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paesaggio di Matera vista dall'alto
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Matera, silenziosa. Due giorni nella capitale europea della cultura il primo giorno

vista sui sassi di matera

Matera

Silenziosa

Cammini tra i sassi di Matera e hai l’impressione di essere in luoghi ed epoche sempre diverse.

Arriviamo intorno alle 19:00, é già buio ma le strade sono illuminate dai fari delle auto incolonnate nel traffico del sabato sera. In Piazzetta Pascoli c’è una parata per celebrare l’inizio del Carnevale e tante persone passeggiano mentre i bambini lanciano in aria coriandoli.

Sappiamo che dobbiamo trovare delle scale e seguire le indicazioni che portano a Sasso Caveoso. Con le valige non é facile, ma per fortuna ci siamo organizzati: bagagli leggeri e scarpe comode. Man mano che percorriamo le scale, ci allontaniamo dalla confusione della piazza e ci avviciniamo a un silenzio quasi sacrale,quello che caratterizza invece i Sassi.

Le luci dei lampioni qui sono più calde e fioche. Il silenzio si rompe ogni tanto con lo scroscio dell’acqua di una fontanella o con i discorsi di fine giornata di qualche anziano signore . Quando arriviamo al nostro b&b “Casa del sole” , il signor Felice, garbato e simpatico proprietario, ci mostra la nostra stanza e rimaniamo incantati dalla bellezza della vista sui Sassi illuminati, mentre la chiesa scavata nella roccia di Madonna dell’Idris domina l’intero paesaggio dall’alto.

Avremmo potuto usare aggettivi più scontati per descrivere in una parola Matera, aggettivi più utilizzati come quelli legati alla rivincita o al suo riscatto ma a noi è piaciuto sottolineare questo silenzio che caratterizza i Sassi. Ma non è un silenzio continuo, risate e passi lo interrompono di tanto in tanto. Gruppi di ragazzi affollano la città in questo sabato sera. I giovani provenienti anche da altre città vicine si divertono nei bellissimi locali scavati nel tufo e in quelli più moderni della città alta. Eppure il paesaggio rimane sempre così rigoroso: una scenografia singolare, pronta a trasformarsi in uno scenario perfetto per qualunque occasione, sia essa la scenografia di un film come i tanti girati qui, un bacio, un brindisi, una passeggiata malinconica.

vista sui sassi di matera
matera vista da piazza del duomo

castel del monte andria
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Castel del Monte-la magia del regno di Federico II

Arrivare an Andria e trovarsi di fronte alla maestosità di Castel del Monte é stato un po’ come se si fosse avverato uno di quei sogni di bambino; tutti i bambini quando studiano Federico II, vedono sul loro libro di storia quel bellissimo castello… io mi ricordo che quella foto mi piaceva tantissimo e quel castello sembrava incantato. Poi ti trovi lì, quel castello sorveglia tutto il verde che lo circonda, la pietra chiara brilla anche se illuminata da un fascio debole di luce in una giornata piovosa e pensi: ” si… questo posto è davvero magico, non mi sbagliavo”.

Mentre attraversavamo in auto, stradine costeggiate da campi immensi in cui non è difficile scorgere cinghiali selvatici, lo vediamo: eccolo, sembra una grande corona.

Arrivati ai suoi piedi, il castello ha quasi l’aria di un tempio sacro, un luogo di sapere e di segreti, un edificio che raccoglie avanzate scoperte di astronomia e matematica e che mescola religione e scienza, sacro e profano.

Simo incantati davanti alla sua bellezza, la sua maestosità. Così grande da lasciare chiunque senza fiato e circondato da una leggera foschia, fa tremare il cuore. Ai suoi piedi un silenzio rispettoso, quasi come se tutti noi curiosi ci fossimo ammutoliti di fronte a questa costruzione, un silenzio che sa di ammirazione e anche di soggezione.

 

castel del monte andria

Non puoi smettere di guardarlo, non puoi non avere la testa all’insù finché non entri. Cosa c’è all’interno di Castel del Monte, quel castello che sempre hai visto sul tuo libro di storia? perché è lì? Cos’ha da raccontare?

castel del monte facciata
castel del monte andria panorama dall'alto

Sicuramente Castel del Monte, può raccontare la storia di colui che per cultura e sensibilità fu soprannominato Stupor mundi, il re dei re, l’imperatore giovane e intelligente, astuto e ingegnoso, Federico II. 

