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Ristorante Le fanfaron-Torino. Recensione

Se siete a Torino, allora dovete provare assolutamente il ristorante che ci ha sfamato in tutto il nostro week-end… compreso il giorno del ritorno a casa.
In via Piave, molto vicino alla stazione di Torino Porta Susa é vicinissimo anche al centro, c’é un posto veramente molto carino.
Il ristorante le fanfaron (più che altro un bistrot) é un posticino vintage, le cui pareti sono letteralmente ricoperte di vecchie fotografie e ricordi del passato. Tavoli e sedie rustiche e attempate così come tutto il locale che però serve una cucina tipica torinese da leccarsi i baffi.

Essendo stati a Torino nel mese di luglio, la città era piuttosto calda e abbiamo potuto mangiare nel gazebo all’esterno, su tavolo in legno con tovagliette di carta e una lanterna.

Il pane del ristorante le fanfaron é saporito e morbido, fatto da loro e il vino della casa non ha nulla da invidiare alle grandi annate delle botti piemontesi.

Uno dei piatti che dovete assolutamente provare sono gli agnolotti ai tre arrosti. Ma anche i Plin ripieni di nocciole e Toma sono una vera specialità.

Poi non può mancare nei vostri assaggi un pezzo di storia della cucina piemontese, La bagna Caoda, che potete prenotare e le Fanfaron, casereccia e genuina.

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Molto comodo é il menù a prezzo fisso che comprende primo secondo e contorno al prezzo di 26,00 euro a persona.

Credo sia un ristorante amato non solo dai turisti ma anche dai torinesi stessi, sia durante la pausa lavoro che la sera dato che lo abbiamo trovato sempre pieno di persone.. poi l’atmosfera é veramente piacevole, é intima e allo stesso tempo quasi elegante, un perfetto stile con la città.

La loro pagina Facebook é spesso aggiornata é noi siamo riusciti a recuperare per il loro menù che postiamo alla fine del post.

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Torino-Signorile. Breve week-end nel capoluogo piemontese

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TORINO

Signorile

Non so perchè, ma quando penso a Torino mi viene sempre una bella signora dimezza età, dall’eleganza sobria, il portamento fiero e sicuro di se, una voce vellutata e tranquilla. Si sembra follia, ma Torino io la associo sempre a questa immagine.. del resto, è una città innegabilmente signorile, elegante e allo stesso tempo sfarzosa di dettagli e particolari.

Il nostro tour di Torino è stato un tour veloce (il tempo di un week-end) e “classico” con le passeggiate immancabili che ogni turista in vista a Torino deve fare.

Una delle nostre prime tappe è stato il Museo Egizio, un luogo che amo da quando ero piccola e che i miei genitori mi portavano spesso a visitare.

Da bambina ero appassionata di storia e amavo particolarmente la cultura egizia, sarei stata ore ed ora a leggere di questo popolo, del loro ingegno e delle loro tantissime divinità. Quando entrai al museo di Torino la prima volta ero emozionatissima e ad oggi, quell’emozione non si è mai affievolita.

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Nei pressi del museo troverete un edificio che attirerà sicuramente la vostra attenzione per la facciata in pregiatissimo barocco piementose: si tratta del palazzo Carignano che domina l’omonima piazza. Il palazzo seicentesco, oggi ospita il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e attira ogni anno moltissimi visitatori.

Poco distante, l’antica e bella Piazza Castello, fulcro del centro storico Torinese.

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Nel nostro tour “classico” della bella Torino non poteva mancare la misteriosa Mole Antonelliana; l’ aggettivo “misteriosa” non è affatto strano e non è casuale il fatto che lo abbia utilizzato:la mole, con la sua forma a metà tra una piramide e una pagoda, è per molti un simbolo esoterico e per alcuni legato addirittura alla massoneria come il suo architetto Alessandro Antonelli.

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Oggi la mole ospita al suo interno il grande Museo Nazionale del cinema e costituisce uno dei punti panoramici più belli di Torino.

L’ascensore interno, sale attraversando il museo e la il passaggio verso l’ alto è veramente suggestivo.

