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Terme di merano serali-l’orario migliore per andare alle terme

Sapevate che le terme di Merano sono aperte fino alle 22? Sembra quasi un sogno pensare di poter concludere la giornata, coccolandosi tra le acque termali e i trattamenti offerti da questa struttura.
Grazie all’hotel Westend, siamo tornati alle terme di Merano e questa volta abbiamo provato l’esperienza serale.
Abbiamo scelto la domenica sera per vivere tre ore di puro relax e preparare mente e corpo al viaggio di ritorno, il giorno seguente.

L’ambiente serale é sicuramente molto diverso: meno bambini, moltissime coppie di ogni età e comitive di ragazzi e ragazze affollano le terme.

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Già intorno alle 20:00, l’affluenza diminuisce e si rimane in pochi tra le piscine e le sale per i vari trattamenti che potete provare, anche le sale relax sono per lo più vuote.

Abbiamo cominciato la nostra beauty night, trascorrendo circa 15 minuti all’interno della sala del vapore: nella saletta buia la temperatura si aggira intorno ai 40/45 gradi e il vapore dilata i pori e distende i muscoli.

Dopo questo trattamento di preparazione abbiamo subito scelto la nostra piscina preferita quella esterna con acqua salina e una temperatura di circa 35 gradi: 5 minuti di getto cervicale e poi circa 10 minuti nell’esclusiva piscina esterna con idromassaggio ad una temperatura di circa 37 gradi.

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Infine, sempre esternamente la piscina che potremmo definire vortice, la piscina contro corrente per circa 15 minuti.

Dopo 10 minuti di relax su uno dei lettini, ci siamo goduti la piscina interna a 37 gradi e 90 cm di profondità con ulteriore sessione di idromassaggio di circa 5 minuti.

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Vi consigliamo anche di provare la sala delle inalazioni di acqua salina, per almeno 10 minuti: queste infatti sono molto indicate per la pulizia dell’apparato respiratorio e spesso consigliate ai bambini.

Come vi abbiamo accennato le Terme di Merano vi danno la possibilità di prenotare anche trattamenti esclusivi, esfolianti e massaggi con prodotti tipici della regione ad esempio il bagno nel fieno o i trattamenti al miele.

All’interno delle Terme trovate anche uno shop, nel caso in cui dimenticasse costume da bagno, ciabatte, cuffie e inoltre il loco potete noleggiare gli asciugamani per la giornata.

Ad ogni modo che sia di sera o di giorno, qualche ora alle terme è un’esperienza imperdibile da concedervi nel vostro soggiorno a Merano.

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Merano2000-tutte le informazioni per una giornata sulla neve

Che siate sciatori provetti o meno, non preoccupatevi: le piste di Merano2000 accontentano chiunque voglia trascorrere del tempo a 2000 metri di altezza e circondati dal candore della neve!

Per noi è stata la prima volta sulla neve, immaginate quindi quel mix di timore ed entusiasmo che portavamo con noi sin dalla partenza, anzi sin da quando avevamo saputo che l’hotel Westend, questa volta ci invitava a trascorrere una giornata nel complesso sciisitico di Merano2000.

Come si arriva a Merano2000

Merano 2000 si raggiunge molto facilmente da Merano: prendete il bus 1A, dalla stazione o dal Piazza del Teatro Nuovo, il biglietto costa solo 1,50. L’autobus fa capolinea proprio alla funivia, quindi passate a ritirare il biglietto e dopo aver passato i tornelli sarete direttamente all’interno della funivia.

La Funivia vi porta su in cima in pochi minuti, mentre sotto di voi e tutto intorno, il paesaggio diventa sempre più innevato e magico.

Piste e attrazioni

Le piste da scii di Merano2000 sono 9, con vari livelli di difficoltà e la decima è quella invece dedicata agli slittini.

Lo snow park è invece una delle attrazioni che attira e diverte Snowborder e freestyler.
Tra le altre cose l’ALPIN BOB, divertentissimo slittino su rotaie che sarà una gioia per i più piccoli.

A proposito dei bambini, appena fuori dalla funivia, la prima zona che trovate è dedicata proprio a loro che possono divertirsi e giocare tutto il giorno con schiere di animatori.