Tra i tanti interessi di Federico II, c’era la caccia con il falcone, sulla quale scrisse anche un trattato e probabilmente la Murgia, luogo in cui fu eretto Castel del Monte, era uno dei suoi luoghi di caccia preferiti. Per alcuni, Castel del Monte, non era affatto un castello ma un tempio del sapere, un luogo in cui dedicarsi agli studi in tranquillità. Per qualcuno potrebbe essere stato addirittura una sorta di centro benessere.

castel del monte particolare dei leoni
entrata di castel del monte

Di storie e leggende, su questo castello ce ne sono molte…sembra quasi avvolto da un velo di mistero, qualcosa di sconosciuto e impercettibile che non fa altro che aumentarne il suo fascino.

La pianta ottagonale è sicuramente la sua più nota caratteristica e il numero 8 si ripete continuamente all’ esterno e all’interno: otto sale al piano terra e al primo piano, a pianta trapezoidale formano un nuovo ottagono e agli spigoli si innestano otto torri con la stessa forma.

All’interno non ci sono corridoi quindi si ipotizza che nel cortile interno esistesse un ballatoio di legno che mettesse in comunicazione le stanze del castello.

castel del monte finestra vista dal cortile interno
cortile interno castel del monte
tre facciate castel del monte

Piano inferiore e piano superiore sono collegati da scale a chiocciola che però non sono presenti in tutte le torri. 

Il piano superiore sembra simile a quello inferiore ma in realtà è molto più raffinato: ad esempio in ogni sala vi sono finestre bifore. In un’ala, quella che guarda verso Andria vi è invece una finestra trifora. 

In alcune stanze è possibile notare cinque camini la cui posizione corrisponderebbe a quella delle cisterne sotto le torri ( si perchè Castel del Monte era dotato anche di un importante sistema di cisterne che raccoglievano l’acqua piovana).

castel del monte scala a chiocciola
castel del monte finestra trifora
castel del monte finestra

Castel del Monte nasce nel medioevo, ma è quasi privo di elementi architettonici e artistici di quel tempo. Piuttosto presenta un mix di culture artistiche molto diverse tra loro: stile romanico,gotico,stile classico e addirittura mosaici in stile orientale.

Per la sua posizione, per la sua bellezza e per la sua struttura fu anche carcere, luogo di villeggiatura per nobili e ricovero per briganti.Oggi, di proprietà dello Stato Italiano, ospita mostre ed eventi importanti ma è sopratutto l’ ennesimo orgoglio della nostra Penisola e l’ennesimo tesoro della nostra umanità: oggi Castel del Monte è Patrimonio Unesco e nel 2015 è stato tra i siti più visitati in Italia.

A qualunque storia voi vogliate credere, che vogliate pensare o meno che ci sia qualcosa di magico in Castel del Monte, visitatelo. Portate con voi i vostri bambini, fate un passeggiata alla domenica o se scegliete di trascorrere le vostre vacanze al Sud e nella bella Puglia, non perdetevelo. Che vi interessi la storia, l’arte, l’astronomia o l’architettura e se anche non provasse interesse per nessuna di queste discipline non importa. Quando vi diciamo che vi mancherà il respiro, quando vi diciamo che all’improvviso perderete le parole di fronte alla sua maestosità non è per convincervi ma per prepararvi a uno degli incontri più spettacolari della vostra vita, un incontro che ricorderete per sempre: l’incontro con la bellezza, quella di cui la nostra Italia è piena.

Castel del Monte è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:30, fino ad Aprile. Da Aprile a Ottobre gli orari sono 10:15-19:45.

Il costo del biglietto d’ingresso per gli adulti è di 7 euro, senza guida

Per bambini e ragazzi fino ai 18 anni l’ingresso è gratuito. 

