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Guida a Merano-cosa mangiare, come muoversi e cosa vedere

Ecco come al solito la nostra mini-guida sulle cose da fare per il vostro soggiorno a Merano, con alcune info utilissime per organizzarvi sotto ogni aspetto prima della partenza:

 

P.s. 

Questa guida si riferisce in particolar modo alla nostra esperienza a Merano, nel periodo dei mercatini di Natale

Trasporti

Ci sono moltissimi Bus che vi portano o passano per la stazione o per le Terme, tra questi il numero 211, sempre perfettamente in orario e potrete fare anche il biglietto a bordo del costo di € 1,50.

Molto utile può essere la Museumobil card, che permette di accedere a circa 70 musei altoatesini e spostarsi su tutti i mezzi pubblici. Il costo della card da utilizzare per 3 giorni, è di 30€ per gli adulti e 15€ per i ragazzi fino a 16 anni.

Se arrivate in treno, allora dovrete partire quasi sicuramente da Bolzano per raggiungere Merano ed in questo caso il costo del biglietto è di 5€, ma comunque potete sfruttare la vostra Museumobil card.

Attrattive

Merano2000, conosciutissima dagli esperti di sport invernali, ma anche dagli appassionati di neve, apre la stagione invernale l’8 Dicembre.

I mercatini di Natale generalmente, cominciano il 24 novembre e terminano il 6 gennaio e li trovate in strada sulla passeggiata Lungo Passirio dalle 10:00 alle 19:00 dal Lunedì al Giovedì, mentre invece, dalle 10:00 alle 20:00 dal Venerdì alla Domenica.

Le Terme di Merano sono aperte dalle ore 9:00 fino alle ore 22:00. Il costo, prima del periodo natalizio, per due ore è di 13€, per tre ore di 14€ e di 19€ per l’intera giornata. Potete noleggiare in loco accappatoio o asciugamano.

I bellissimi giardini Trauttmansdorff sono aperti dal 30 Marzo al 15 Novembre.

Mangiare

Noi vi consigliamo di provare ogni tipo di specialità tipica mentre per quanto riguarda lo Street Food avrete l’imbarazzo della scelta.

I famosi Wurstel, che potete comprare da simpatici furgoncini costano circa 4€, il vin brulè circa 3,50€, una cioccolata calda, in media 4€. Il Riggle tirolese caldo, appena sfronato lo pagate 5€. Un primo piatto costa in media 13€, ad eccezione delle zuppe il cui costo va dai 7 ai 9€. Ovviamente la carne ha un costo maggiore,generalmente parte dai 20€, ad eccezione di canederli e wustel.

Se volete provare cibi dell’ Alto Adige, bio, dop e doc e magari portare qualcosa a casa, allora potete curiosare al PUR, un supermercato delle eccellenze altoatesine alle spalle della Khuraus.

Ovviamente non dimenticate di assaggiare un Bretzel, dolce o salato che sia ed una bella FORTS, birra locale.

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Terme di Merano- un’oasi di relax e benessere -giorno 3

Trascorriamo il terzo giorno di questo soggiorno alle famose terme di Merano, un simbolo storico della città.L’hotel Westend ci ha regalato un ingresso di due ore alle piscine, prepariamo asciugamani e costumi e ci dirigiamo a piedi verso le terme, seguendo sempre la riva del fiume.

Le terme di Merano sono un grande cubo futuristico, un’installazione ultramoderna che prepotentemente si impone nel paesaggio tipico tirolese senza però intaccarlo. La struttura in vetro e legno si sposa benissimo con il resto della città e della natura. All’interno le vetrate della zona accoglienza e biglietti, affacciano direttamente sulle grandi piscine.

Ci viene fornito subito un bracciale con un chip che calcolerà il tempo di permanenza all’interno delle terme e lo stesso bracciale apre e chiude gli armadietti per riporre le proprie cose.

Siamo fortunati, perchè non c’è tantissima gente, quindi ci sistemiamo subito a bordo piscina. Ci sono tante vasche di acqua termale a temperature diverse, ma le nostre preferite sono all’esterno.