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Passeggiare sulla neve

Sapete invece cosa potete fare se non vi va di sciare o noleggiare uno slittino? Passeggiare!

I percorsi per passeggiate ed escursioni sono tantissimi, vi basta la mappa, un po’ di gambe e un po’ di fiato poi non dovrete fare altro che seguire le indicazioni.

Noi abbiamo scelto ad esempio quella panoramica sulle Dolomiti, che non è esattamente facile ma è molto emozionante. Lo sguardo si perde di fronte alla maestosità delle cime innevate e sulla strada trovate all’incirca 4 rifugi.

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Dove mangiare

In realtà aMerano2000 ci sono tantissimi rifugi e baite e tutto dipenderà molto da quello che deciderete di fare e in quale zona vi sposterete. Possiamo dirvi che noi siamo stati

In uno dei rifugi più alti, Malga Waidmann, che si trova all’incirca a 2040m e circa 45 minuti di passeggiata dalla funivia. La vista dal rifugio Waidmann è spettacolare, quindi vi consigliamo di mettere una coperta sulle gambe e pranzare sulla terrazza. Al rifugio troverete piatti tipici, qualcosa di più classico e menù bimbi, oltre che una bella selezione di vini e ovviamente grappe e cioccolata calda.

speck-merano2000-rifugio-dove mangiareA Merano2000 abbiamo usufruito del pacchetto terme+ski pass che comprende:

4 ore sulle piste da scii

3 ore alle terme di Merano

Noleggio accappatoio

E il prezzo è di 45 euro

Ma a questo link trovate il Listino prezzi completo con offerte, soluzioni per famiglie e altri pacchetti https://www.meran2000.com/it/inverno/prezzi.html

merano in ogni stagione
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Merano-città da vivere in ogni stagione

C’è sempre un buon motivo per tornare a Merano. Ogni periodo, festività e ogni stagione sono ideali per tornare a Merano.

La nostra prima volta in questa splendida città, abbiamo scoperto i suoi bellissimi Mercatini di Natale, che illuminano le strade da Novembre a Gennaio. Questa volta invece siamo tornati per portarvi sulle piste da scii di Merano 2000 e per un piccolo tour alla scoperta delle birrerie FORST della città. Tutto questo è stato possibile come sempre grazie all’hotel Westend della famiglia Strohmer, che ci ha nuovamente ospitati sulla riva destra del Passirio.
Curiosi di scoprire cosa fare a Merano? Scegliete la vostra stagione preferita

Inverno a Merano

Come vi abbiamo accennato, una delle stagioni più suggestive per visitare la città è proprio l’inverno. Imperdibili sono i Mercatini di Natale che si svolgono di fronte all’elegantissima Kurhaus e riempiono le strade di musica, lucine colorate, profumi dolcissimi e sapori tipici del Tirolo.
Il 5 Dicembre c’è una delle feste locali, quella dei diavoli, i Krampus…state attenti, lo scherzo è dietro l’angolo!

Ma l’inverno è anche la stagione della “settimana bianca” quella che tutti gli appassionati di sport invernali aspettano con ansia, quindi imperdibili sono le piste Merano 2000. Perfette per gli esperti e attrezzate per i bambini, piaceranno anche a chi con gli scii non se la cava bene: potrete infatti noleggiare uno slittino o magari scegliere una delle passeggiate proposte e godervi una bella cioccolata calda in uno dei rifugi, di fronte a un paesaggio completamente imbiancato.

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Primavera a Merano

La primavera riempie la città di colore e profumi. Si parte ad Aprile con il fantastico festival dei fiori e si continua con l’apertura dei famosissimi giardini Trauttmansdorff che potete raggiungere comodamente in autobus. Diviso in aree tematiche, vi sembrerà di viaggiare per il mondo: dal fiume del giardino giapponese, alla spiaggia di palme fino ad una mediterranea terrazza di limoni. Non perdetevi ovviamente il castello, che potete visitare in questa stagione.