Potete chiedere sul luogo l’ aiuto di una guida oppure noleggiare audio-guide

Il sito ufficiale su cui trovare tante altre info è  http://www.casteldelmonte.beniculturali.it/ (attualmente non disponibile)

Se invece volete scoprire tutti i siti Unesco della nostra Penisola, date un’occhiata QUI

 

viaggi on he road cosa portare
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Viaggi on the road, cosa non devi assolutamente dimenticare

Siamo dei vero fanatici dei viaggi on the road… viaggiare in auto ci piace da morire. Lo stereo ad alta voce che suona le nostre playlist preferite sembra fare da colonna sonora al viaggio. La strada, a volte asfaltata a volte dissestata, riserva sempre scorci inaspettati è incredibilmente belli. Muoversi, spostarsi da un luogo a un altro, visitare posti difficili da raggiungere con altri mezzi, senza orari, senza stress nella libertà più totale. Fermarsi in un piccolo bar neanche segnalato sulle mappe per assaggiare qualcosa di tipico e chiedere informazioni oppure sostare nel più grande autogrill per fare colazione e leggere il giornale.

Nel corso degli anni abbiamo imparato come organizzarci per i nostri viaggi on the road; spesso dimenticavamo qualcosa che poi eravamo costretti a comprare o tralasciavamo di portare altre cose che avrebbero reso il viaggio più confortevole.

Per questo abbiamo preparato un piccolo promemoria di cose indispensabili o di cose da fare assolutamente per affrontare un viaggio on the road in qualunque stagione dell’anno.

 

  • Power bank
  • Salviettine imbevute
  • Disinfettante per le mani
  • Stradario
  • Borsa frigo
  • Occhiali

 

 

viaggi on he road cosa portare

Power bank

 Dovete sempre avere a disposizione qualcosa che vi permetta di caricare il cellulare. Spesso i viaggi sono lunghi o comunque si viaggia all’avventura per cui non si conoscono le ore di viaggio prima della sosta o della sistemazione in hotel ed é necessario che il cellulare sia carico e vi permetta di chiamare o ricevere chiamate se non addirittura collegarvi ad internet, magari per accedere alle indicazioni stradali o reperire il numero e l’ indirizzo di una struttura.

 

Salviettine imbevute

 Perché le consigliamo tra le cose da portare nei viaggi in the road? Semplice perché il pacchetto di fazzoletti normali non basta: queste vi aiutano con il sudore, per pulire le mani dopo mangiato ma anche semplicemente se qualcosa si rovescia in macchina, ad esempio il caffè, ( noi ne sappiamo qualcosa) a tamponare subito la macchia o pulire quelli che eventualmente si è sporcato. Insomma non dimenticatele assolutamente.

Disinfettante per le mani

Anche questa è una delle cose che con il tempo abbiamo imparato a portare con noi nei lunghi viaggi in auto. È fondamentale quando si mangia in auto o dopo magari aver utilizzato il bagno in autogrill ( in cui spesso manca anche il sapone). Noi lo portiamo sempre, e ce n’ è uno  fisso in automobile. L’ultimo che stiamo utilizzando è uno dei coloratissimi detergenti merci handy che abbiamo apprezzato come già sapete anche per il rispetto di alcune regole etiche e morali che noi sposiamo sempre, come il fatto di non testare i prodotti sugli animali.

Stradario

Abbiamo imparato che è fondamentale non affidarsi sempre alla tecnologiaSoprattutto in aperta campagna, percorrendo stradine o sentieri, 3G e 4G vanno in down. Per questo è necessario avere sempre un riferimento in più per evitare di perdersi e perdere tempo.

Borsa frigo

 Spesso nelle nostra guide di viaggio vi abbiamo elencato alcune cose da portare con voi assolutamente durante escursioni o giornate in spiaggia, soprattutto la borsa frigo. Ecco anche durante un viaggio on the road è indispensabile. Vi permtterà di conservare bene colazioni al sacco, acqua, ma può essere utile anche per alcuni medicinali, nel caso in cui facesse particolarmente caldo all’interno o all’esterno del veicolo.

 

Coperta e cuscino

NO,  qui non facciamo gli interessi solo del passeggero. Per i viaggi in auto molto lunghi é fondamentale che di tanto in tanto ci si dia il cambio alla guida e si permetta all’altro di riposare nella migliore maniera possibile. Ciò ovviamente non vi da l’autorizzazione di togliere le cinture di sicurezza ma almeno potrete rilassarvi un pochino e nella maniera  più confortevole possibile.