La grande piscina circondata dalle montagne ha una temperatura di circa 37 gradi e se metti la testa sott’acqua puoi sentire musiche rilassanti e goderti il calore dell’acqua, che ti fa dimenticare quasi che fuori la temperatura è poco sopra lo zero.

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Intorno alle piscine sono collocate varie sale, quella della sauna, quella del bagno di vapore, il solarium e la sala per le inalazioni idrosaline. All’interno delle terme, com’è giusto che sia, non è possibile fare foto, gli operatori delle terme controllano attentamente che nessuno disturbi l’atmosfera rilassante, per cui invece di impugnare cellulari, la gente legge libri, sorseggia tisane al bistrot o ne approfitta per chiudere gli occhi e godersi qualche ora di relax lontano dal tram-tram quotidiano.

Ci sono persone di età diverse, coppie di giovani, anziani e anche famiglie con bambini. Il loro vociare di felicità è tutt’altro che fastidioso. Del resto le terme per loro sono un piacevole gioco, un po’ come stare al mare in montagna.

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Mentre siamo nella piscina all’aperto, quella con idromassaggio continuo e temperatura di circa 40 gradi, mettiamo le spalle fuori dall’acqua: è strano, non sentiamo il freddo senza curarci del fatto, che sulle montagne stia ormai nevicando.

È un po’ come tornare alle origini della vita, del resto noi trascorriamo i primi nove mesi della nostra esistenza nell’acqua e non ci importa di cosa ci sia là fuori, quanto faccia freddo, quante cose ci circondano, nell’acqua calda siamo sicuri, ci giriamo e rifiatiamo, mentre il nostro Corpo è protratto dall’acqua che ci aiuta a crescere, a vivere e respirare.

Ecco, forse è anche questo il segreto delle terme, riportarci ad una condizione naturale, svuotare la mente e farsi cullare dall’acqua.

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Mercatini di Natale a Merano-tutta la magia del Natale-giorno 2

Oggi, vogliamo dedicarci solo ai Mercatini di Natale. Il Kurhaus, il palazzone simbolo di Merano, sede di feste e galà, bianco, elegante e vestito a festa, assiste a questo meraviglioso tripudio di luci, musica e profumi. Tante casette di legno, l’una affianco all’altra, propongono creazioni di artigianato locale, a tema natalizio ovviamente. Gli amanti del Natale possono riempire i loro occhi di meravigliose creazioni in legno, palline in vetro, realizzazioni in ceramica e ancora, abbigliamento e calzature in lana pura, bambole di pezzae poi cibo, tanto cibo. Tutte le specialità del Südtirol, dallo speck al capriolo, dal camoscio al cervo, dalla grappa al vin brulè e poi dolci, caramelle, cioccolata e tanto altro. L’odore del legno, della cannella, delle arance, del sidro di mele inondano la via popolata dai mercatini, che termina ai piedi del grande albero di luci e del presepe.

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La gente si riunisce vicino alle stufe per sorseggiare una cioccolata calda o del vin brulè dalle tazze blu, che celebrano i 25 anni dei Mercatini di Natale, altre assaggiano pezzettini di salame o di biscotti.

Altre ancora, riempiono sacchetti di carta di regali o ricordini da portare ai propri cari. I bambini si divertono tra il trenino e una giostrina retrò di cavalli, altri ancora accarezzano alcune pecore di una stalla, mentre altri aspettano che il pagliaccio gli realizzi una bella spada con due palloncini.

Noi amiamo il Natale, del resto anche al sud è molto sentito grazie alla tradizione dei presepi, questa atmosfera ci rapisce, ci fermiamo continuamente a fotografare addobbi, creazioni handmade e il flusso di gente che passeggia su e giù trai mercatini. Tutti dimenticano di quanto freddo faccia ormai, tutti si riempiono gli occhi di quella magia del Natale che quando smettiamo di essere bambini purtroppo dimentichiamo.