Da qui su, Torino sembra piccola ma tanto verde..il verde delle colline e dei campi ma anche dei parchi, come quello più famoso del Valentino,una macchia di verde lungo la sponda sinistra del Pò in cui vi è anche un piccolo borgo medioevale. le case, le strade,gli edifici pubblici sono armoniosi, ordinati, la pianta della città è lineare e precisa.

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Piazza Vittorio Veneto è un’altro luogo classico di Torino; Preceduta spesso da una passeggiatina per i negozi in via Pò, la grande Piazza è un luogo perfetto per l’aperitivo al tramonto. Essa  è il punto centrale di Torino, quello che si interseca alla perfezione con tutti  luoghi storici più importanti della città.

Passeggiando per il ponte Vittorio Emanuele I, ci si ritrova di fronte alla bellissima Chiesa della Grande Madre di Dio, che imponente e maestosa sembra vegliare sulla riva destra del Pò.

In realtà questa non è la sola chiesa bella e importante di torino, anzzi moltissimi sono i luoghi di culto della città tra i quali vi consigliamo il Duomo e la Cappella della Sacra Sindone

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Non immaginate Torino come una città grande e dispersiva, tutt’ altro è piuttosto a misura d’uomo, per cui riuscirete a visitarla tranquillamente a piedi ma, sicuramente è ricca di luoghi di interesse ( e questo per le nostre belle città italiane non è una novtità). Diciamo che due miseri giorni NO, non bastano assolutamente a visitare questa splendida città e il fatto di essermi lasciata così tante cose alle spalle mi lascia un po’ l’ amaro in bocca, cosa che non si addice alla città del Gianduiotto.

Abbiamo per questo deciso di tornare presto a Torino ma questa volta, dopo il tour classico, vorremmo provare qualche itinerario alternativo..ma nel frattempo vi lasciamo alla scoperta del Museo egizio e alle succulente ricette tipiche del nostro ristornate preferito di questi giorni.

Salutiamo quindi la bella signora elegante con un arrivederci, nella speranza di incontrarla nuovamente il prima possibile.

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Museo Egizio di Torino-un po’di Egitto qui in Italia

Se siete di passaggio nell’elegante e signorile città di Torino dovete assolutamente visitare un posto magico: il museo egizio. In questo luogo potrete fare un notevole salto spazio-temporale che vi porterà agli albori della civiltà egizia, per ammirare il suo eterno splendore.

Il museo, con le sue luci soffuse, gli allestimenti minimal e moderni, è situato in uno degli edifici più belli e antichi della bella Torino,il seicentesco Palazzo dell’Accademia delle scienze, sede anche dell’omonima accademia.

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All’entrata del museo, sarete invitati a riporre le vostre borse in alcuni armadietti ma potrete introdurre tranquillamente reflex e cellulari.

La cosa più importante ed estremamente utile sono le videoguide che vi permettono di scegliere il percorso completo o quello veloce, a seconda del tempo che avete a disposizione.

Noi vi consigliamo però di dedicare una mezza giornata solo ed esclusivamente al museo perchè ne vale la pena.

Il percorso parte proprio da questo piano e la prima cosa che  vi sbalordirà sarà sicuramente il Papiro di  Iuefank, un libro dei morti di 18 metri.

Da qui passiamo al secondo piano direttamente.

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Il secondo piano è organizzato in maniera piuttosto precisa:

  • Antico Regno
  • Medio Regno
  • Nuovo Regno

Ancora, Tomba degli Ignoti e Tomba di Iti e Neferu, quest’ultima particolarmente evocativa, attraverso una serie di dipinti fatti realizzare dalla coppia nella loro cappella funebre. Non solo ricordi di vita, ma ricordi di tutto quello che di più bello i due avevano visto insieme. I dipinti poggiano su Pilastri, intervallati da monitor che proiettano le acque del Nilo.