 

Occhiali

Francesco li ha dimenticati tante di quelle volte che ormai non li toglie mai dall’auto. Quando il viaggio é lungo o l’itinerario prevede molte tappe in un giorno, come spesso accade nei coast to coast allora la stanchezza bisogna metterla in conto. Mai partire senza gli occhiali da vista e da sole.

Ovviamente oltre a tutti controlli necessari prima della partenza (olio,pressione gomme…) vi ricordiamo cosa dovete sempre tenere nella vostra automobile:

 

Cose da avere sempre in auto:

  • Documenti dell’auto …of course
  • Gilet ad Alta visibilità
  • Triangolo
  • Ruotino di scorta o kit di riparazione pneumatici
  • Ombrello
  • Impermeabile
  • Qualche busta in plastica o tessuto (credete a noi tornano sempre utili)
  • Fazzoletti di carta

 

Questa è una lista di cose di cui non facciamo mai a meno ma ci piacerebbe sapere cosa, secondo voi invece non dovrebbe mai mancare per affrontare i viaggi on the road. Cosa portate voi? cosa dimenticate puntualmente? Quali sono invece le cose di cui non potete fare a meno nei viaggi on the road in moto? Fatecelo sapere assolutamente, siamo molto curiosi!!!

wordpress guida
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Guida a Merano-cosa mangiare, come muoversi e cosa vedere

Ecco come al solito la nostra mini-guida sulle cose da fare per il vostro soggiorno a Merano, con alcune info utilissime per organizzarvi sotto ogni aspetto prima della partenza:

 

P.s. 

Questa guida si riferisce in particolar modo alla nostra esperienza a Merano, nel periodo dei mercatini di Natale

Trasporti

Ci sono moltissimi Bus che vi portano o passano per la stazione o per le Terme, tra questi il numero 211, sempre perfettamente in orario e potrete fare anche il biglietto a bordo del costo di € 1,50.

Molto utile può essere la Museumobil card, che permette di accedere a circa 70 musei altoatesini e spostarsi su tutti i mezzi pubblici. Il costo della card da utilizzare per 3 giorni, è di 30€ per gli adulti e 15€ per i ragazzi fino a 16 anni.

Se arrivate in treno, allora dovrete partire quasi sicuramente da Bolzano per raggiungere Merano ed in questo caso il costo del biglietto è di 5€, ma comunque potete sfruttare la vostra Museumobil card.

Attrattive

Merano2000, conosciutissima dagli esperti di sport invernali, ma anche dagli appassionati di neve, apre la stagione invernale l’8 Dicembre.

I mercatini di Natale generalmente, cominciano il 24 novembre e terminano il 6 gennaio e li trovate in strada sulla passeggiata Lungo Passirio dalle 10:00 alle 19:00 dal Lunedì al Giovedì, mentre invece, dalle 10:00 alle 20:00 dal Venerdì alla Domenica.

Le Terme di Merano sono aperte dalle ore 9:00 fino alle ore 22:00. Il costo, prima del periodo natalizio, per due ore è di 13€, per tre ore di 14€ e di 19€ per l’intera giornata. Potete noleggiare in loco accappatoio o asciugamano.

I bellissimi giardini Trauttmansdorff sono aperti dal 30 Marzo al 15 Novembre.

Mangiare

Noi vi consigliamo di provare ogni tipo di specialità tipica mentre per quanto riguarda lo Street Food avrete l’imbarazzo della scelta.

I famosi Wurstel, che potete comprare da simpatici furgoncini costano circa 4€, il vin brulè circa 3,50€, una cioccolata calda, in media 4€. Il Riggle tirolese caldo, appena sfronato lo pagate 5€. Un primo piatto costa in media 13€, ad eccezione delle zuppe il cui costo va dai 7 ai 9€. Ovviamente la carne ha un costo maggiore,generalmente parte dai 20€, ad eccezione di canederli e wustel.

Se volete provare cibi dell’ Alto Adige, bio, dop e doc e magari portare qualcosa a casa, allora potete curiosare al PUR, un supermercato delle eccellenze altoatesine alle spalle della Khuraus.

Ovviamente non dimenticate di assaggiare un Bretzel, dolce o salato che sia ed una bella FORTS, birra locale.