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Dopo un assaggio di riggle tirolese, torniamo anche noi con i nostri sacchettini di carta, pieni di regali all’hotel Westend, dove Alexander ci aspetta per sapere anche oggi com’è andata la giornata, mentre gustiamo la nostra vellutata ai broccoli che sembra preparata con amore proprio per noi, per riscaldarci e coccolarci.

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Merano. Passeggiate tra natura, storia e cultura-primo giorno

Ci svegliamo e subito siamo inebriati dal profumo di pane, croissant, strudel, marmellate e frutta secca cheoccupano l’intero tavolo delle colazioni ed oggi ne faremo una abbondante, perché fuori fa freddo e ci aspetta una lunga giornata alla scoperta di Merano.

Alexander ci ha regalato le mobile card per spostarci con i mezzi pubblici durante tutto il soggiorno, ma ci ha anche detto che seguendo la riva del fiume si arriva ovunque, così seguiamo il suo consiglio.

Abbiamo pianificato un piccolo itinerario che cerchiamo di rispettare, quindi la nostra prima tappa è l’imponente Chiesa Evangelica luterana. Non riusciamo a scattarvi foto all’interno, ma l’esterno toglie il fiato. Una chiesa progettata dal berlinese Hans Vollmer nel 1800, circondata da un prato all’inglese in cui sorge anche la statua di Martin Lutero.

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La nostra seconda tappa ci porta in un luogo simbolo della città, ovvero il Duomo di San Nicola. Il campanile che si scaglia verso l’alto riusciamo a vederlo da lontano e affianca la grande chiesa dedicata al Santo Patrono di Merano. Interni ed esterni sono sobri, ma sono i particolari che rendono unica questa chiesa, come il pavimento, le vetrate colorate e il grande crocifisso posto in alto.

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Presto raggiungiamo il meraviglioso castello principesco. Le rampicanti che lo avvolgono sono ricoperte dei colori autunnali, mentre il letto di foglie secche e castagne s’inchina ai suoi piedi. Grazie alla mobile card, non paghiamo l’ingresso e varcata la piccola porticina d’ingresso, sembra di entrare in un libro di favole o in un vecchio libro di storia, uno di quelli in cui imparavi le crociate e leggevi di cavalieri. Gli interni sono semplici, ne’ oro ne’ affreschi preziosi, sono i dettagli a raccontare lo stato sociale degli abitanti del castello, ad esempio il vetro sulle finestre, il letto ed i mobili in legno dagli intarsi molto ricercati.

Proseguiamo lungo la via dei portici, piena di negozi di lusso e catene di abbigliamento popolari. Qui, ci fermiamo al ristorante “Hasen Jos” per una Forst, la birra tipica di Merano e per un piatto di tagliatelle fatte in casa, accompagnate dal Ragù di cervo. Fa freddo, ma mentre passeggi quasi non te ne accorgi, non ti rendi neanche conto di quanti kilometri riesci a percorrere mentre segui il fiume e il paesaggio.

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Cominciamo infatti a percorrere la passeggiata d’inverno, che comincia sotto al Wandelhalle, padiglione in stile liberty, in cui ti senti come immerso in un dipinto e l’immaginazione vola, mentre ripercorri la storia dei luoghi e dei personaggi illustri, che come te passeggiavano lì sotto.

Proseguiamo per la passeggiata Gilf, leggendo tutte le frasi dei più celebri scrittori del mondo, incise sulle panchine che popolano la via della poesia, mentre insolite piante tropicali dominano il paesaggio insieme alle sculture di piante realizzate dagli studenti di botanica. 11 minuti di poesia e silenzio interrotti poi, bruscamente dalla gola dove il fiume con vigore scorre, destreggiandosi tra le rocce fino a diventare cascata.

Continuando la salita, s’incontrano la passeggiata Tappeiner e il sentiero di Sissi, che terminerà ai giardini Trauttmansdorff.

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Noi camminiamo seguendo i sentieri, e ben presto ci ritroviamo di fronte ad un laghetto ghiacciato, che il comune di Merano ha adibito a zona pic-nic, anche in questo caso nel rispetto totale della natura, con strutture completamente in legno in cui banchettare e divertirsi.