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Dopo questa passeggiata. si scende al primo piano che ospita moltissimi ambienti diversi i quali ospitano pezzi di collezioni, anch’essi ordinati secondo criteri ben precisi:

  • Epoca tarda
  • Epoca Tolemaica
  • Epoca Romana e tardo antica

Poi c’è una sala dedicata ai Papiri, una ai Sarcofagi, una alle Regine e infine la meravigliosa tomba di Kha e Merit.

Kha, fu una personalità importante dell’ Egitto, un architetto la cui tomba fu stata ritrovata intatta a Deir el Medina (per la quale è dedicata una sala apposita nel museo che contiene molti dei reperti ritrovati nella località) dall’egittologo Ernesto Schiapparelli.

Nella Tomba è stato ritrovato il corredo funebre anche della moglie Merit.

 

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Al piano terra del museo la magia che si respira in tutto l’edificio, diventa più forte e più intensa attraversando la  Galleria dei re. Statue e sfingi altissimi, perfettamente illuminate dominano l’intera sala in penombra che non necessita di altro elemento o ornamento.

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Tra le sfingi presenti, una è particolarmente famosa e pare si trovasse all’ingresso della splendente città di Tebe.

Collegate alla Galleria ci sono il Tempio di Ellesjia e la sala Nubiana.

Il tempio, uno dei più antichi della Nubia, fu donato dall’Egitto all’Italia, grazie all’opera di salvataggio a cura del museo, in quanto il tempio rischiava di essere sommerso dal lago Nasser.

La sala Nubiana è di conseguenza dedicata esclusivamente ai ritrovamenti in Nubia.

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In ogni sala vi stupirà l’opulenza delle decorazioni, gli intarsi preziosi nel legno pregiato dei sarcofagi e la visibile evoluzione dello stile da un’epoca all’altra. I papiri, così fragili apparentemente, tanto da sembrare friabili, hanno conservato per secoli storie e miti di una civiltà la cui presenza è un “graffio” nella storia, di quelli che lasciano il segno, quelli che diventano una peculiarità, un tratto distintivo.

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Attraversando tutto il museo,percorrendo ogni sala, sembra che, l’antico Egitto, i Faraoni, le regine, gli scribi, gli schiavi siano proprio lì e che sfingi, piramidi e sarcofagi, si  scrollino di dosso la sabbia del deserto per raccontare storie, vite, guerre e feste.

Il museo è una perla della nostra Nazione, adatta agli esperti, agli appassionati,agli studenti ma consigliata e adatta anche ai bambini o a coloro che sono solo di passaggio a Torino.

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Lasciare Torino senza far visita al Museo Egizio, vuol dire quasi mancarle di rispetto, data l’ antichità del museo e la sua fama a livello mondiale, ma vuol dire soprattutto privarsi di un’esperienza indimenticabile di pura magia.

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Il costo del biglietto intero è di 15 euro.

I bambini fino ai 5 anni non pagano l’ ingresso, mentre fino ai 14anni, pagano 1 euro.

Il costo del guardaroba è di 1 euro.

Potete anche prenotare visite guidate per gruppi e acquistare i biglietti on-line sul sito ufficiale a cui vi rimandiamo anche per altre info:

www.museoegizio.it

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Napoli sotterranea-scopri le storie nascoste nel sottosuolo

Napoli sotterranea-secoli di storia sotto i passi della gente

Continua il nostro viaggio nei sotterranei della città di Napoli, una città che nasconde segreti, storie e secoli dI cultura, ovunque, anche nel sottosuolo, perfettamente sotto ai vostri piedi. Accendete la vostra candela e scoprite con noi Napoli sotterranea

Nonostante la storia di questo sottosuolo cominci in età preistorica, furono i i Greci che aprirono le prime cave sotterranee. Queste cave venivano utilizzate per ricavare blocchi di tufo che utilizzavano per ogni tipo di costruzione nella città ambita di Neapolis.

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Tuttavia, il complesso reticolo di sotterranei iniziò con i romani i qual,i in epoca augustea, costruirono  gallerie e soprattutto una rete di acquedotti, alimentata dalle acque delle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza da Napoli.