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terme di Merano 2
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Terme di Merano- un’oasi di relax e benessere -giorno 3

Trascorriamo il terzo giorno di questo soggiorno alle famose terme di Merano, un simbolo storico della città.L’hotel Westend ci ha regalato un ingresso di due ore alle piscine, prepariamo asciugamani e costumi e ci dirigiamo a piedi verso le terme, seguendo sempre la riva del fiume.

Le terme di Merano sono un grande cubo futuristico, un’installazione ultramoderna che prepotentemente si impone nel paesaggio tipico tirolese senza però intaccarlo. La struttura in vetro e legno si sposa benissimo con il resto della città e della natura. All’interno le vetrate della zona accoglienza e biglietti, affacciano direttamente sulle grandi piscine.

Ci viene fornito subito un bracciale con un chip che calcolerà il tempo di permanenza all’interno delle terme e lo stesso bracciale apre e chiude gli armadietti per riporre le proprie cose.

Siamo fortunati, perchè non c’è tantissima gente, quindi ci sistemiamo subito a bordo piscina. Ci sono tante vasche di acqua termale a temperature diverse, ma le nostre preferite sono all’esterno.

La grande piscina circondata dalle montagne ha una temperatura di circa 37 gradi e se metti la testa sott’acqua puoi sentire musiche rilassanti e goderti il calore dell’acqua, che ti fa dimenticare quasi che fuori la temperatura è poco sopra lo zero.

terme di merano 5
terme di Merano 2

Intorno alle piscine sono collocate varie sale, quella della sauna, quella del bagno di vapore, il solarium e la sala per le inalazioni idrosaline. All’interno delle terme, com’è giusto che sia, non è possibile fare foto, gli operatori delle terme controllano attentamente che nessuno disturbi l’atmosfera rilassante, per cui invece di impugnare cellulari, la gente legge libri, sorseggia tisane al bistrot o ne approfitta per chiudere gli occhi e godersi qualche ora di relax lontano dal tram-tram quotidiano.

Ci sono persone di età diverse, coppie di giovani, anziani e anche famiglie con bambini. Il loro vociare di felicità è tutt’altro che fastidioso. Del resto le terme per loro sono un piacevole gioco, un po’ come stare al mare in montagna.

terme di Merano 1

Mentre siamo nella piscina all’aperto, quella con idromassaggio continuo e temperatura di circa 40 gradi, mettiamo le spalle fuori dall’acqua: è strano, non sentiamo il freddo senza curarci del fatto, che sulle montagne stia ormai nevicando.

È un po’ come tornare alle origini della vita, del resto noi trascorriamo i primi nove mesi della nostra esistenza nell’acqua e non ci importa di cosa ci sia là fuori, quanto faccia freddo, quante cose ci circondano, nell’acqua calda siamo sicuri, ci giriamo e rifiatiamo, mentre il nostro Corpo è protratto dall’acqua che ci aiuta a crescere, a vivere e respirare.

Ecco, forse è anche questo il segreto delle terme, riportarci ad una condizione naturale, svuotare la mente e farsi cullare dall’acqua.

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Mercatini di Natale a Merano-tutta la magia del Natale-giorno 2

Oggi, vogliamo dedicarci solo ai Mercatini di Natale. Il Kurhaus, il palazzone simbolo di Merano, sede di feste e galà, bianco, elegante e vestito a festa, assiste a questo meraviglioso tripudio di luci, musica e profumi. Tante casette di legno, l’una affianco all’altra, propongono creazioni di artigianato locale, a tema natalizio ovviamente. Gli amanti del Natale possono riempire i loro occhi di meravigliose creazioni in legno, palline in vetro, realizzazioni in ceramica e ancora, abbigliamento e calzature in lana pura, bambole di pezzae poi cibo, tanto cibo. Tutte le specialità del Südtirol, dallo speck al capriolo, dal camoscio al cervo, dalla grappa al vin brulè e poi dolci, caramelle, cioccolata e tanto altro. L’odore del legno, della cannella, delle arance, del sidro di mele inondano la via popolata dai mercatini, che termina ai piedi del grande albero di luci e del presepe.

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La gente si riunisce vicino alle stufe per sorseggiare una cioccolata calda o del vin brulè dalle tazze blu, che celebrano i 25 anni dei Mercatini di Natale, altre assaggiano pezzettini di salame o di biscotti.