La lastra di ghiaccio di cui è ricoperto il lago è molto spessa, sembra quasi vetro, la minima vibrazione diventa quasi una lieve melodia. L’unica zona in cui lo specchio d’acqua è ancora tale, è popolata da un branco di anatre che se ne stanno lì tranquille a nuotare.

Alle nostre spalle, il fiume che ancora ci accompagna e il suo scroscio veloce e costante ci ricorda di continuo la sua presenza importante. Non ci stancheremo mai di ascoltarlo e nonostante il fiume Passirio,sia tristemente noto nella storia, perché causa di catastrofi, è lui il re indiscusso di Merano, la attraversa, la domina, la sorveglia e la accompagna in ogni momento della giornata.

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Merano, di giorno e di sera è un piccolo gioiello: i ponti, le casette, il grande Kurhaus e il teatro Puccini sono delle perle di rara bellezza, eleganti e caratteristiche allo stesso tempo, non si smette mai di fotografarli perchè quando la luce cambia, sembrano sempre diversi, fino a sera quando ad illuminarli sono mille lucine.

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Merano, fiabesca. Post in collaborazione con l’hotel Westend di Merano

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“Hai preso il cappello? Avremo abbastanza maglioni? Sciarpa e guanti?”. Queste sono le domande che ogni meridionale che deve andare al Nord si pone mentre prepara la valigia e, ovviamente queste stesse domande ce le siamo fatte anche noi, fino a poco prima di partire per Merano.

Partiamo da Napoli con un Frecciarossa, ma facciamo un cambio treno a Bologna e qui siamo su un regionale che ci poterà a Bolzano.

Quando viaggi su un regionale anche il regionale che viaggia nella direzione opposta ti sembra più veloce,ma è l’unico treno che ti permette di vedere come cambiano, da fermata a fermata, i paesaggi ed i dialetti delle persone che scendono e delle persone che salgono. A Bolzano non ci resta che prendere l’ultimo treno che ci porterà a 300m di altitudine, ai piedi di montagne innevate.

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A Merano siamo ospiti dell’ “Hotel Westend”, un delizioso 3*** all’interno di una bellissima villa in stile liberty, affacciato sulla riva del fiume Passirio.

Ad accoglierci c’è subito il proprietario Alexander, che si preoccupa di sapere com’è andato il viaggio e quanto freddo sentiamo. Bhè di freddo ne sentiamo un bel po’, così dopo averci consegnato le chiavi della nostra 19 ci invita subito ad accomodarci per la cena.

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Il nostro tavolo per due è accanto ad una finestra già addobbata per le feste, c’è una candela accesa e un abat-jour, le luci soffuse creano subito un’atmosfera intima e romantica. Ci facciamo coccolare subito da una calda vellutata di verdure, un deciso gulasch di manzo all’ungherese ed una deliziosa torta di mele fatta in casa. Il cibo e il calore degli ambienti di questa bella villa scaldano l’anima, i ricordi di Alexander sparsi qua e là tra le sale, i piani e le scale ti danno la sensazione di essere ospite della sua casa e della sua vita; ogni dipinto, ogni soprammobile, ogni libro racconta un pezzetto della sua storia, di Merano e dell’hotel.

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Quest’aria intima, accogliente, calda la respiriamo in tutta Merano, che abbiamo definito fiabesca. I paesaggi che scorgiamo da ogni angolo, da ogni ponte, da ogni piccola via della città sembrano dipinti da pastelli delicati. Le montagne, candide e maestose proteggono la città mostrandosi orgogliose ed imponenti durante il giorno, silenziose guardiane invisibili di notte.

Inondata di canti natalizi, di profumi dolci e lucine, Merano è fiabesca, perché non smetti mai di sorridere mentre cammini, ti stupisci come un bambino se vedi le anatre in un lago ghiacciato, perché hai voglia di bere cioccolata calda mentre ascolti “o Tannenbaum”, immagini Sissi mentre passeggia con un lungomantello tra sentieri innevati.

È come, se tornassi bambino non vedi l’ora di ascoltare una nuova favola e provi una sensazione di impazienza, incanto e stupore. Ecco, questa è la nostra Merano.

