUL SOUK DI MARRAKECH

Le botteghe del Souk sono sempre aperte ogni giorno, ma se non vi sentite pronti per affrontare subito il tradizionale e caratteristico caos di questo luogo potete scegliere di farvi una passeggiata tra questo crocevia di stradine la mattina intorno alle 10:00. Attenti però il venerdì mattina forse molte botteghe saranno chiuse; ricordate che quello è il giorno sacro per i musulmani e li impegnerà nella moschea dalle 13:00 fino alle 16. Camminate sempre sulla destra per non “intralciare” il passaggio dei motorini.

Attenti a quelli che vi fermeranno dicendovi che vi accompagneranno in qualche posto (le concerie per esempio) in maniera del tutto gratuita: in realtà prenderanno una percentuale da coloro che vi faranno da “guida” in questo luogo. In molti vi dicono di stare attenti ai borseggiatori e forse è vero, nella confusione è facile che qualcuno ne approfitti ma vi basterà avere una borsa a tracolla ben chiusa per risolvere il problema.

Forse le donne sentiranno complimenti anche un po’ spinti ma niente di grave, continuate a camminare senza dare troppa confidenza. Per le indicazioni alzate sempre la testa, sono poste in alto e vi basteranno per raggiungere le zone principali come la piazza Jemaa-El-Fna. Abbandonatevi al gioco della contrattazione: non accettate mai il primo prezzo, scendete man mano e non preoccupatevi di sembrare sfacciati…per i mercanti la contrattazione è una vera arte e a proposito di prezzi ecco le cifre massime da spendere per acquistare alcuni prodotti tipici

GUIDA ALLA CONTRATTAZIONE SUL SOUK

  • Gommage all’ Argan e sapone nero: 5 euro/8 euro
  • Olio di Argan: Massimo 12 euro (se puro e ricordate che l Marocco è l’unico produttore al mondo di Olio di Argan)
  • 60 gr di the alla menta: 5 euro
  • Teiera tradizionale: 10 euro
  • Bicchieri di the in vetro: 6 euro
  • Calamite e portachiavi: 1 euro cad.
  • Orecchini di artigianato locale:  1-2 euro cadauno

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Surf in Europa- dove fare surf non lontano dall’Italia

Siete sempre in cerca dell’onda giusta? Amate lo Sport del vento? Perché arrivare fino in California allora per surfare alla grande se anche l’Europa ha le sue spiagge del vento pronte a far volare la vostra tavola? Noi non siamo esperti di surf, ma non sapete quanto ci piacerebbe… surf, kitesurf, windsurf ci affascinano letteralmente e durante i nostri viaggi, siamo rimasti meravigliati da quanti luoghi in Europa o comunque vicinissimi all’Italia, diano la possibilità di divertirsi in bilico tra le onde e il vento.

Ecco la lista di tutti i luoghi non distanti dalla nostra Nazione dove potrai fare surf:

SURF IN GRECIA

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Photo by Alex Shutin on Unsplash

Durante i nostri viaggi sulle isole della Grecia, abbiamo scovato delle isole i cui versanti sembrano fatti apposta per abbandonarsi al vento. Spiagge, talvolta nascoste altre volte stra-conosciute che si sono rivelate veri paradisi per i surfisti professionisti e non.

A Mykonos ad esempio la spiaggia più amata dai surfisti è Kalafatis: una spiaggia dorata di circa un kilometro, bagnata come sempre da acque cristalline e il vento che scende dalle montagne e raggiunge la velocità massima intorno a mezzogiorno.

Nella piccola isola di Antiparos il versante Nord sembra riservato esclusivamente agli amanti della tavola: basta noleggiare uno scooter e cominciare ad esplorare il versante settentrionale e le sue spiagge selvagge e nascoste. La più famosa è sicuramente Psaraliki Beach e il suo club di surf, Lo Spot one, molto apprezzato dai turisti.