Altre ancora, riempiono sacchetti di carta di regali o ricordini da portare ai propri cari. I bambini si divertono tra il trenino e una giostrina retrò di cavalli, altri ancora accarezzano alcune pecore di una stalla, mentre altri aspettano che il pagliaccio gli realizzi una bella spada con due palloncini.

Noi amiamo il Natale, del resto anche al sud è molto sentito grazie alla tradizione dei presepi, questa atmosfera ci rapisce, ci fermiamo continuamente a fotografare addobbi, creazioni handmade e il flusso di gente che passeggia su e giù trai mercatini. Tutti dimenticano di quanto freddo faccia ormai, tutti si riempiono gli occhi di quella magia del Natale che quando smettiamo di essere bambini purtroppo dimentichiamo.

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Dopo un assaggio di riggle tirolese, torniamo anche noi con i nostri sacchettini di carta, pieni di regali all’hotel Westend, dove Alexander ci aspetta per sapere anche oggi com’è andata la giornata, mentre gustiamo la nostra vellutata ai broccoli che sembra preparata con amore proprio per noi, per riscaldarci e coccolarci.

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Merano. Passeggiate tra natura, storia e cultura-primo giorno

Ci svegliamo e subito siamo inebriati dal profumo di pane, croissant, strudel, marmellate e frutta secca cheoccupano l’intero tavolo delle colazioni ed oggi ne faremo una abbondante, perché fuori fa freddo e ci aspetta una lunga giornata alla scoperta di Merano.

Alexander ci ha regalato le mobile card per spostarci con i mezzi pubblici durante tutto il soggiorno, ma ci ha anche detto che seguendo la riva del fiume si arriva ovunque, così seguiamo il suo consiglio.

Abbiamo pianificato un piccolo itinerario che cerchiamo di rispettare, quindi la nostra prima tappa è l’imponente Chiesa Evangelica luterana. Non riusciamo a scattarvi foto all’interno, ma l’esterno toglie il fiato. Una chiesa progettata dal berlinese Hans Vollmer nel 1800, circondata da un prato all’inglese in cui sorge anche la statua di Martin Lutero.

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La nostra seconda tappa ci porta in un luogo simbolo della città, ovvero il Duomo di San Nicola. Il campanile che si scaglia verso l’alto riusciamo a vederlo da lontano e affianca la grande chiesa dedicata al Santo Patrono di Merano. Interni ed esterni sono sobri, ma sono i particolari che rendono unica questa chiesa, come il pavimento, le vetrate colorate e il grande crocifisso posto in alto.

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Presto raggiungiamo il meraviglioso castello principesco. Le rampicanti che lo avvolgono sono ricoperte dei colori autunnali, mentre il letto di foglie secche e castagne s’inchina ai suoi piedi. Grazie alla mobile card, non paghiamo l’ingresso e varcata la piccola porticina d’ingresso, sembra di entrare in un libro di favole o in un vecchio libro di storia, uno di quelli in cui imparavi le crociate e leggevi di cavalieri. Gli interni sono semplici, ne’ oro ne’ affreschi preziosi, sono i dettagli a raccontare lo stato sociale degli abitanti del castello, ad esempio il vetro sulle finestre, il letto ed i mobili in legno dagli intarsi molto ricercati.

Proseguiamo lungo la via dei portici, piena di negozi di lusso e catene di abbigliamento popolari. Qui, ci fermiamo al ristorante “Hasen Jos” per una Forst, la birra tipica di Merano e per un piatto di tagliatelle fatte in casa, accompagnate dal Ragù di cervo. Fa freddo, ma mentre passeggi quasi non te ne accorgi, non ti rendi neanche conto di quanti kilometri riesci a percorrere mentre segui il fiume e il paesaggio.

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merano via dei portici 2
merano via dei portici 2

Cominciamo infatti a percorrere la passeggiata d’inverno, che comincia sotto al Wandelhalle, padiglione in stile liberty, in cui ti senti come immerso in un dipinto e l’immaginazione vola, mentre ripercorri la storia dei luoghi e dei personaggi illustri, che come te passeggiavano lì sotto.