Attraverserete questa fitta rete di cunicoli e gallerie strettissime illuminate dalla  sola luce di una candela, viaggiando così nel tempo e nello spazio.

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Altri rami dell’acquedotto si estesero fino a Miseno, per alimentare la famosa  Piscina mirabilis. Gli stretti cunicoli dell’acquedotto alimentavano anche  fontane, case e altri edifici. Da notare che, già all’epoca gli ingeneri romani avevano rivestito l’acquedotto di uno speciale intonaco impermeabile.

I cunicoli di Napoli sotterranea furono utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugi antiaerei per proteggersi dai disastrosi bombardamenti che colpirono la città. I cunicoli furono addirittura illuminati per permettere alle persone di scendere e rifugiarsi.

Oggi il Museo della Guerra di Napoli Sotterranea raccoglie e conserva documenti relativi al conflitto.

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Napoli, si sa, è una città di contraddizioni, una città divisa tra sacro e profano, religione e superstizione ecco quindi una delle credenze popolari più famose che ha origine proprio nei sotterranei della città.

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Ogni casa di Napoli poteva attingere acqua da una delle cisterne grazie a un pozzo a cui avevano accesso i “pozzari”, uomini che che si aggiravano in questi strettissimi cunicoli e si arrampicavano su per i pozzi. Sono questi protagonisti di Napoli sotterranea.

Per questa loro professione avevano accesso a tutte le case grazie ai pozzi e alla loro figura è legata la leggenda dei “monacielli“, spiriti buoni o cattivi che usavano le vie sotterranee per sparire o apparire. Il nome monaciello deriva dal mantello da lavoro che, nella penombra, li rendeva simile a monaci appunto.

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Gli orti ipogei

A Napoli sotterranea, a 35 metri sottoterra ci sono, incredibilmente, delle coltivazioni. Si tratta di un vero e proprio orto nel  sottosuolo, lontano da piogge acide, polveri sottili e inquinamento. La luce solare, è sostituita da quella di speciali lampade e l’umidità del sottosuolo, permette alle piante di crescere senza dover  utilizzare neanche un goccio di acqua.

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Ci sono molte associazioni che gestiscono queste visite meravigliose nel sottosuolo napoletano. La nostra visita prevedeva anche l’ anfiteatro romano, noto come Teatro di Nerone, da cui si accede da una casa tipica napoletana, il cosiddetto “basso”; Basta spostare un letto e una botola che porta alle cantine, permette di fare un salto nel passato glorioso della città.

Per tutte le altre informazioni e per pianificare la vostra visita questo è il il sito ufficiale:

https://www.napolisotterranea.org

In più vi ricordiamo che ci sono due accessi ai percorsi:

  • Vico S. Anna di Palazzo, 52, 80132 Napoli NA
  • Piazza San Gaetano, 68, 80138 Napoli NA

Vi segnaliamo sulla mappa l’ingresso di Piazza San Gaetano, l’accesso da cui noi abbiamo cominciato il nostro percorso.

 

 

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Umbria mistica-Assisi, Gubbio, Perugia, Norcia,Tuoro sul Trasimeno

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Umbria

Mistica

C’è un posto a cui sono molto legata fin da quando ero piccola; questo posto è l’Umbria e oggi, ho trasmesso la stessa passione che mi lega a questa terra anche a Francesco. Ricordo che da bambina, il silenzio, l’odore di boschi, il sapore della carne e dei funghi erano le prime cose che mi venivano in mente quando pensavo all’Umbria e a distanza di anni, sembra sia ancora così.

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Noi siamo stati poco tempo fa in Umbria e abbiamo scelto alcune città in particolare che avremmo voluto rivedere: Gubbio,Assisi e Norcia. Ad esse abbiamo aggiunto una piccola parentesi di relax al confine con la Toscana, a Tuoro sul Trasimeno.

Quando soggiorniamo in Umbria generalmente ci fermiamo a Perugia, non a caso siamo dei “fedelissimi” della festa del cioccolato. Il nostro hotel preferito è fuori Perugia, a Montone ed è immerso nel verde: l’Hotel Fortebraccio. Questo è un posto speciale per noi, che ha segnato l’inizio della nostra storia e il primo dei nostri viaggi insieme.