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Mykonos-tra mulini e movida, lusso e lussuria

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Mykonos

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Non immaginavamo neanche come fosse Mykonos, ne avevamo sentite di tutti i colori, ma pensavamo che a Settembre la situazione fosse più tranquilla e lo scenario completamente diverso.

La verità è che a settembre non cambia niente, c’è comunque una gran confusione, fiumi di gente e feste trasgressive.

Partiamo dal porto di Naxos e arriviamo  Mykonos intorno alle 17.  Paghiamo 25 euro Il taxy che ci porta  al nostro alloggio, A.C. Christoulis village e siamo praticamente a pochi metri dalla pista di atterraggio e decollo dell’aeroporto di Mykonos. La posizione non è favorevole, siamo un po’ lontani dalla famosa Mykonos town, per fortuna l’ hotel provvede subito ad accompagnarci in centro per noleggiare un motorino.

Ci dirigiamo subito verso i famosi mulini a vento per vedere il tramonoto; c’è tantissima gente, è quasi impossibile fare fotografie.

Il piazzale adibito a parcheggio per scooter e Quad è strapieno e trovare un posto sembra quasi un miraggio. Eppure da qui il tramonto è molto bello, i mulini sono cosi caratteristici e romantici, tutti vogliono una foto, una foto bellissima nelle pose più strane.

La little Venice che vediamo da qui su comincia ad illuminarsi e man mano, gli splendidi localini e ristorantini si riempiono di persone che gustano un aperitivo o si preparano alla cena.

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Guida Pratica a Naxos- muoversi, mangiare e spendere

Anche per Naxos, abbiamo pensato ad una mini guida con le informazioni più utili per organizzare al meglio il vostro viaggio. Come sempre, vi abbiamo preparato una panoramica dei costi per spostarvi, cosa mangiare e dove, le spiagge e altre informazioni raccolte durante la nostra esperienza personale.

 

 

Muoversi

A Naxos troverete tantissimi luoghi per noleggiare scooter e quad di qualsiasi cilindrata ma anche automobili, perché non dimenticate che Naxos è la maggiore delle Cicladi quindi potreste averne bisogno per spostarvi più agevolmente o se siete una famiglia. La benzina anche qui costa in media 1,70 euro al litro. Dal porto di Naxos partono moltissime compagnie di navi
che viaggiano da e per altre isole di cui Mykonos e Santorini.

Mangiare

Avrete l’imbarazzo della scelta dal centro, alle cittadine e ovviamente al porto. I prezzi a Naxos sono molto abbordabili, qui ritrovare un po’ di quella Grecia tanto economica che spesso ricordiamo. Molti sono i ristoranti del posto che propongono l’offerta del giorno, menu turistici e anche specialità greche. Il liquore tipico è il kitron e ovviamente vi consigliamo di assaggiare le patate ( cucinate in qualsiasi modo) che sono una produzione locale famosa e apprezzata in tutta la Grecia. Molti ristoranti cucinano italiano ma, attenzione, non credete di mangiare una vera carbonara perché, udite udite, a Naxos molti la preparano senza uova ( strano ma vero). Anche qui vi consigliamo di lasciar perdere le colazioni turistiche che costano troppo e ripiegare sulla miriade di bakery che preparano paste veramente buone e grandi. Non perdete l’aperitivo al tramonto di fronte Portara e se potete andate a salutare Sabrina al ristorante kalí kardià.

Le spiagge

A Naxos le spiagge sono per lo più di sabbia fine è avere tantissima scelta. Potete scegliere spiagge libere o attrezzate, baie tranquille dal fondale basso e quelle con il fondale roccioso per fare snorkeling.

Altro

Se avete del tempo a disposizione approfittatene per visitare i vari siti archeologici che sono per la maggior parte gratuiti. Ma portate con voi una guida o comunque  raccogliete informazioni da voi perché molti di questi pezzi di storia sono abbandonati a se stessi. Naxos è grande e si fanno kilometri di strade in curva per arrivare in vari luoghi interessanti, portate con voi una borsa frigo con dell’acqua per sopravvivere ai 31 gradi alle 10 del mattino. Naxos è il luogo ideale per i souvenirs; prezzi di fasce diverse, oggettistica varia e per ogni fascia d’età. Anche qui, scordatevi l’espresso ma godetevi gelati con coni handmade e waffle.