Non possiamo non menzionare ovviamente l’isola di Creta: la più grande delle isole greche presenta una conformazione geografica e condizioni metereologiche perfette per gli sport acquatici. Inoltre qui troverete tantissimi club attrezzati sia per professionisti che per chi vuole cimentarsi per la prima volta in una di queste attività.
Ancora una volta il versante migliore è quello a Nord-Nord-est dove sono localizzate alcune delle spiagge più amate dai surfisti e non solo, ad esempio: Ammoudara, la baia di Elounda, la costa di Papadiokampos e Kouremenos.

Infine la più grande delle Cicladi, Naxos di cui una delle spiagge più amate per il surf è sicuramente una di quelle che più amato dell’isola: Miki Vigla. Un lingua di sabbia bianca e acqua trasparente, perfetta anche per lo snorkeling, la potremmo definire la preferita dai greci stessi.

SURF IN SPAGNA

Photo by Nicole Honeywill on Unsplash

Che Fuerteventura sia il regno del surf, questo lo sanno tutti ma non è la sola in cui potersi divertire!

Sicuramente tra le isole che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e amare c’è quella che conosciuta come “l’isola del vento” , la bella Minorca. A nord il vento di Tramontana è di casa e sull’intera isola trovate club nautici.
Elencarvi tutte le spiagge bellissime in cui surfare è impossibile ma possimao citare Punta Prima, Platja de la Cavalleria o cala Tortuga. Minorca è l’isola del surf, per tutti anche per chi vuole imparare…infatti Fornells con le sue onde dolci è l’ideale per i principianti.

Se volete vivere una Ibiza insolita, allora dedicatevi ad uno degli sport che potete svolgere sull’isola, tra cui anche il surf e similari. Spostatevi a Nord, tra le mete più apprezzate troverete Punta Xarraca, più a sud invece troverete Cala Nova, non distante da es Canar. Molto divertente è il club sportivo, SURF LOUNGE, in cui potrete imparare a surfare grazi al FLOWRIDER, una macchina delle onde.

Infine chiudiamo con un classico: Formentera. Qui una delle spiagge più apprezzate per fare surf è sicuramente Playa des Migjorn, non troppo distante da Cala de Morts ed Es Calò. Selvaggia e dalla sabbia soffice e chiara, come tutte le spiagge di Formentera, questa sarà la vostra preferita quando il vento che soffia da Nord vi regalerà onde indimenticabili.

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Week end di relax a Benevento- il Triclinio del Fauno

Il periodo natalizio è un periodo davvero magico ma, a dirla tutta, è anche piuttosto stressante; Sapete che ci occupiamo di pubblicità e questo periodo è veramente micidiale: gadget, campagne social, promozioni per cui realizzare la grafica, stanchezza che si accumula e poi la corsa ai regali a cui nessuno può sottrarsi. Abbiamo quindi deciso di prendere una pausa prima di immergerci nuovamente in luci, colori e… cose da fare; ci siamo concessi un week end di relax vicino casa, precisamente a Benevento in un agriturismo, il Triclinio del Fauno.

Se cercate un’idea per un week end romantico in Campania, il Triclinio del Fauno è la soluzione giusta, ideale per rilassarsi e staccare un po’ la spinta dalla città, godersi solo il silenzio, il cibo, il verde del Beneventano e il buon vino.

Abbiamo prenotato questo week end, un po’ “last minute”, come si suol dire è stata un’improvvisata: avevamo intenzione di visitare i Mercatini di Natale che si sarebbero tenuti quel fine settimana a Torrecuso, presso tenuta la Fortezza.

Avevamo pensato di farci una salto la domenica pomeriggio ma poi abbiamo deciso di concederci un po di tempo in piu, quindi: ricerca su Booking di un bell’agriturismo, prenotazione e via.

Pensavamo si trattasse di  qualcosa di rustico, forse immaginavamo un agriturismo a Benevento come un vecchio casale in mezzo al nulla, piuttosto semplice e modesto e invece ci siamo ritrovati di fronte ad una struttura elegantissima, scenografica e immersa e affacciata sui colori autunnali della campagna.