Estate a Merano

L’ estate è il mese delle corse ippiche e l’ippodromo di Merano è veramente imperdibile: perfetto soprattutto per le famiglie che regaleranno ai piccoli l’emozione di vivere uno degli sport più belli. Spesso in questo periodo si organizzano anche raduni di auto d’epoca che potrebbero essere interessanti per appassionati e non e inoltre tantissimi sono i concerti che si svolgono in città e nei suoi luoghi più belli. In estate Merano 2000 si trasforma da Snow park a parco divertimenti nella natura per grandi e piccini: giochi all’aria aperta, passeggiate di trekking e tantissimo intrattenimento a 2000 metri.

Autunno a Merano

Merano in autunno regala colori e sfumature davvero suggestive e trasformano la passeggiata Tappeiner in una sorta di viaggio all’interno di un dipinto. Inoltre potete approfittare per scoprire i vigneti della zona e godervi i suoi fantastici profumi  e a propositi di vino, in questo periodo nella bella cittadini del sud Tirol potete assistere alla festa dell’uva, una tradizione di cui gli abitanti vanno fieri: sfilano per la città le bande di tutti i paesi limitrofi e si…sono presenti i leggendari schiaffeggiatori tirolesi!

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Merano in ogni stagione

Inoltre, non dimenticate che a Merano ci sono le fantastiche Terme, che sono aperte tutto l’anno e sono perfette in qualunque stagione. Che siate una coppia, una famiglia con bambini piccoli, gruppi di amici le terme sono l’ideale per staccare la spina e godersi qualche ora di relax e benessere.

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grotta-della-poesia-salento-puglia
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Salento-le spiagge da non perdere se avete solo un week-end

Non é la prima volta che andiamo in Puglia e soprattutto non é la prima volta che andiamo in Salento… conosciamo la sua magia, il suo caldo afoso, le zone verdeggianti che nascondono il mare cristallino. Ci siamo tornati anche questa volta per un piccolo week end di relax; un mese é già passato da quando abbiamo lasciato Ibiza, ma ancora sognavo nuotate in acqua limpida sotto un sole cocente e sapevano che potevamo ritrovare ciò solo nel Salento: il glamour, la movida, le cene nei ristoranti e le spiagge affollate ma paradisiache.

In passato eravamo stati a Porto Cesareo e Baia verde ma questa volta non potevamo perdetevi la grotta della poesia, vicino alla famosa Torre dell’orso, località balneare tra le più apprezzate e note del Salento. C’è tantissima gente, turisti e bagnanti dall’Italia e dal mondo. In realtà le grotte sono due, quella piccola e quella grande… le acque racchiuse in questi due bacini sono cristalline, c’è da rimanere senza fiato. Una gara improvvisata tra improvvisati tuffatori é sicuramente lo spettacolo principale: anziani, bambini, ragazzi e ragazze nessuno resiste al fascino del tuffo dal punto più alto della scogliera verso questo mare che é quasi una piscina.

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salento-grotta della poesia

salento-grotta della poesia-mare cristallino

salento-grotta della poesia-mare cristallino e scogliera

salento-grotta della poesia

salento-torre dell'orsoRiposarsi sdraiati al sole é un’impresa quasi impossibile, le rocce sono irregolari e scomode ma tanto l’acqua é così limpida e fresca al punto giusto che é un piacere stare a mollo tutto il tempo e poi fa così caldo, questa volta il famoso lo “jentu” del Salento non c’è a rinfrescare l’aria.

Altra tappa-spiaggia della nostra fuga in Salento é una delle spiagge tra le più belle di questa terra: il lido punta della Suina. Tante sono le persone che portano questo luogo nel cuore e in cima alla loro personale lista di spiagge più belle che abbiano mai visto. Per goderci questa giornata, che iniziava accompagnata  da un cielo non troppo limpido, scegliamo il G-club un Beach club bianco e oro con pedane, ombrelloni e lettini.

Il beach club é veramente molto cool, per arredamenti ( forse quelli anche un po’ troppo) e gente. Ma la vera magia di questo luogo é il mare, una piscina di acqua cristallina, non troppo salata, completamente trasparente. Non si può non immergerci Completamente, lasciarsi andare a questo mare così dolce, piatto come una tavola e dalla temperatura ideale per rinfrescarsi da questo sole che ora splende e porta i termometri a 35 gradi. La musica piuttosto soft accompagna l’intera giornata caldissima, troviamo il fresco proprio al bar-ristorante dove all’ombra di qualche ombrellone gustiamo un’insalata di salmone e lasciamo che il vento leggero che viene dalla pineta alle nostre spalle ci asciughi un po’ il sudore. Alle sei, mentre il sole si prepara a tuffarsi nel mare di fronte ai nostri occhi comincia il party, uno dei “soliti” party di Gallipoli, glamour e profumato di mojito.

