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Ibiza- i cinque motivi per cui tutti si innamorano di quest’isola

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Ibiza

Ipnotica

Avevo sempre storto un po’ il naso quando la gente mi parlava di Ibiza: per uno stupido pregiudizio tutto  quello che riuscivo ad immaginare quando pensavo a questa isola era:alcool, droga, locali e poi insomma le solite cose che forse penseranno anche molti di voi. Onestamente non capivo perché tutti amassero Ibiza.Eppure dopo 10 giorni trascorsi nella Isla per eccellenza, ad oggi mi trovo a definirla Ibiza ipnotica.  Ipnotica per le strobo dei locali più alla moda, ipnotica per i tramonti che colorano il cielo oggi di rosa, ieri di viola e domani di rosso. Ipnotica per le calette in cui il vento accarezza il mare e quello stesso mare brilla come un smeraldo. Ipnotico è il lavoro degli artigiani dei mercatini hippie e il sorriso degli italiani che lavorano tra bar e Beach club. Potrei stare qui ore ancora a scrivere del perché quest’isola mi ha semplicemente stregata e Francesco potrebbe stare ore a ripetermi: “te lo avevo detto!” quindi ho deciso di raccontare o almeno provare a spiegare il motivo per cui Ibiza strega anche il più scettico dei viaggiatori.

  • Ibiza non è un’isola esclusivamente per i giovani: come avrete già letto spesso online, dipende tutto dal periodo in cui si decide di soggiornare nella isla e in quale zona.
  • Il turismo di Ibiza è in evoluzione: probabilmente tra qualche anno sarà una meta molto più costosa( attenzione,non che oggi sia particolarmente economica) questo perché ogni zona dell’isola sarà destinato ad uno specifico target che avrà a portata di mano tutto quello di cui ha bisogno.
  • L’isola è organizzata in modo tale che,nonostante la fortissima affluenza di turisti, ci sia sempre ordine e sicurezza per le strade e questo vuol dire, polizia, autovelox,ambulanze ad ogni angolo di strada.
  • Puoi scegliere ogni giorno chi essere e cosa fare: oggi potresti voler essere più sofisticato e voler mangiare a riva di mare in un esclusivo Bach club, domani potresti voler fare trekking tra il verde della parte nord di Ibiza e dopodomani scatenarti in un party-spettacolo dell’Amnesia.
  • Ecco forse questo sembrerà il motivo più banale ma le giornate ad Ibiza sono lunghissime, il sole tramonta intorno alle 21:30 e tutto scorre lentamente. Ci si sveglia con calma, si va in spiaggia dove tra tintarella e qualche tuffo, ci scappa un mojito, alle 16 c’è il pranzo ibizenco e poi siesta ovviamente. Mai perdersi un tramonto accompagnato da un cocktail e musica lounge e poi doccia a cena. Tutto cosi, senza stress, spensieratamente…come se la routine quotidiana fosse solo una triste e brutta abitudine e tutto ciò fosse meravigliosamente normale .

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le spiagge più belle di Cipro-spiaggia di Afrodite
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Le tre spiagge più belle di Cipro-Ad ogni turista la sua spiaggia

Anche se bellissima come moltissime isole greche l’isola di Cipro é spesso sottovalutata da molti turisti e vacanzieri che spesso la considerano una sorta di ripiego a mete più richieste, in voga e sovraffollate nei mesi estivi. In realtà Cipro é un’isola splendida dalla storia millenaria, protagonista di miti e poemi e dalla bellezza indiscussa. Se ancora non avete scelto la metà delle vostre vacanze estive, amate la Grecia e le sue fantastiche spiagge,vi diamo TRE buoni motivi per scegliere Cipro; abbiamo selezionato le tre spiagge più belle di Cipro, rappresentanti di tre tipologie di vacanze .

NISSI BEACH

Per gli amanti della Movida

 

Bellissima dal punto di vista naturale con il famoso isolotto di fronte ad essa che é possibile raggiungere a piedi attraversando un’acqua limpida e cristallina, Nissi Beach é conosciuta soprattutto per i club alla moda e trasgressivi. La spiaggia é affollatissima anche di famiglie anche se noi non la consigliamo per queste ultime: infatti dalle 12 cominciano beach party con Dj set che durano fino a notte fonda,c’è spesso l’elezione di Miss maglietta bagnata, flirt, costumi succinti, drink alcolici e balli hot. Uno dei capoluoghi della movida europea ma forse non particolarmente adatto ai bambini per i quali consigliamo invece spiagge altrettanto belle ma più tranquille.

Aphrodite Beach

Per coppie

Secondo la leggenda, su questa spiaggia nella località di Lemesos sarebbe nata la dea della Bellezza Afrodite, che come sapete é anche dea dell’amore e per questo la consideriamo una spiaggia d’obbligo per coppie…ma non solo ovviamente.