Sapete che il triclinio era la stanza in cui gli antichi romani si riunivano per godersi il preanzo, trascorrendo ore in relax e convivialità. Quando hai studiato il latino e ricordi bene il significato di questa parola, basta ciò a stuzzicarti e convincerti che potrebbe essere il posto che cercavi. La bellezza della struttura non ha affatto deluso le nostre aspettative.

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Il mondo latino e la sua mitologia, pervadono l’intera struttura: le sale da pranzo e le camere per gli ospiti prendono il nome da personaggi conosciuti durante gli anni di liceo classico; lo stesso Fauno era una creatura mitologica che abitava i bosch., mentre la nostra è la stanza delle Ore, sorelle delle più note Moire.

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Sapete perché è stato un week end di relax? Perché in questo agriturismo abbiamo potuto goderci la tranquillità e quel sano riposo che spesso in città non abbiamo e poi ovviamente, il buon cibo e il buon vino.

Scegliamo la cena un menù degustazione, per scoprire i sapori autentici del Sannio, quelli buoni, genuini, quelli di cui hai voglia nelle giornate autunnali quando scende l’umidità e fuori è già buio dalle 17:00. Parliamo di funghi, patate, salumi, formaggi, castagne, zucca e ovviamente un rosso corposo che riscalda, un classico Aglianico della casa, quel giusto sapore in più.

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Forse non ci credete, ma rilassarsi non vuol dire solo riposare o dormire ma vuol dire anche scambiare quattro chiacchiere con qualcuno senza preoccuparsi dell’orario, senza pensare al prossimo appuntamento e senza parlare per forza di lavoro; è per questo che ci fermiamo a chiacchierare con i gestori giovanissimi, simpatici e disponibili.

Questo week-end non è affatto freddo…possiamo fumare una sigaretta sulla terrazza anche indossando solo un pullover e ci godiamo qualche minuto di silenzio, lo scroscio d’acqua delle fontane e le luci delle case in lontananza.

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Avevamo bisogno solo di dormire e svegliarci tardi al mattino: no  a casa non ci riusciamo, dobbiamo fare presto, prepararci per il pranzo, finire quel progetto prima che arrivi il lunedì…al Triclinio del Fauno sembravano saperlo; ci servono la colazione in camera, non perché lo abbiamo chiesto, ma perché da loro funziona così…devi preoccuparti solo di quello che vuoi da bere e loro ti preparano la colazione e te la portano in camera. Questo vuol dire che puoi dormire fino a tardi e bere il cappuccino caldo ancora sotto il tepore delle coperte.

La nostra grandissima stanza alle 10:30 è inondata dal profumo dolce dello zucchero a velo dei cornetti e quello deciso del caffè.

week end relax Il triclinio del fauno colazione in camera-minLa vista al mattino dal triclinio del fauno è splendida, ancora più bella di ieri… le colline verdi in questa domenica soleggiata risplendono al sole e la scalinata sembra quasi brillare.

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Le valigie sono pronte ormai e a malincuore lasciamo il nostro nuovo posto del cuore, un posto che ci ha regalato un indimenticabile  week-end di relax, quello che cercavamo, che credevamo di meritare e che ci ha sorpreso lasciandoci molto più di quello che ci aspettavamo.

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Mercatini di Natale al sud- Tenuta La Fortezza Torrecuso

Alzi la mano chi ama i mercatini di Natale!!! Abbiamo una buona notizia per tutti gli appassionati di Christmas market che abitano nel sud Italia…finalmente sono arrivati anche qui e si stanno espandendo a macchia d’olio! Certo non siamo ancora ai livelli della tradizione altoatesina ma i mercatini al sud vi stupiranno comunque…

Dopo i mercatini di Pontecagnano e quelli di Limatola, quest’anno abbiamo scelto i mercatini di Natale di Torrecuso, Benevento, presso Tenuta la Fortezza.

Torrecuso è un piccolo paesino beneventano, immerso nei colori ormai autunnali di vigneti e campi e Tenuta La Fortezza è una location straordinaria per eventi di ogni genere, dai matrimoni ai meeting.

Non è la prima edizione di questi mercatini di Natale, ma solo quest’anno riusciamo ad essere presenti. Sono le 16:00 circa, parcheggiamo l’auto sulla strada, il parcheggio interno sembra essere già pieno.