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Naxos- la spiaggia di Mikri vigla-giorno 3

Oggi vogliamo solo goderci il mare. Abbiamo voglia di cercare qualche spiaggia di cui difficilmente si parla su TripAdvisor, qualcosa che a settembre sia un paradiso. Decidiamo di seguire per questo il consiglio di Sabrina, la ragazza che abbiamo conosciuto al ristorant Kalì Kardia, il giorno primaAndremo a Mikri Vigla.

Le indicazioni sono chiare e il posto non è difficle da trovare. Più volte siamo tentati di fermarci in una delle tante spiaggette che troviamo sulla strada tra cui Orkos, ma non ci facciamo vincere dalla tentazioni e facciamo  bene!

Mikri Vigla Beach è una spiaggia pazzesca. La sabbia non troppo fine è molto molto chiara, sulla nostra destra scogli grigio perla enormi sembrano quasi sculture galleggianti ma l’ acqua, l’ acqua è la cosa che maggiormente colpisce di questo luogo.

MIKRI VIGLA

Il mare a Mikri Vigla è praticamene una tavola. Per tutta la giornata rimane tranquillo, dolce, rassicurante. L’acqua da lontano sembra quasi caraibica, è di un meraviglioso verde acqua illuminata dal sole. Da vicino è così trasparente che i pesciolini si vedono praticamente ad occhio nudo.

 

La spiaggia è una spiaggia libera, molti greci in camper hanno con se degli ombrelloni e l’ alternativa ad essi, per non collassare sotto i 30 gradi è immergersi in questo mare che sembra di cristallo.

Oggi vogliamo rimanere qui, vogliamo rimanere tutta la giornata a rilassarci a Mikri Vigla, vogliamo perderci a guardare questa spiaggia, sentire i bambini che giocano, guardare i pesci di ogni forma e colore con la maschera.

Torneremo a cena da Sabrina stasera, ma prima vogliamo guardare ancora una volta Portara al tramonto e goderci un bel liquore locale Kitron, al nostro bar preferito a due passi dalla porta del tempio.

 

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Naxos- quando gli dei dell’Olimpo furono conquistati dai veneziani

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Familiare

Quando abbiamo prenotato per Naxos, in verità, non eravamo molto convinti. Ne avevamo sentito parlare poco e sapevamo che era molto grande, anzi proprio questo ci rendeva difficile l’organizzazione per i tre giorni che vi avremo trascorso.

Naxos è famosa soprattutto per il mito di Teseo che pare, dopo aver sconfitto il Minotauro con l’ aiuto di Arianna, l’ avesse poi abbondata in quest’isola. Sicuramente qui troveremo un po’ di quella Grecia classica che forse d’estate i turisti dimenticano

Partiamo da Antiparos con la solita domanda:” cosa ci aspetterà?” appena arrivati al porto però ogni perplessità sparisce.

Il porto di Naxos è così accogliente, costeggiato da ristorantini e negozietti. Il colore domina la strada intera, dal rosa all’ azzurro, dal bianco al giallo. Raggiungiamo a piedi il nostro hotel che dista 10 minuti dal porto.Il tempo di sistemarci e cerchiamo subito di trovare un noleggio motorini.

Con 75 euro stavolta, abbiamo il solito 125 per i nostri 3 giorni a Naxos.

Naxos è troppo grande per i nostri pochi giorni, quindi dobbiamo assolutamente vedere il più possibile. Dopo una pita veloce, voliamo verso Apollonas in cerca della statua di Dioniso.

Apollonas dista quasi un’ora dal porto, la strada è ben asfaltata ma piena di curve a gomito che attraversano le montagne. Eppure il tragitto è piacevole, la strada continua a salire mentre ogni curva spalanca di volta in volta meravigliosi paesaggi sul mare. Ammiriamo la bellezza delle rigogliose  coltivazioni a terrazza e le manciate di case bianche che si scorgono di tanto in tanto.

