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Repubblica Dominicana- Viaggio nella grande isola dei Caraibi

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Repubblica Dominicana

Dolce

Credo che nei giorni in cui siamo stati in Repubblica Dominicana abbiamo scoperto cos’é la felicità; credo che la felicità sia il momento in cui senti un forte entusiasmo per la vita, quando i tuoi occhi si riempiono di bellezza e l’animo dimentica ogni tipo di problema. Queste sensazioni del momento, le riesci a rivivere ogni istante in cui le ricordi, lo stesso entusiasmo, lo stesso senso di pace; si, credo sia questa la felicità e io in quel momento sono stata veramente felice.

Non nego di essere una persona ansiosa, mi preoccupo sempre di tante, troppe cose e questo viaggio mi preoccupava per tanti motivi: le ore di viaggio, il periodo degli uragani, la fama della Repubblica Dominicana. Ma quando ti svegli al mattino e un mare cristallino ti luccica davanti agli occhi ti rendi conto di quanto è stupido preoccuparsi e di quanto poco basti per dimenticare tutto.

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Quando siamo scesi dal grande Boeing Blu Panorama all’aeroporto de La Romanala prima cosa che ci ha colpito è stata l’afa, un “muro” di aria caldissima che nel nostro Agosto italiano non immaginiamo neanche. Poi il piccolissimo aeroporto de La Romana, così piccolo che l’ aereo sembrava quasi più grande della struttura stessa, eppure molto efficiente, tanti controlli e valige velocissime da ritirare.

Arrivare di sera, non ti fa rendere subito conto della bellezza che è racchiusa in questa grande isola però puoi intuirlo; la prima cosa da cui siamo tentati è avvicinarci al mare, la sabbia è farinosa è umida, ma il colore non riusciamo a vederlo. Il mare è calmo e silenzioso, brilla illuminato dalla luna coperta di tanto in tanto da qualche nuvola. Le palme sono alte ma non sembrano in quel momento così diverse da quelle piantate nelle nostre grandi città.

L’indomani mattina tutto cambia. Il sole è caldissimo, ci saranno quasi 40 gradi, nonostante in Repubblica Dominicana non sia estate, in lontananza si vede il mare; il colore è impresso nella mia mente, ma davvero non saprei dare un nome ad esso.. forse azzurro caraibico? non so neanche se esiste, ma non ho mai visto un mare così e un paesaggio che mi sembra quasi un sogno, lo sembrerà per tutto il viaggio anche quando il cielo sarà coperto e grigio

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Ogni colore qui sembra più nitido, dal verde della vegetazione ai colori della frutta che, tra l’altro, ha un sapore del tutto diverso dalla nostra: adoro il mango, la papaya, il frutto della passione e il melone, tutti diventano i miei alleati preziosi per la colazione.

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Noi ci troviamo poco distanti dal villaggio di Bayahibe, un villaggio di pescatori, dove c’è sempre tanta musica, nelle strade, sulle barche, nei taxy e nella piazzetta. Non vi stupite se sentite, di tanto in tanto, qualche anziano che canticchia o qualche ragazzo che accenna passi di balli caraibici.

Il porticciolo è pieno di barchette, soprattutto lance che vengono utilizzate per portare i turisti a fare escursioni nelle isole vicine.

 

Tra le palme e le casette, gli scorci sul mare e sul porto sono meravigliosi, sembrano quasi dipinti.

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Forse all’inizio siamo impauriti, sembra che tutti ci guardino, ci scorazzano di fianco con moto e motorini, cercano scuse per farci pagare 7 dollari un pacchetto di Marlboro e ci fanno tante domande, anzi ci sommergono di domande tanto da intimorirci un po’.

Nei giorni che abbiamo trascorso però è diventato tutto chiaro: i dominicani sono molto diffidenti, soprattutto con gli italiani che non sempre si comportano da amici ma più che altro da colonizzatori. In verità la maggior parte di quelli che abbiamo conosciuto sono simpaticissimi, hanno tante cose da raccontare ( a volte troppe), ridono in maniera cosi coinvolgente che non puoi fare a meno di farlo anche tu; si c’è anche qualche domenicano che prova  raggirarti, quello che prova ad intimorirti e quello che ha la giornata storta un po’ troppo spesso…ma perchè la gente dall’altro lato del mondo dovrebbe essere così diversa dagli abitanti del vicinato? del resto tutto il mondo è paese.

Abbiamo scelto un aggettivo molto particolare, per questo nostro viaggio in Repubblica Dominicana: Dolce. Ci abbiamo pensato a lungo ma alla fine la nostra scelta è ricaduta su questo;

 

Dolce è l’ acqua del mar dei Caraibi, mai troppo salata, mai troppo fredda o troppo calda, mai troppo agitata.

 

Dolce è la voce dei cantanti della bachata o della salsa che riecheggiano ovunque.

Dolce è la luce al tramonto.

Dolce è il sapore della frutta, della canna da zucchero, del cacao e del caffè che si producono in Repubblica Dominicana.

Dolce è il sorriso di bambini dei villaggi che ti accolgono e ti prendono per mano.

Dolce. Nessun’altro aggettivo avrebbe  potuto descriverla meglio.

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