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La tenuta è completamente illuminata da luci colorate, le macchine della neve rendono ancor più magica l’atmosfera, mentre nell’aria risuonano le più classiche canzoni di Natale e le risate dei bambini.

Un fiume di gente passeggia tra le casette di legno dove gli artigiani mostrano e vendono le loro creazioni: creme, saponi, vino, palline Natalizie e bambole di pezza.

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L’aria, non ancora troppo fredda profuma di vin brule, castagne e pretzel, buoni da mangiare e ancor più belli da fotografare.

Tra le luminarie e le bancarelle, la bellezza di tutte le sale della Tenuta La Fortezza, ambiente raffinato ed elegante che non passa mai in secondo piano, nonostante la confusione.

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All’improvviso “All I want for Christmas…” di Mariah Carey viene interrotta da una musica più popolare di tamburelli e “triccheballacche”: giovai e anziani, con vestiti d’epoca ballano antiche danze tipiche del beneventano .

Rimaniamo immersi nella tradizione guardando alcune signore impastare a mano la pasta all’uovo per cavatelli e tagliatelle.

Nel giardino in cui si trova la piccola cappella della struttura, tante luminarie natalizie tra cui giocano i bambini e si scattano Selfi gli adulti. I ragazzi dell’associazione Benevento Longobarda, sono vestiti da guerrieri e mostrano ai curiosi, la maglia metallica, le spade e gli strumenti musicali mentre qualcuno si cimenta nel tiro con l’arco.

 

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Non solo Mercatini di Natale, ma anche un vero villaggio di Babbo Natale dedicato interamente ai più piccoli.

Anche per quest’anno abbiamo inaugurato Dicembre e l’Avvento nel migliore dei modi, immergendoci completamente nell’atmosfera festosa e calda del Natale al sud…Se in questo week-end di festa, quello del ponte dell’Immacolata concezione, siete in zona approfittatene per partecipare a questi mercatini natalizi. Questo sarà l’ultimo week end per questa edizione quindi vi consigliamo di non perderlo!

I mercatini saranno aperti dalle 10:30 alle 22:00 e troverete tutte le info utili qui:

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Trastevere-un giorno nel cuore pulsante di Roma

Va bene il Colosseo e i Fori imperiali, va bene la fontana di Trevi e va bene la bocca aperta e  il naso appiccicato  alle vetrine di Via Condotti ma Roma ha un’anima: un’anima che ha a che fare con i Romani, quelli che ti chiamano gridando “aho!!!”, quelli che urlano e saltano fino a far tremare la città quando la Roma segna, quella di gatti pigri e delle taverne che odorano di pepe e di vino rosso. Quell’anima è Trastevere.

Trastevere di giorno, Trastevere di notte, Trastevere al Tramonto, non ci si stanca mai di vivere questo posto che sembra essere sempre lo stesso, sempre il solito, così vecchio, cosi affollato, così pieno di luce nelle piazzette e così buio nei suoi vialetti. Trastevere come una vecchia, saggia e rassicurante, discorsi lunghi e farciti di parole, di esperienze, di ricordi, a volte noiosa a volte ipnotica.

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Non c’è mai parcheggio e se ti incastri in una delle sue stradine è difficile uscirne, svoltare o camminare più veloce di quello che fanno i pedoni.

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“…Tombini tatuati S.P.Q.R
In giro solo marocchini e metronotte
I pazzi di quartiere con in mano i cocktail…”

 

Muri rossi e pareti di edera, vecchie biciclette appoggiate qua e là e il rumore di bicchieri di vetro che brindano al momento. Santa Maria, sorvegliata dalle camionette militari e dai ragazzi che fumano seduti sugli scalini, ha un’aria solenne ed uno sguardo popolare e bonario. I vicoli sono inondati da dialetti e lingue di tutto il mondo: difficile è distinguere i ragazzi in vacanza da quelli di un lungo Erasmus.