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lido-punta-suina-salento

Come al solito non possiamo chiudere l’articolo senza informazioni utili nel caso in cui voleste visitare le due località:

Per la grotta della poesia portate scarpe da scogliera vi aiuteranno a non scivolare e a farmi fare sulla scogliera. Attenti a dove parcheggiate, non lasciare l’auto sul ciglio della strada, rischiate una salatissima multa. Alla grotta troverete alcuni venditori ambulanti per acquistare qualcosa da bere o anche una bella granita.

Se andrete a punta della Suina, vi informiamo che il parcheggio , gradissimo e all’aperto costa 6 euro per tutta la giornata. Al g-club di Gallipoli pagherete 12 euro per un lettino. Le insalatone cosatano all’incirca 10 euro mentre un cocktail vi costerà in media 10 euro e vi sarà accesso al buffet aperti-cena. Le docce nel Beach-club sono purtroppo a pagamento ma la buona notizia è che se avete un pelosetto potrà entrare tranquillamente e stare con voi tutto il giorno.

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Lecce-passeggiata all’ombra del barocco-ecco cosa vedrete

Lecce è una bomboniera.. non abbiamo parole diverse per descrivere una città così deliziosa come la capitale del Salento. Ordinata, pulita e ridente con le ceramiche colorate, i vasi di fiori e le lanterne che illuminano i ristorantini del centro.

Il cuore di Lecce è un tesoro a cielo aperto, le sue bellezze si concentrano a pochi passi l’una dall’altra.  Si parte dalla famosa piazza Sant’Oronzo, una piazza che di giorno è inondata di luce e la sera un palcoscenico a cielo aperto per gli artisti di strada. Al centro della piazza la statua di Sant’Oronzo, patrono protettore di Lecce e subito dopo a rapire la vista è il palazzo del sedile, costruzione del 1500,sede dell’infopoint.

lecce-palazzo del sedile

lecce palazzo del sedile infopoint-simbolo di lecce

lecce barocca

lecce-centro cittàLa bellezza della piazza è data dalla differenza di stili che convivono in maniera armoniosa…ogni monumento, appartenente ad un’epoca diversa e  si sposa perfettamente con gli altri: come il palazzo del sedile anche la chiesa barocca di Santa Maria delle grazie risale al 1500, mentre il famoso palazzo dell’ INA è una tipica costruzione dell’epoca fascista e il bellissimo anfiteatro risale invece all’ età Augustea. passeggiare per questa piazza vuol dire fare un vero e proprio viaggio nella storia dell’arte e della nostra nazione. Sotto i portici, gli stessi negozi, bar e ristoranti non sembrano rompere questa armonia che la città ha acquisito nel tempo e le stradine che si snodano dalla piazza sono bellissimi scorci da fotografare.

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lecce-santa maria delle grazie e anfiteatro

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In lontananza si vede già la chiesa di Santa Irene e il via vai di turisti sulle scale che entrano ed escono da questo piccolo gioiello dell’architettura barocca. Progettata dal Grimaldi, lo stesso architetto della chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma è il primo esempio del pregiato e ricercato barocco leccese sia all’interno che all’esterno. Torniamo anche la sera all’ombra del barocco della chiesa di Santa Irene per la cena in un ristorante che ha adibito un piccolo cortile a sala esterna ed il risultato è davvero suggestivo e romantico.

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lecce-duomo altare dei dottori della chiesa

Continuando a camminare tra le stradine del centro, alzando di tanto in tanto la testa per osservare gli splendidi balconi, giungiamo facilmente a Piazza Duomo. La piazza è immensa e gremita di turisti. Il bellissimo campanile si staglia alto in un cielo che a poco a poco si riempie di nuvole.