Sulla spiaggia di ciottoli si infrangono le onde di un mare trasparente e di un intenso blu. Simbolo dell’Afrodite Beach è il famoso scoglio di Petra Tou Romiou posto in mezzo al mare, culla della giovane Afrodite,faraglione che sorveglia la spiaggia. Aphrodite Beach é dotata di parcheggio e più punti di ristoro.

Blu Lagoon

Per amanti delle escursioni

 

Per noi é la spiaggia più belle di Cipro e si trova all’interno del parco nazionale di Akamas. Blue lagoon la consigliamo agli amanti della natura e delle escursioni perchè anche il tragitto per raggiungere questa sorta di riserva naturale è una vera avventura:per raggiungere la baia dovete affrontare a piedi un’escursione di circa un’ora e mezza oppure potete percorrere le strade selvagge e sterrate con un quod. Una volta arrivati vi innamorerete dell’acqua di questa piscina naturale. In più pare che nei pressi di questa baia ci sia la grotta in cui si sarebbero conosciuti Afrodite e Adone, per questo si dice che una sola goccia di quest’acqua possa essere un potente elisir d’amore. Da qui potete anche partire alla volta di escursioni lungo la costa grazie alle barche che ogni ora salpano dal Parco nazionale e vi portano alla scoperta di calette e baie appartate.

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Ravello e Minori- una domenica alla scoperta della bellezza Made in Italy

Sono giorni ormai che piove, il mese di maggio 2018 lo ricorderemo per questo tempo assurdo di acquazzoni. Il ricordo di un aprile dal caldo quasi estivo sembra ormai lontano, ci siamo quasi abituati a mettere l’ombrello in borsa. Ma se questo strano e pazzo maggio ci regala una domenica di sole, allora è meglio approfittarne. Non vogliamo assolutamente trascorrere una domenica pigra in casa mentre fuori ci sono quasi 30 gradi. Prepariamo un cous cous veloce, ci armiamo di reflex e partiamo per raggiungere uno dei nostri luoghi preferiti..la Costiera amalfitana.

Questa volta cambiamo un po’ itinerario, un po’ a malincuore rinunciamo alle nostre amate Positano e Amalfi e raggiungiamo incuriositi e anche abbastanza entusiasti la città della musica, Ravello.

Preferiamo arrivarci percorrendo il valico di Chiunzi; la strada tra i monti Lattari che si fanno ombra l’uno con l’altro, scorre lenta tra curve e tornanti. Seguiamo le indicazioni per Scala che ci porterà a Ravello in poco tempo evitando il traffico della strada sulla costa.

Ravello è una delle piccole perle di questa collana che impreziosisce la costa campana. È molto affollata, come spesso accade qui in costiera ci sono turisti da tutto il mondo. Il piccolo centro storico di Ravello è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, per questo anche è percorribile solo a piedi.

Parcheggiamo in uno degli affollatissimi parcheggi comunali a pagamento ( nel week end il prezzo è piuttosto salato, 4 euro all’ ora, ma ancor più salate sarebbero le multe). Grazie ad una scala si accede direttamente dal parcheggio al centro storico già affollatissimo.

Nei bar turisti stanchi e insofferenti al caldo di oggi si rinfrescano con gelati, macedonie o bibite fresche. Alcuni bambini corrono in questa grande piazza in cui, qua e là, ci sono fiori che colorano i candidi edifici.

Ai piedi del Duomo alcuni mangiano, seduti sulle scale mentre altri cercano la prospettiva adatta per fotografarlo.

Passeggiando tra le stradine di Ravello ci si perde a guardare i colori vivaci e caratteristici della tipiche ceramiche della Costiera, mentre da alcuni ristoranti arriva già il suono di forchette e piatti.

Gatti assonnati si rilassano al sole e si lasciano fotografare con disinvoltura o quasi indifferenza.

Arriviamo alla chiesa di San Bonaventura da Potenza…tra poco arriverà una sposa; ci sono dei sacchetti con del riso all’esterno della Chiesa e al centro di questa, un lungo tappeto bianco. Accanto, nel chiostro di San Francesco c’è una mostra con opere moderne di una nota casa d’aste.

Proseguiamo sotto questo solo che è sempre più forte ed illumina le ceramiche esposte dai negozietti e le mattonelle decorate su cui sono segnati i numeri civici.

Impieghiamo circa due ore per visitare Villa Cimbrone, gremita d turisti ma anche di coppie di futuri sposi che sognano questo luogo per le loro nozze.

Decidiamo di non mangiare in un Ristorante di Ravello, abbiamo portato con noi il nostro cous cous vegano e dopo esserci deliziati partiamo di nuovo alla volta di Minori.