L’hotel ha delle bellissime stanza piccole ed accoglienti, con balconi affacciati sul verde. Anche il centro benessere è veramente molto carino seppure non grandissimo, per questo bisogna prenotarsi e in questo modo si può godere del centro senza la presenza di altri ospiti. Il ristorante è consigliatissimo, noi amiamo mangiare sulla terrazza e facciamo scorta di piatti  a base di tartufo.

Assisi rimane il nostro posto magico. A prescindere che si creda o meno, c’è qualcosa di veramente forte che attraversa il paesino arroccato che, tra l’altro, é incantevole: stradine in pietra , salite ripide, casette ammassate che sembrano quelle di un presepe. A volte si ha come l’impressione  che il tempo in questo paese si sia fermato al 1200, tutto sembra essere stato inghiottito nel Medioevo.

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Non importa che siate credenti o meno, visitate la Basilica di San Francesco un gioiello dell’arte, i cui affreschi sembrano avere ancora l’odore fresco degli intrugli usati da Giotto e Cimabue per dipingere la vita del santo.

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Se volete riscoprire il silenzio della civiltà e il canto della natura non perdete la visita al monastero di San Damiano lì dove il crocefisso parlò a San Francesco. Una chiesa completamente spoglia, silenziosa, essenziale ma così ricca di storia e di spiritualitá.

Altro incantevole posto é Gubbio. Forse qualcuno ricorda gli episodi di Don Matteo a lungo girati in questo paesino in pietra, veramente caratteristico. Preparate scarpe comode e fiato perché c’è da camminare pur non essendo un posto grande; le strade sono praticamente tutte in salita e le salite sono sempre più ripide.La vista a Gubbio come ad Assisi e come a Perugia é fenomenale. Ettari di campi e boschi si distendono fino alla linea dell’orizzonte, impossibile non fotografare ogni scorcio e ogni panorama, a qualsiasi ora.

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Norcia é il paradiso degli amanti della carne e come in tutta l’Umbria, anche qui il cinghiale é il piatto forte. La piccolissima Norcia mi ha sempre dato l’impressione del set di un film fantasy; una città fortezza ancora circondata da antiche mura di cinta. All’interno per voi golosi troverete le famosissime “norcinerie” in cui potrete acquistare le prelibatezze locali e magari portarne qualcuna a parenti o amici golosi come voi.

In realtà una delle cose che amiamo di tutta l’Umbria é proprio il cibo e la cucina regionale é secondo noi una delle più buone d’Italia. Fate scorta soprattutto di funghi porcini e del tartufo che troverete servito in qualunque pietanza. Il nostro piatto preferito é la lasagna al tartufo e per chi non lo avesse mai assaggiato non fatevi intimorire dall’odore perché il sapore é una festa per le papille gustative. Degni di nota sono anche i vini umbri, i rossi corposi adatti ad accompagnare una buona cucina a base di carne e ancora buonissimi sono i piatti a base di zucca.

Il nostro viaggio in Umbria si conclude ai confini della regione, a Tuoro sul Trasimeno, posto che non conoscevamo ma che ci ha stupito. Abbiamo alloggiato all’ antico casale di Montegualandro in posto molto intimo e tipico. Si, perché i casali e le masserie qui sono luoghi molto chic dove godere di un soggiorno rilassante.Il casale in cui abbiamo soggiornato è molto intimo, immerso nel verde e nel silenzio della campagna. Noi non abbiamo una stanza vera e propria ma una sorta di una depandace con soffitti altissimi, cucina, salotto, un bagno notevolmente grande e una stanza da letto con il letto a baldacchino.

Il personale è molto simpatico ed estremamente gentile.Il ristorante pur non avendo una vastissima scelta, propone ottimi piatti, molto rustici , saporiti e freschi e il vino notevolmente buono. La piscina riscaldata è il luogo più bello e rilassante del piccolo centro benessere.