Proseguiamo per la passeggiata Gilf, leggendo tutte le frasi dei più celebri scrittori del mondo, incise sulle panchine che popolano la via della poesia, mentre insolite piante tropicali dominano il paesaggio insieme alle sculture di piante realizzate dagli studenti di botanica. 11 minuti di poesia e silenzio interrotti poi, bruscamente dalla gola dove il fiume con vigore scorre, destreggiandosi tra le rocce fino a diventare cascata.

Continuando la salita, s’incontrano la passeggiata Tappeiner e il sentiero di Sissi, che terminerà ai giardini Trauttmansdorff.

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Noi camminiamo seguendo i sentieri, e ben presto ci ritroviamo di fronte ad un laghetto ghiacciato, che il comune di Merano ha adibito a zona pic-nic, anche in questo caso nel rispetto totale della natura, con strutture completamente in legno in cui banchettare e divertirsi.

La lastra di ghiaccio di cui è ricoperto il lago è molto spessa, sembra quasi vetro, la minima vibrazione diventa quasi una lieve melodia. L’unica zona in cui lo specchio d’acqua è ancora tale, è popolata da un branco di anatre che se ne stanno lì tranquille a nuotare.

Alle nostre spalle, il fiume che ancora ci accompagna e il suo scroscio veloce e costante ci ricorda di continuo la sua presenza importante. Non ci stancheremo mai di ascoltarlo e nonostante il fiume Passirio,sia tristemente noto nella storia, perché causa di catastrofi, è lui il re indiscusso di Merano, la attraversa, la domina, la sorveglia e la accompagna in ogni momento della giornata.

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Merano, di giorno e di sera è un piccolo gioiello: i ponti, le casette, il grande Kurhaus e il teatro Puccini sono delle perle di rara bellezza, eleganti e caratteristiche allo stesso tempo, non si smette mai di fotografarli perchè quando la luce cambia, sembrano sempre diversi, fino a sera quando ad illuminarli sono mille lucine.

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Merano, fiabesca. Post in collaborazione con l’hotel Westend di Merano

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Merano

Fiabesca

“Hai preso il cappello? Avremo abbastanza maglioni? Sciarpa e guanti?”. Queste sono le domande che ogni meridionale che deve andare al Nord si pone mentre prepara la valigia e, ovviamente queste stesse domande ce le siamo fatte anche noi, fino a poco prima di partire per Merano.

Partiamo da Napoli con un Frecciarossa, ma facciamo un cambio treno a Bologna e qui siamo su un regionale che ci poterà a Bolzano.

Quando viaggi su un regionale anche il regionale che viaggia nella direzione opposta ti sembra più veloce,ma è l’unico treno che ti permette di vedere come cambiano, da fermata a fermata, i paesaggi ed i dialetti delle persone che scendono e delle persone che salgono. A Bolzano non ci resta che prendere l’ultimo treno che ci porterà a 300m di altitudine, ai piedi di montagne innevate.

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A Merano siamo ospiti dell’ “Hotel Westend”, un delizioso 3*** all’interno di una bellissima villa in stile liberty, affacciato sulla riva del fiume Passirio.

Ad accoglierci c’è subito il proprietario Alexander, che si preoccupa di sapere com’è andato il viaggio e quanto freddo sentiamo. Bhè di freddo ne sentiamo un bel po’, così dopo averci consegnato le chiavi della nostra 19 ci invita subito ad accomodarci per la cena.

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Il nostro tavolo per due è accanto ad una finestra già addobbata per le feste, c’è una candela accesa e un abat-jour, le luci soffuse creano subito un’atmosfera intima e romantica. Ci facciamo coccolare subito da una calda vellutata di verdure, un deciso gulasch di manzo all’ungherese ed una deliziosa torta di mele fatta in casa. Il cibo e il calore degli ambienti di questa bella villa scaldano l’anima, i ricordi di Alexander sparsi qua e là tra le sale, i piani e le scale ti danno la sensazione di essere ospite della sua casa e della sua vita; ogni dipinto, ogni soprammobile, ogni libro racconta un pezzetto della sua storia, di Merano e dell’hotel.

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Quest’aria intima, accogliente, calda la respiriamo in tutta Merano, che abbiamo definito fiabesca. I paesaggi che scorgiamo da ogni angolo, da ogni ponte, da ogni piccola via della città sembrano dipinti da pastelli delicati. Le montagne, candide e maestose proteggono la città mostrandosi orgogliose ed imponenti durante il giorno, silenziose guardiane invisibili di notte.