Perché Minori? Perché non possiamo perderci una buona fetta di torta alla pasticceria di Sal de Riso. L’ultima volta avevamo visto Minori a Febbraio, in un giorno di pioggia: la spiaggia era nuda e i parcheggi semivuoti. Oggi invece é vestita a festa: ombrelloni e chioschetti la colorano, sembra una vecchia cartolina dell’Italia della dolce vita: glamour e simple Chic.

Ce la fotografiamo tutta, da ogni angolo e d ogni prospettiva.. ma ogni scatto é sempre meno bello del prossimo e poi ecco la foto che ci conquista: perfettamente imperfetta,non una grande prospettiva, persone che chiunque penserebbe rovinino lo scatto, colori troppo forti. Eppure a noi piace, sembra una cartolina: una di quelle cartoline vintage su cui scrivere in corsivo un saluto o una dedica veloce ma sincera, al tavolino di un bar mente la radio passa una canzone che piú o meno fa cosi : “la bella del giorno é nata qui é una bellezza Made in Italy…”

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Villa Cimbrone Ravello- una villa sull’infinito

La costiera amalfitana o semplicemente la Costiera come si dice qui da noi è uno dei nostri posti preferiti. Quando pensiamo ad un posto in cui rilassarci, quando pensiamo all’estate, al profumo dei limoni o al buon cibo ci viene in mente questa costa baciata dal sole a solo un’oretta di auto da casa. Raccontarvi della costiera è un po’ come entrare in intimità con voi tutti, perché è un po’ il nostro rifugio.Ravello è una delle perle di questa collana preziosa che impreziosisce la costa campana. Città della musica, così definita per il suo famoso festival, per noi è anche la città delle ville, ville storiche, con giardini rigogliosi , il cui profumo dei fiori e del mare inebria i visitatori che accorrono da ogni parte del mondo. Abbiamo scelto di visitare una delle ville più famose di Ravello, Villa Cimbrone. Villa Cimbrone ti costringe ad attraversare Ravello a piedi, a scrutare ogni angolino, ammirare le sue ceramiche e accarezzare i mille gatti della città. 

 

Villa Cimbrone non è una villa molto in vista come le altre, bisogna passare d’avanti alla chiesa di San Bonaventura da Potenza, le stradine di ristorantini panoramici e le casette affacciate sul mare. C’è un grande portone cinquecentesco aperto che ne segna l’entrata. All’interno la luce del sole inonda i giardini rigogliosi. Paghiamo il nostro biglietto e un po’ all’avventura esploriamo la villa. Alcune zone non sono accessibili perchè riservate all’ hotel di charme all’interno della villa.

Villa Cimbrone prende il nome dal promontorio su cui sorge e fu residenza ambita e amata in ogni epoca. Nel 1904 fu acquistata da un ricco e nobile britannico, Lord Grimthope, che la ristrutturò ma soprattutto si preoccupò di valorizzare gli elementi di arte classica e gotica presenti nella villa . In più oggi si può ammirare un mix perfetto creatosi nel corso degli anni, ovvero quello tra  lo stile botanico british e la vegetazione italiana.

Percorriamo la pergola del Viale dell’immenso ed è impossibile non alzare gli occhi per ammirare i timidi gligini che stanno per fiorire. 

I giardini di villa Cimbrone in questo periodo sono splendidi: non c’è angolo dove non ci siano rose dai colori pastello o più vividi, rampicanti e specie di fiori rari. Ci perdiamo ad ammirare la stanza delle rose, una distesa di colori e di profumo e qualche passo più in la ci ritroviamo nella Stanza del The, un giardino rettangolare, pieno anch’esso di splendide rose, in cui vi è un piccolo gazebo in stile moresco.

Qua e la sparse per tutto il giardino ci sono splendide statue in stile classico ma anche tempietti e piccole panchine su cui sono incise frasi in lingua inglese, come fossero dichiarazioni d’amore nei confronti di questo luogo.

Poi finalmente, vediamo la statua di Cerere e sentiamo che ci siamo, siamo di fronte ad una delle più belle viste del mondo:la terrazza dell’infinito. Essa è sicuramente il punto più noto di questa villa, non a caso c’è tantissima gente che scatta foto. 365 metri di terrazza affacciata sul Mare, una vista che oggi, con questo venticello che smorza l’afa , fa tremare il cuore. Una fila di eleganti busti settecenteschi adorna questa terrazza naturale da cui si vede il mare e i suoi tratti più limpidi, i fiori selvatici, i limoneti e le casette a strapiombo. Questa poetica terrazza è sicuramente il luogo più spettacolare di questa villa.  Gore Vidal la definì una delle viste più belle che avesse mai visto e sicuramente essa non avrà stregato solo l’artista statunitense; incantati da tanta bellezza furono Wiston CurchillE.M Forster e Greta Garbo che proprio qui convolò a nozze con Leopold Stowkowski.