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Il viaggio in Umbria, è un’esperienza magica, qualunque città scegliate di visitare, in qualunque periodo dell’anno.Scegliere l’Umbria d’estate vuol dire trascorrere un’estate fresca ma soprattutto permette di rilassarsi, staccare la spina dal caos della città, scostare gli occhi dal cemento per vedere tufo e pietre, respirare odore di muschio e terra umida .Sceglierete un luogo in cui storia, religione e arte si fondono e si perdono nel verde, colore predominante della magica Umbria.

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Villaggio Punta Alice-Cirò Marina-Recensione

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Cirò Marina

 

Nel nostro soggiorno “costretto” a Cirò Marina siamo stati ospiti del Villaggio Punta Alice e pensiamo possa essere utile per voi avere qualche informazione in più su questa struttura. Noi siamo stati in uno degli appartamenti del Villaggio che ospita però anche roulotte e camper. Forse il nostro era uno dei più belli tra gli appartamenti di queste villette a schiera disposte su due piani, perchè affacciato completamente sulla spiaggia.

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L’appartamento

è praticamente nuovo e viene consegnato pulito e perfettamente ordinato. L’arredamento è nuovissimo e scelto con cura, specialmente la cucina completa di due frigoriferi, forno e piano cottura oltre che utensili e pentole. All’interno vi è una stanza matrimoniale e un’ altra stanza con due lettini singoli. Nel salone c’è anche un grosso e comodo divano e una televisione. Eppure la parte della casa che abbiamo amato è questo grande balcone bianco che affaccia sul mare e in cui è possibile mangiare perchè c’è anche un grande tavolo. Anche il bagno è molto ben tenuto e la cabina doccia è di recente costruzione con acqua calda perfettamente funzionante.

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Il villaggio

Punta Alice è veramente immenso e immerso nel verde oltre che a due passi dal mare. La pineta delle roulotte è pulita e ben tenuta così come il prato all’inglese e le altre piante e fiori. C’è una grandissima piscina adatta ai piccoli e ai grandi, in cui tra le altre attività, si organizzano anche corsi di Sub. E non dimentichiamo i vari campetti per le attività sportive che sono alle spalle dell’ arena in cui l’ animazione, mai troppo invadente, organizza spettacoli per adulti, adolescenti e bambini.

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La spiaggia

del villaggio Punta Alice è per lo più di sassolini e il lido è tenuto in maniera impeccabile. Oltre che la pulizia sottolineamo come ad esempio gli ombrelloni siano disposti in maniera da non essere troppo vicini e assicurano sempre privacy e riservatezza, per quanto possibile. Tutto il personale è cortese, mai sgarbato, pronto a dare informazioni anche su eventi, ristoranti e luoghi da vistare nei dintorni.

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Cirò Marina-viaggio emozionale in un paesino della Calabria

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Cirò Marina

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In realtà non  so bene se sia o meno fondata questa diceria secondo cui i calabresi sarebbero testardi, fatto sta che non trovo aggettivo migliore per descrivere Cirò. La Calabria, con questo suo territorio un po’ ispido e un po’ selvatico, sembra essere una terra quasi “scontrosa”, come volesse preservare, dall’occhio del turista di passaggio, i suoi scorci e i suoi mari incantevoli.

Già perchè la corteggiano sia il mar Tirreno che il mar Ionio e questo è il versante che preferiamo, quello su cui si distende Cirò Marina.

Le spiagge di sassi, sembrano sottolineare sempre più il carattere di una terra selvaggia e riservata e custodiscono un mare azzurro, cristallino, accarezzato sempre dal vento.

Il nostro viaggio in Calabria è stato piuttosto travagliato e tortuoso, causa macchina guasta e un piccolo problema personale alla pelle, dovuto allo stress e questo ci ha costretto a non poter fare il nostro solito viaggio on the road, fermandoci a Cirò Marina

Eppure abbiamo deciso di non rinunciare a raccontarvi qualcosa su questa terra, perchè emotivamente ti prende, ti fa suo, ti strega…per questo se eravate in cerca del nostro solito post di viaggi, dettagliato e preciso, il nostro incontro finisce qui..perchè questo è un viaggio emozionale e sensoriale nella piccola Cirò.