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lecce piazza duomo

ecce-campanile-duomo

lecce-piazza duomo-museo diocesano

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lecce-piazza duomo

Entriamo e ci ritroviamo nella navata laterale: a terra il leone rampante, stemma dell’arcivescovo Luigi Pappacoda ( colui che si incaricò della ristrutturazione del Duomo), sopra la nostra testa soffitti riccamente decorati e tutt’intorno a noi bellissimi altari i cui si fonde lo stile napoletano con quello leccese.

lecce-araldo con leone rampante-duomo di lecce

Vicino all’altare maggiore ci sono i due altari più grandi: l’altare dedicato a S. Oronzo, realizzato nel 1672 da Giuseppe Zimbalo e Giovann’Andrea Larducci da Salò e l’altare intitolato all’Immacolata con la statua in legno dell’Assunta  e i busti dei Dottori della Chiesa.

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lecce-altare a sinistra-duomo di lecce

lecce-1-15Nella stessa grande e luminosa piazza sono collocati altri due importanti edifici: il seminario e l’episcopio. Le stradine del centro di Lecce sono invase da fiori colorati e inondate dal profumo della Puccia. Fuori ai negozi di souvenir, pacchi di pasta fatta in casa, bottiglie di Negramaro e calamite colorate. Non è facile scegliere il ristorante, sono tutti carini, con le lanterne accese, le lucine colorate o tavoli ricavati da vecchie botti, insomma. lecce-strade del centro storico

lecce-centro città

Innamorarsi di Lecce è invece facilissimo:basta scoprine il cuore così antico ma così vivo e forte.

 

 

Vi piace la Puglia? Allora non perdete i nostri post su ALBEROBELLO nella sezione TRAVEL

 

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Un sabato a Punta Licosa e a Santa Maria di Castellabate

Sabato mattina. Una di quelle di mattine che amiamo, quelle piene di sole, quelle che profumano dello zucchero a velo su soffici cornetti appena sfornati.  Il giallo dei limoni risplende così come l’azzurro del mare. Dai giardini delle Residenze Tamara, si intravede in lontananza un faro. Lello ci spiega che per avvicinarci dobbiamo raggiungere una delle zone più belle del Cilento, Punta Licosa.

Punta Licosa, bella e misteriosa. Secondo la leggenda, la sirena Leucosia, si suicidò a causa di un amore non corrisposto; ella si gettò da una rupe e si trasformò in uno scoglio. L’isolotto dove sorge il faro invece sarebbe proprio quello in cui Ulisse si fece legare all’albero, per resistere al canto delle sirene.

Siamo piuttosto fortunati, in questo periodo si può accedere a questo tratto di costa anche in auto. D’ estate bisogna attraversare una meravigliosa e verdeggiante pineta, lasciando l’auto nel delizioso porto di San Marco. Tutto è perfetto qui. Ogni elemento contribuisce a costruire l’unicità e la bellezza di questo luogo: il susseguirsi di calette incantevoli, il fondale a tratti roccioso che si intravede sotto quest’acqua trasparente che brilla al sole e gli alberi danzanti, questi alberi quasi inginocchiati verso il mare.

La brezza leggera porta con sè il profumo della salsedine e quello della resina. Il paesaggio è una tavolozza di colori brillanti: l’acqua marina e il blu del mare, il bianco della sabbia e del faro in lontananza, il giallo di grosse mimose e una palette di nuance verdi della macchia mediterranea.

Ci spostiamo verso Santa Maria di Castellabate per il pranzo. Sono quasi le 15:00, siamo stati più del previsto a Punta Licosa per goderci il suono delle onde e il calore del sole. Fortunatamente i ristornati brulicano di turisti ancora seduti a tavola per gustarsi il pranzo d’avanti al mare. Scegliamo un discreto ristorantino sotto antichi portici, nel famoso molo delle Gatte. Il ristorante l’ Arcata è delizioso: vecchie reti di pescatori sono appese sui muri all’esterno, sui muretti maioliche decorate con colori vivaci, un appetitoso profumo di pesce fresco sapientemente cucinato.