Apollonas è un piccolo borgo marinaro e ospita il famoso Kouros. La statua che pare rappresenti Dioniso, è nascosta tra erbacce e massi. Sembra che il Dio degli eccessi e dei vizi sia stato lasciato lì, mezzo ubriaco, a dormire al fresco. Con la mia altezza non arrivo neanche al suo piede, è davvero un maestosità di circa 10 metri, in marmo liscio e chiaro.

Fargli una foto, non è abbastanza facile ma con un po’ di intraprendenza e follia Francesco riesce a scalare alcuni massi e immortalarlo dall’ alto.

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Come spesso accade sulle isole greche, le strade che cingono le montagne non sono illuminate, quindi prima che il sole cali torniamo verso il porto, anche perchè vogliamo vedere il tramonto in un luogo speciale che i greci chiamano Portara.

Avevamo visto Portara già dalla nave ed era meravigliosa ma vedere il tramonto da questo luogo magico è ancora più bello.

Portara è la Porta del tempio di Naxos e pare che fosse la porta del tempio di Apollo, alta circa 7 metri e completamente in marmo. Poco prima del tramonto il sito si gremisce di gente che non vede l’ora di godersi lo spettacolo e immortalarlo con smartphone e fotocamere. Da qui sembra che l’isola si divida a metà e ovunque lo sguardo si perde ad ammirare la bellezza di Naxos, perfetta da ogni prospettiva.

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Per la cena a Naxos c’è l’imbarazzo della scelta, i ristoratori invitano a provare le loro specialità di terra e di mare. I prezzi sono accessibili, tanti i sono i menu turistici e noi scegliamo il ristorante Capriccio. Le strade di Naxos la sera sono affollatissime e ogni locale sembra una scenografia, perfettamente allestita e decorata, dove trascorrere qualche ora magari sorseggiando un drink, gustandosi un pezzo di focaccia o mangiano un waffle come facciamo noi alla waffle house

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Antiparos, la grotta e il centro della città-giorno 2

Questa mattina visitiamo la meravigliosa grotta di Antiparos  che vanta di ospiti illustri dal 1700.

Essa è situata ai pendii del monte Ai Iannis, L’ingresso costa cinque euro e viene fornita una brochure,disponibile in varie lingue,al cui interno c’è tutto quello che c’è da scoprire su questa grotta che per di più si trova in in punto molto panoramico dell’isola.

Entrare in questa grotta profonda è un’esperienza incredibile, secoli di acqua hanno “ricamato” la pietra. Stalattiti possenti e lunghe la incoronano. Secoli di iscrizioni e incisioni  la rendono eterna.

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Lasciamo la cava ripercorrendo le infinite curve che portano nuovamente alla costa ma il percorso diventa per noi, di volta in volta, più lungo; non possiamo non continuare a seguire le stradine di montagna ripide e dissestate, scoprire nuovi scorci, fotografare le candide chiese arroccate e rivolte sempre verso il mare.

Quando torniamo al porto siamo curiosi di vedere a colori quel centro che avevamo visto illuminato dalle luci della sera. Il centro di Antiparos è una tavolozza bianca sporcata da pennellate di colori vivaci dal Magenta delle bouganville al verde acqua dei locali al blu tipico delle abitazioni greche.

 

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Il cuore del centro è il castello veneziano sui cui si può salire e godere della vista sulla grande chiesa bianca con la caratteristica cupola azzurra.

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Vogliamo trascorrere qualche ora in spiaggia e ci spostiamo nuovamente sulla nostra spiaggia caraibica preferita. Questa baia è così dolce che il tempo sembra scorrere lento e piacevole, mentre il sole bacia la spiaggia. Il fondale è poco profondo, riusciamo ad arrivare da una sponda all’ altra della baia in una ventina di munti e senza troppo sforzo.

Il tramonto stasera lo guardiamo da una montagna s picco sul mare, così con i piedi penzoloni e gli asciugamani per ripararci dalla forte umidità di quest’ultima sera.

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