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Forse nessuno vi ha mai parlato del cielo della Calabria, chi mai si incanta di fronte al cielo se poi ci sono spiagge bianche e palme altissime a rubare la nostra attenzione.

Il cielo della Calabria, sul versante su cui giace Cirò ha un carattere forte come tutta la sua terra: i temporali sono violenti,i fulmini che si gettano nel mare illuminano completamente l’orizzonte mentre i tramonti sono ipnotici, calmi ma decisi nei loro colori.

 

La luce illumina il mare in maniera così pittoresca tanto da segnare una linea netta tra un blu profondo e mediterraneo e un verde acqua quasi caraibico.

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Le spiagge di sassi bianchi sembrano sono la cornice perfetta di un mare limpido e allo stesso tempo scontroso quando agitato e custodiscono gelosamente conchiglie di ogni forma e colore. Anche il verde della vegetazione è un verde deciso, rigoglioso, orgoglioso di mostrarsi in tutta la sua fecondità.

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A Cirò  tutto è deciso anche sapori e profumi: è tutto perfettamente piccante, perfettamente cotto, perfettamente forte: dal formaggio al vino fino alla più famosa nduja.  In più Cirò Marina è sicuramente famosa per l’omonimo vino DOC che è uno dei più conosciuti e apprezzati.

Cirò è una realtà molto piccola, un paesino di abitudini e volti conosciuti che però, d’ estate si riempie di famiglie e bambini che popolano spiagge, case, feste di paese e campeggi. Eppure la vita non cambia, i prezzi rimangono quelli convenienti,quelli del paesino, il pane è sempre fresco e croccante, la pasta fresca rimane la migliore e la salsiccia di maiale è quella più forte e più piccante, perchè così deve essere.

Se siete a  Cirò, organizzate un meraviglioso itinerario Eno-gastronomico e una tappa consigliatissima sono le Cantine Senatore , ove sarà possibile visitare le cantine,ricevere consigli sugli accostamenti con le pietanze e assaggiare una pregiata selezione di vini. Il tutto anche accompagnato da assaggi di salumi e formaggi.

Sono le cose improvvise, le situazioni scomode, le circostanze insaspettate che spesso destano in noi più curiosità, più attenzione per quello che ci circonda.. e di nuovo riscopriamo la bellezza di tutto quello che è intorno a noi e ci innamoriamo nuovamente delle cose semplici.

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Creta-parte 2-Viaggio nella culla della civiltà

Se festeggerete il vostro Ferragosto sull’isola

e  volete “vivere qualcosa di tipico” o meglio vivere come glia bitanti dei luoghi che visitate (come facciamo noi), non potete perdere assolutamente la festa a Damasta un paesino arroccato su una montagna, nella cui piazzetta della chiesa vengono allestiti tantissimi tavoli, c’è un menu fisso e per pochi euro mangerete carne grigliata e buon vino.

La festa a Damasta, è un salto nelle tradizioni; abbandonate il vostro smartphone e la vostra fotocamera e godetevi il momento. Ascoltate la lingua greca, inebriatevi con il profumo del buon vino cretese e se vi viene voglia ballate al ritmo della musica tipica ma se non sapete ballare allora alzatevi e guardate come ragazzi, ragazze, uomini e donne ballano in cerchio una danza cretese e poi..aspettate i fuochi.

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Essere a Creta

e viverla come abbiamo scelto di viverla noi, vuol dire anche scoprire ed amare le sue radici più profonde e quelle di Creta sono piuttosto conosciute. Da sempre,nei libri di storia, c’è un capitolo dedicato solo al popolo cretese, popolo di navigatori e commercianti, noto per la raffinatezza e l’eleganza che si manifestava soprattutto nell’arte. Simbolo del potere e dello sfarzo cretese era il Palazzo di Cnosso, noto anche e soprattutto per il mito di Teseo e il Minotauro. Ancora oggi il palazzo di Cnosso, residenza di uno tra i più grandi re della storia, Minosse, mostra lo splendore che neanche il tempo e le calamità naturali hanno potuto intaccare.