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“…Americane alla John Cabot,Parcheggiatori abusivi…La solita vecchia Santa Maria…”

Passeggio e ritrovo il bar San Calisto, un vecchio bar di Trastevere dove ho lasciato ricordi, bottiglie di birra e mozziconi di sigarette quando festeggiavo il 30 di un esame insieme alla mia adorata amica Giulia.

Scarpe comode notte e giorno ma nonostante tutto, inciampi e scivoloni sui vecchi sanpietrini e poi file e sempre file:per l’osteria, per il gelato o per uno short al bar. Trastevere vecchia così vecchia che all’alba sembra abbandonata e dimenticata da un secolo. Trastevere vecchia ma così vecchia da avere un fascino intramontabile e indiscutibile come dei vecchi Levi’s, i classici Rayban o delle consumate All star.

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“…Il sanpietrino mi scivola, in moto si pattina
Il vento ci spettina…”

Cielo rosso fuoco al tramonto e le case che sembrano quasi incandescenti mentre i primi lampioni gialli si accendono e stormi di rondini che disegnano clessidre tra le nuvole.

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Travel

Roma in un giorno-sulle note di Carl Brave e Franco 126

Roma è stata sempre il mio rifugio. Ho trascorso tre anni della mia vita nella città eterna, gli anni più belli, quelli dell’università. Posso dire di aver vissuto Roma più che averla visitata: ho vissuta la sua quotidianità, il traffico della mattina, il caos delle manifestazioni, i colori, gli odori e le voci dei mercati, il freddo umido e pungente dell’inverno, il caldo asfissiante e le zanzare dell’estate. E poi quando penso ad un posto in cui scappare per un po’ dai problemi, sicuramente quel posto è Roma e questa volta ci sono andata apposta per staccare un po’ la spina, passeggiare a piedi e in tranquillità come non facevo da un po’ (quando dico a piedi intendo km di passeggiata senza prendere neanche un bus) mentre nelle cuffiette cantano Carl Brave e Franco 126.

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“…E sto all’Anagnina co’ una signorina Ma lei non si fida, che regazzina…”

Partiamo dal quartiere Parioli, in una giornata abbastanza nuvolosa, percorriamo la via Flaminia a piedi per trovarci poi nella grande ed affollatissima Piazza del Popolo. Un giro su te stesso per guardarla tutta, gente che va, gente che viene, venditori di rose e polizia. Dalla piazza si aprono le strade più famose di Roma come fossero le corsie di un circuito. Un ragazzo di una comunità per tossicodipendenti ci ferma per una firma e per un’offerta. Basteranno 10 euro?

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Due tossici mi fermano in una piazza vuota (yeah) Mi chiedono una firma per dire di no alla droga

Passiamo per una Piazza di Spagna affollata,disordinata…turisti scomposti sui gradini, sigarette e click di fotografie che più che la piazza, immortaleranno una “cascata”di gente. Camminiamo per strade storiche del città, cerchiamo la seconda tappa di questo itinerario, cerchiamo fontana di Trevi. Sappiamo già che troveremo tanta, troppa gente, da tutto il mondo. Non c’è quasi spazio per guardarla e neanche per fotografarla o per fare la cosa più banale: gettare la famosa monetina per comprare la speranza che un sogno si realizzi.

“…Io che c’ho solo guai dentro le tasche dei miei Levi’s vorrei rubare i desideri a Fontana di Trevi
Abbiamo stesso sangue, no, non serve che mi spieghi
Te dimmi dove sei mi faccio tutta Roma a piedi…”

 

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Proseguiamo ancora camminando per le strade storiche di Roma: semafori rossi,  fiumi di gente che attraversano le strade, tappeti di foglie rosse sul lungotevere, rumore di stoviglie nelle cucine. Arriviamo al Pantheon, che sembra galleggiare sul mare di persone che lo circondano, è quasi impossibile da qui fuori scorgere anche quel fascio di luce che magicamente sempre illumina l’interno sacro.