Inondata di canti natalizi, di profumi dolci e lucine, Merano è fiabesca, perché non smetti mai di sorridere mentre cammini, ti stupisci come un bambino se vedi le anatre in un lago ghiacciato, perché hai voglia di bere cioccolata calda mentre ascolti “o Tannenbaum”, immagini Sissi mentre passeggia con un lungomantello tra sentieri innevati.

È come, se tornassi bambino non vedi l’ora di ascoltare una nuova favola e provi una sensazione di impazienza, incanto e stupore. Ecco, questa è la nostra Merano.

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Mykonos-tra mulini e movida, lusso e lussuria

Mykonos-mulini

Mykonos

Affollata

 

Non immaginavamo neanche come fosse Mykonos, ne avevamo sentite di tutti i colori, ma pensavamo che a Settembre la situazione fosse più tranquilla e lo scenario completamente diverso.

La verità è che a settembre non cambia niente, c’è comunque una gran confusione, fiumi di gente e feste trasgressive.

Partiamo dal porto di Naxos e arriviamo  Mykonos intorno alle 17.  Paghiamo 25 euro Il taxy che ci porta  al nostro alloggio, A.C. Christoulis village e siamo praticamente a pochi metri dalla pista di atterraggio e decollo dell’aeroporto di Mykonos. La posizione non è favorevole, siamo un po’ lontani dalla famosa Mykonos town, per fortuna l’ hotel provvede subito ad accompagnarci in centro per noleggiare un motorino.

Ci dirigiamo subito verso i famosi mulini a vento per vedere il tramonoto; c’è tantissima gente, è quasi impossibile fare fotografie.

Il piazzale adibito a parcheggio per scooter e Quad è strapieno e trovare un posto sembra quasi un miraggio. Eppure da qui il tramonto è molto bello, i mulini sono cosi caratteristici e romantici, tutti vogliono una foto, una foto bellissima nelle pose più strane.

La little Venice che vediamo da qui su comincia ad illuminarsi e man mano, gli splendidi localini e ristorantini si riempiono di persone che gustano un aperitivo o si preparano alla cena.

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Naxos- la spiaggia di Mikri vigla-giorno 3

Oggi vogliamo solo goderci il mare. Abbiamo voglia di cercare qualche spiaggia di cui difficilmente si parla su TripAdvisor, qualcosa che a settembre sia un paradiso. Decidiamo di seguire per questo il consiglio di Sabrina, la ragazza che abbiamo conosciuto al ristorant Kalì Kardia, il giorno primaAndremo a Mikri Vigla.

Le indicazioni sono chiare e il posto non è difficle da trovare. Più volte siamo tentati di fermarci in una delle tante spiaggette che troviamo sulla strada tra cui Orkos, ma non ci facciamo vincere dalla tentazioni e facciamo  bene!

Mikri Vigla Beach è una spiaggia pazzesca. La sabbia non troppo fine è molto molto chiara, sulla nostra destra scogli grigio perla enormi sembrano quasi sculture galleggianti ma l’ acqua, l’ acqua è la cosa che maggiormente colpisce di questo luogo.

MIKRI VIGLA

Il mare a Mikri Vigla è praticamene una tavola. Per tutta la giornata rimane tranquillo, dolce, rassicurante. L’acqua da lontano sembra quasi caraibica, è di un meraviglioso verde acqua illuminata dal sole. Da vicino è così trasparente che i pesciolini si vedono praticamente ad occhio nudo.

 

La spiaggia è una spiaggia libera, molti greci in camper hanno con se degli ombrelloni e l’ alternativa ad essi, per non collassare sotto i 30 gradi è immergersi in questo mare che sembra di cristallo.

Oggi vogliamo rimanere qui, vogliamo rimanere tutta la giornata a rilassarci a Mikri Vigla, vogliamo perderci a guardare questa spiaggia, sentire i bambini che giocano, guardare i pesci di ogni forma e colore con la maschera.

Torneremo a cena da Sabrina stasera, ma prima vogliamo guardare ancora una volta Portara al tramonto e goderci un bel liquore locale Kitron, al nostro bar preferito a due passi dalla porta del tempio.