La passeggiata sul lungomare è d’obbligo prima del tramonto. Scooteroni e motociclette parcheggiati fuori alle gelaterie, le palme che costeggiano la passeggiata, le risate dei bambini che giocano ancora sulla spiaggia e una distesa azzurra di barchette di pescatori. Non riusciamo quasi ad immagine questa che ora sembra una tranquilla località balneare, come un luogo sovraffollato di persone nei mesi di luglio e Agosto. Molti ristoranti sono chiusi come le insegne delle finestre di molti appartamenti. Non ci sono ombrelloni o lettini, non ci sono bancarelle di dolci o bijoux, non c’è musica latina, nè odore di crepes. Ci sono famiglie, ci sono bambini, ci sono ragazzi e ragazze che si godono un sabato di relax approfittando di questi 26°. Qui in questo momento è tutto tranquillo, rilassato, sereno, esattamente come questo splendido tramonto rosso  su questo mare verdeacqua.

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Week-end a Castellabate- il borgo del cinema

Avete presente il film di Claudio Bisio e Alessandro Siani, Benvenuti al Sud? Ebbene vogliamo portarvi sul megaset di questo film, campione di incassi…quindi Benvenuti a Castellabate!

Seguiamo sempre le uscite per Salerno.Oggi è una giornata meravigliosa, finalmente c’è il sole dopo giorni e giorni di pioggia, fa veramente caldo, sembra estate.

Prima di partire tantissime persone ci hanno chiesto se saremmo andati a Castellabate “di sopra” o Castellabate “sotto”. Ci veniva un po’ da ridere…in realtà Castellabate di sotto corrisponde alla zona vicino al mare, Santa Maria di Castellabate, la parte di sopra è propriamente il paese di Castellabate.

Ecco noi siamo proprio della parte “di sopra” di Castellabate, riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia. Siamo Ospiti delle Residenze d’epoca Tamara e ad attenderci al nostro arrivo c’è il simpatico signor Lello.

Lello è napoletano, trascorre 6 mesi della sua vita a Castellabate e altri 6 in Calabria, un po’nomade come noi. Ci fa subito sistemare nella nostra stanza, una bellissima depandance con vista sul mare e splendide maioliche azzurre sul pavimento. Non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo sistemarci velocemente e incamminarci verso il centro di Castellabate.

Il paese é silenzioso, c’è poca gente ma non mancano i turisti. Le strade sono spesso strette, ci sono ripide salitine e scalini piuttosto alti. Non abbiamo bisogno di mappe, Lello ce lo ha confermato, basta entrare tra i vicoletti che salgono e scendono e prima o poi si arriva alla piazza principale.

Come riconoscete la piazza? bè se avete visto Benvenuti al sud la riconoscete subito, ma non vi aspettate di trovarvi il famoso ufficio postale perchè qui, non esiste…in realtà quello che vedevamo altro non era che una gelateria, trasformata apposta per il film.

C’è un piccolo ristorantino ancora chiuso, con tavoli apparecchiati e fiori colorati, una vineria piccolina in cui assaggiare anche salumi e formaggi del Cilento, un piccolo negozio di souveniers. E poi una vista meravigliosa sui sconfinati campi verdeggianti, quelli in cui la terra sembra essere particolarmente generosa forse perchè da sempre accarezzata  dall’aria di mare.

Se siete curiosi di sapere dove sia la famosa lapide con l’incisione “QUI NON SI MUORE” di Gioacchino Murat, allora dovete dirigervi verso il castellovero e proprio.

Questa meravigliosa costruzione di pietra, regna sul paese e si affaccia su uno degli scorci sul mare più belli del paese. Paghiamo un solo euro per visitarlo e in un secondo siamo immersi nella storia marittima del Cilento. Resti di remi, ancore a anfore ci circondano mentre leggiamo attentamente la storia antica del porticciolo del paese.

Oggi il Castello dell’Abate accoglie mostre e opere di artisti, molti dei quali hanno realizzato miniature della città e dei suoi luoghi più belli e noti, ieri come oggi. C’è anche una mostra dedicata al cinema e una dedicata al grande Totò. A proposito di Cinema, sapevate che Castellabate è stato anche il set di altri film oltre a Benvenuti al Sud e Benvenuti al nord, il suo sequel? Qui sono stati infatti girati anche Noi credevamo diretto da Mario Martone e 11 metri, film-documentario prodotto da Rai Trade, con la regia di Francesco Del Grosso. 