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La parte più complicata di un viaggio è sempre il ritorno alla “realtà”

ma c’è un modo per alleggerire tutto e cioè portare con sè qualcosa che ricordi fortemente quel luogo, che sia un odore, un sapore o un colore che più ci ha accompagnato in questo viaggio. Passeggiare per le vie di Retimo, affollate e colorate ci ha aiutato molto. lì abbiamo scelto anche qualcosa di significativo che racchiudesse l’essenza di questo viaggio, anche per le persone a noi più care, affinchè potessero “conoscere” anch’esse quest’isola e pur non avendola mai vista, conservarne un pezzetto nelle proprie case.

Retimo ha un fascino che non conosce le convenzioni temporali, bella sia di giorno che di notte, conserva  in sè la storia di popoli che si sono succeduti nel tempo e hanno lasciato il proprio segno: dalla loggia venziana ala fontana Raimondi.

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Come al solito, il viaggio mi insegna qualcosa e stavolta ho avuto una grande lezione che dovrò sempre tenere a mente: mai lasciarsi condizionare da infondati pregiudizi; Se un luogo non è definito “trendy”, se non è nei most popular di Instgram, se non è in cima alla wishlist delle vacanze dei più, questo non vuol dire che non abbia qualcosa da regalarti. Creta mi ha regalato una stupenda tavolozza di colori, un bouquet di profumi, il sapore delle spezie e dello Yogurt, rocce calde, mare profondo e vento fresco e …si me ne vado con quel velo di malinconia che solo un gran bel viaggio ti lascia dentro. Creta mi ha regalato giorni indimenticabili, mi ha regalato musica, balli, rakì, sabbia bianca e tramonti rossi sul mare e tra le montagne. Creta regalerà sempre qualcosa, perchè Creta è cosi…ricca.

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La Gaiola- nel cuore di Napoli e dei napoletani

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La Gaiola

(Napoli)

Misteriosa

Se vi trovate a Napoli e volete scoprire un luogo meraviglioso e allo stesso tempo misterioso, non potete perdere per niente al mondo La Gaiola. Si tratta di un isolotto della bella città di Partenope, il quale si fa ammirare in tutto il suo splendore nelle acque cristalline di Posillipo.

Sinceramente non saprei spiegarvi bene l’origine di questo nome particolare, che credo derivi da qualche antica parola dialettale.

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A Napoli si usa dire:” abbasc’ a Gaiola“, ovvero giù alla Gaiola perchè effettivamente per vedere l’isolotto c’è un tratto da percorrere a piedi piuttosto lungo e in discesa. Ad un certo punto ci si ritrova in una viuzza abitata, in cui le voci dei padroni della case e alcune musiche riempiono l’ aria delicatamente, sembraquasi di essere in uno di quei film sulla Napoli di un tempo.

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Poi dopo ancora qualche scaletta, finalmente, in un piccolo scorcio si intravede il mare e pocche barchette da pesca ormeggiate.

Fermarsi ad ammirare La Gaiola, a cui ci si può avvicinare forse solo grazie a una canoa, vuol dire incantarsi a guardare come i raggi del sole attraversano questo arco naturale e stupirsi di questa acqua che non credevi potesse essere cosi verde e trasparente.

E poi la Gaiola è anche uno dei posti preferiti dai napoletani per la tintarella e qualche tuffo azzardato nel mare cristallino, da scogli anche piuttosto impervi.

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Oltre ad essere un luogo panoramico perfetto per qualche scatto esclusivo è anche il luogo ideale per gli sportivi che possono affittare canoe o Kayak e per i più avventurosi i quali troveranno un importante punto informazioni per esclusive escursioni in mare.

Per tutte le informazioni potete dare un’occhiata qui:

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Travel

Amalfi coast-to-coast. On the road sulla costiera amalfitana

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Amalfi

Profumata

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