 

Alle 15:00 sarebbe impossibile mangiare in un ristorante a Bologna come a Londra, ma qui siamo a Roma e i tavoli dei ristoranti di Campo de’ fiori sono ancora pieni di gente che tira su i bucatini con la forchetta o che ancora è indecisa tra un’ Amatriciana e una Carbonara. Campo de fiori è uno dei posti che più amo: il mercato, i banchi di cose inutili, lo sguardo di Giordano Bruno che da sotto al cappuccio sembra sempre minacciare la città del sacro e del profano.

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“…Campo de’ Fiori i buttadentro stanno fuori, i Bangla delle rose l’otto marzo c’hanno le mimose…”

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Tra poco lasceremo questa parte del Tevere ma prima ci godiamo Piazza Navona: fontane e artisti di strada che per due spicci si animano e ti regalano la foto più simpatica, i ragazzi indiani realizzano bellissimi dipinti del Colosseo sporcando con bombolette spray stencil di plastica. A terra una viola, un violoncello un flauto… sta per cominciare un concertino elegante mentre i ristoranti servono già la cena o magari,per qualcuno, è ancora il pranzo.

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“..birre come da copione, sigarette a colazione, in piazza una chitarra suona sempre la stessa canzone…”

 

Attraversi i ponti Roma e ogni volta il tuo sguardo cade sull’acque del Tevere: non è la Senna, non è il Tamigi è solo il Tevere, poeticamente chiamato biondo, per la sua acqua scura e torbida che probabilmente lo rende meno elegante degli altri ma… è discreto e questo rende la città perfetta.

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“…Il biondo Tevere s’è fatto moro, Roma è più bella quando sto da solo…”

La cupola di San Pietro la scorgi da qualsiasi luogo di Roma ma ti accorgi che ti stai avvicinando sempre più a lei quando per la strada comincia a notare tra la folla tuniche nere o veli bianchi. Via della Concordia, sembra stata progettata apposta per rendere la strada verso Piazza San Pietro sacrale. Niente intorno a te, su questa lunga strada, può distogliere l’ attenzione dall’unica piazza trasmessa sempre in mondovisione.

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Amo quando Piazza San Pietro diventa man man dorata verso sera. Passerei tutto il tempo a vederla illuminarsi  e svuotarsi…più diventa bella più diventa sola, pochi si voltano indietro per ammirarla, nessuno staserà tornerà a guardarla.

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“…Cielo d’ovatta, urlo con la testa sotto l’acqua e tu mi guardi come se c’ho la risposta esatta
Una vecchia Mustang con la targa che si stacca Strada affollata mi lascio ingoiare dalla calca…”

A Castel Sant’Angelo, la gente è ancora tanta. Il cielo è ormai ottanio, il Tevere adesso è oro, illuminato dalle luci calde dei ponti e dei lampioni.

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“…Tevere pare l’oceano, noi che viviamo a notte fonda e al mare ci tuffiamo a bomba…”

Passiamo per l’Ara Pacis,  racchiusa nella sua teca di cristallo e passeggiamo per Via Ripetta, dove in corso ci sono già gli aperitivi che aprono il sabato sera. I varchi adesso sono attivi dappertutto, il traffico è più intenso, le persone sui gradini non parlano più inglese ma romanaccio, non si scattano più selfie da turisti, ma bevono Peroni.

Piedi gonfi, gambe stanche, di nuovo la fame che si fa sentire e uno spritz di troppo che fa le nostre teste più leggere dei nostri corpi. Ho perso il conto dei km, il conto delle ore e forse anche 10 euro ma sono le otto di sera, piove già da un po’ eppure…a quest’ora Roma profuma; Ogni giorno va in scena il suo spettacolo, sempre a recitare la stessa parte, sempre a mostrarsi bellissima e impeccabile, nonostante spesso non lo sia affatto e ora come un’attrice, dopo l’inchino, si scioglie i capelli, toglie il trucco e  si distende per riposare. Roma adesso profuma semplicemente di casa.

 

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“Che amarezza Piazza Venezia
Un corazziere ferma a fa la statuetta (che scesa)
Lo scroscio a piombo apre le danze, parabrezza
Nei Fori turisti in carrozza che lentezza
E la pioggia che blocca le vie
La città della lupa è una tartaruga…”