Mentre passeggiamo per il castello e ci perdiamo a seguire paesaggi e piccoli cunicoli, la luce de giorno si affievolisce lentamente. Il tramonto ce lo godiamo dal balcone della nostra meravigliosa stanza.

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Cristo Redentore di Maratea- sulla vetta del Monte san Biagio

Maratea è considerata una delle perle del Mediterraneo. Distesa sulla costa lucana,è uno paradiso nascosto che si raggiunge dopo strade tortuose mentre il Cristo Redentore veglia su di lei.

Abbiamo visto questa statua tante volte dalla costa, un puntino bianco, spesso avvolto dalla nebbia che cala ad una certa ora sul monte San Biagio. Ma questa volta abbiamo deciso di avvicinarci, vogliamo osservare il suo viso che molti considerano diverso da qualsiasi altra rappresentazione di Cristo.

Saliamo sul monte San Biagio con questo cielo che diventa sempre più rosso e questa lieve foschia che comincia a calare e diventa sempre più insistente.Le curve per arrivare in cima al monte sono piuttosto strette ma, a mano a mano che saliamo il panorama diventa sempre più bello. Maratea è splendida anche sotto un cielo che non sembra affatto clemente.

Alcune donne anziane salgono in cima al monte a piedi, sono devote a San Biagio e questo è il suo “cammino”.

L’ultimo tratto di strada, quello che ci condurrà ai piedi del Cristo Redentore è davvero suggestivo. La strada è letteralmente sospesa nel nulla, l’ asfalto appoggiato ai pilastri di cemento. Rallentiamo, sembra inevitabile… un po’ di impressione questa strada la fa.

A poco a poco ci ritroviamo nel grande spiazzo in cui parcheggiare l’auto che sembra quasi un’isola nel cielo. Sa qui è tutto piccolissimo, distese di verde e l’infinità del mare sembrano così lontani.

Non sappiamo perchè, forse per scaricare l’adrenalina, ma cominciamo a correre verso la statua che nel tragitto in salita, vedevamo sempre più vicina.
Le campane cominciano a suonare, sembra quasi che ci accolgano come vincitori. La statua del Cristo Redentore è lì,altissima,candida e con le braccia spalancate in un’eterna preghiera del “Padre Nostro”.

L’impasto di cemento e marmo con cui fu realizzata per volere dell’artista fiorentino Bruno Innocenti, rende questa statua liscia e bianchissima dal 1965.L’altezza considerevole, circa 21m, rende impossibile non alzare la testa per guardare il suo volto.

Quello di Maratea, è un Cristo diverso: è un Cristo giovane, senza barba, con i capelli corti, sembra quasi in età adolescenziale. Il suo volto è chiaro, nitido, perfettamente visibile

Le sue braccia sono aperte e rivolte verso l’alto, come fosse intento a ricordare a tutti la preghiera del Padre Nostro.

Alle sue spalle c’è un tramonto inaspettato per noi; con questa nebbia quasi non ci aspettavamo di riuscire a vedere il cielo che diventa rosso prima di far spazio alla sera.

Dovremmo andare via prima che faccia buio ma staremo ancora qui a goderci questo spettacolo immenso, la vastità di questo paesaggio costantemente abbracciato dal suo Cristo.

vista dal Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano
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Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano

Lunedì, purtroppo… ci tocca già andare via ma non subito. Abbiamo ancora tutta mattinata per goderci Matera e abbiamo scelto di perderci nella bellezza e nell’unicità del Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano. Colazione al bar e poi  subito in auto; il tragitto non è molto lungo, si tratta di circa 15 minuti. Ci ritroviamo in un piazzale molto grande in cui parcheggiare l’auto, recintato da una staccionata in legno. Scavalchiamo velocemente ed eccoci nel cuore antico di Matera. Di fronte a noi un immensità di grotte scavata nel tufo e sotto di noi la Gravina.

Noi,sempre poco prudenti, ci arrampichiamo tra le rocce per godere al meglio di tutto questo splendido panorama. Qualche gruppo poco distante canta accompagnato da una chitarra. Ragazzette che forse avrebbero dovuto essere a scuola, sono invece lì sedute sull’erba a raccontarsi chissà quali segreti. Tante coppie sorridono mentre si inquadrano con la fotocamera anteriore dello smartphone.

Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano
vista dal Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano
Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano 4

Ai nostri piedi scorre un lungo torrente, il cui letto di calce si fa strada nella Gravina di Matera mente l’inconfondibile paesaggio della Murgia Materana ci circonda, tutt’intorno. 

Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano 3
dettaglio del ponte tibetano che attraversa il canyon di Matera

Nel Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, ci sono 150 Chiese rupestri, databili nel periodo dell’alto Medio-evo. Esse accoglievano le tantissime comunità monastiche bizantine e benedettine. Entriamo e usciamo dalle grotte, ci arrampichiamo, sempre più in alto e poi di nuovo scendiamo.

Di fronte a noi i Sassi di Matera brillano al sole come piccole perle mentre gli usignoli attraversano il cielo cantando.

di fronte al parco regionale delle chiese rupestri di matera

Matera, è ormai tempo di salutarci…dobbiamo tornare a casa ma resteremmo qui ancora a guardarti, ammirarti, a passeggiare per le tue piccole stradine.

Piccola Matera, sei caduta, ti sei sporcata, sei stata abbandonata e dimenticata. Oggi sei una meravigliosa regina, con il tuo più bell’abito sei al centro dell’attenzione di tutti. Ti fai osservare, ti fai ammirare e ti offri a tutti coloro che si presentano al tuo cospetto. Oggi tu puoi vantarti del titolo di cui sei stata insignita: capitale europea della cultura 2019. Fatti valere, perchè sarai anche stavolta la più bella, la più forte, la più coraggiosa.

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paesaggio di Matera vista dall'alto
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Matera, silenziosa. Due giorni nella capitale europea della cultura

vista sui sassi di matera

Matera

Silenziosa

Cammini tra i sassi di Matera e hai l’impressione di essere in luoghi ed epoche sempre diverse.

Arriviamo intorno alle 19:00, é già buio ma le strade sono illuminate dai fari delle auto incolonnate nel traffico del sabato sera. In Piazzetta Pascoli c’è una parata per celebrare l’inizio del Carnevale e tante persone passeggiano mentre i bambini lanciano in aria coriandoli.

Sappiamo che dobbiamo trovare delle scale e seguire le indicazioni che portano a Sasso Caveoso. Con le valige non é facile, ma per fortuna ci siamo organizzati: bagagli leggeri e scarpe comode. Man mano che percorriamo le scale, ci allontaniamo dalla confusione della piazza e ci avviciniamo a un silenzio quasi sacrale,quello che caratterizza invece i Sassi.

Le luci dei lampioni qui sono più calde e fioche. Il silenzio si rompe ogni tanto con lo scroscio dell’acqua di una fontanella o con i discorsi di fine giornata di qualche anziano signore . Quando arriviamo al nostro b&b “Casa del sole” , il signor Felice, garbato e simpatico proprietario, ci mostra la nostra stanza e rimaniamo incantati dalla bellezza della vista sui Sassi illuminati, mentre la chiesa scavata nella roccia di Madonna dell’Idris domina l’intero paesaggio dall’alto.

Avremmo potuto usare aggettivi più scontati per descrivere in una parola Matera, aggettivi più utilizzati come quelli legati alla rivincita o al suo riscatto ma a noi è piaciuto sottolineare questo silenzio che caratterizza i Sassi. Ma non è un silenzio continuo, risate e passi lo interrompono di tanto in tanto. Gruppi di ragazzi affollano la città in questo sabato sera. I giovani provenienti anche da altre città vicine si divertono nei bellissimi locali scavati nel tufo e in quelli più moderni della città alta. Eppure il paesaggio rimane sempre così rigoroso: una scenografia singolare, pronta a trasformarsi in uno scenario perfetto per qualunque occasione, sia essa la scenografia di un film come i tanti girati qui, un bacio, un brindisi, una passeggiata malinconica.

vista sui sassi di matera
matera vista da piazza del duomo