Continuiamo a goderci la vista dal piccolo bar appena sotto alla terrazza, del resto abbiamo bisogno di dissetarci in questa giornata assolata, ma poi riprendiamo questa piacevolissima passeggiata tra mare, cielo e terra. Non molto dopo ci troviamo di fronte ad un’altra costruzione nota della villa: il tempio di Bacco, sostenuto da alcune impalcature in ferro. Da qui si gode di una vista bellissima sull’entroterra della costiera non sempre così apprezzato. 

Poco prima di lasciare la villa entriamo nel piccolo chiostro: si tratta di un piccolissimo cortile in stile arabo in cui sono peò è sempre ben visibile lo stemma di Lord Grimthope.

La nostra visita termina dopo circa 2 ore trascorse a passeggiare in maniera rilassata e spensierata in questi meravigliosi giardini mentre ci chiediamo come mai solo ora ne abbiamo scoperto l’ esistenza.

Se volete visitare villa Cimbrone vi diamo alcune info:

  • Non c’è parcheggio. La macchina va parcheggiata in uno dei parcheggi a pagamento del comune e il costo è di circa 4 euro l’ora.
  • La villa è aperta dalle ore 9 fino al tramonto
  • il costo del biglietto standard è di 7 euro
  • la villa è provvista di toilette

Vi consigliamo un abbigliamento leggero e scarpe abbastanza comode. Non dimenticate di portare con voi qualcosa da bere, in quanto il bar non esattamente economico. Potete anche scegliere si soggiornare all’interno dello splendido hotel e se proprio ve ne sarete innamorati allora sappiate che è anche un luogo gettonatissimo per le nozze.

 

 

 

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Un sabato a Punta Licosa e a Santa Maria di Castellabate

Sabato mattina. Una di quelle di mattine che amiamo, quelle piene di sole, quelle che profumano dello zucchero a velo su soffici cornetti appena sfornati.  Il giallo dei limoni risplende così come l’azzurro del mare. Dai giardini delle Residenze Tamara, si intravede in lontananza un faro. Lello ci spiega che per avvicinarci dobbiamo raggiungere una delle zone più belle del Cilento, Punta Licosa.

Punta Licosa, bella e misteriosa. Secondo la leggenda, la sirena Leucosia, si suicidò a causa di un amore non corrisposto; ella si gettò da una rupe e si trasformò in uno scoglio. L’isolotto dove sorge il faro invece sarebbe proprio quello in cui Ulisse si fece legare all’albero, per resistere al canto delle sirene.

Siamo piuttosto fortunati, in questo periodo si può accedere a questo tratto di costa anche in auto. D’ estate bisogna attraversare una meravigliosa e verdeggiante pineta, lasciando l’auto nel delizioso porto di San Marco. Tutto è perfetto qui. Ogni elemento contribuisce a costruire l’unicità e la bellezza di questo luogo: il susseguirsi di calette incantevoli, il fondale a tratti roccioso che si intravede sotto quest’acqua trasparente che brilla al sole e gli alberi danzanti, questi alberi quasi inginocchiati verso il mare.

La brezza leggera porta con sè il profumo della salsedine e quello della resina. Il paesaggio è una tavolozza di colori brillanti: l’acqua marina e il blu del mare, il bianco della sabbia e del faro in lontananza, il giallo di grosse mimose e una palette di nuance verdi della macchia mediterranea.

Ci spostiamo verso Santa Maria di Castellabate per il pranzo. Sono quasi le 15:00, siamo stati più del previsto a Punta Licosa per goderci il suono delle onde e il calore del sole. Fortunatamente i ristornati brulicano di turisti ancora seduti a tavola per gustarsi il pranzo d’avanti al mare. Scegliamo un discreto ristorantino sotto antichi portici, nel famoso molo delle Gatte. Il ristorante l’ Arcata è delizioso: vecchie reti di pescatori sono appese sui muri all’esterno, sui muretti maioliche decorate con colori vivaci, un appetitoso profumo di pesce fresco sapientemente cucinato.

La passeggiata sul lungomare è d’obbligo prima del tramonto. Scooteroni e motociclette parcheggiati fuori alle gelaterie, le palme che costeggiano la passeggiata, le risate dei bambini che giocano ancora sulla spiaggia e una distesa azzurra di barchette di pescatori. Non riusciamo quasi ad immagine questa che ora sembra una tranquilla località balneare, come un luogo sovraffollato di persone nei mesi di luglio e Agosto. Molti ristoranti sono chiusi come le insegne delle finestre di molti appartamenti. Non ci sono ombrelloni o lettini, non ci sono bancarelle di dolci o bijoux, non c’è musica latina, nè odore di crepes. Ci sono famiglie, ci sono bambini, ci sono ragazzi e ragazze che si godono un sabato di relax approfittando di questi 26°. Qui in questo momento è tutto tranquillo, rilassato, sereno, esattamente come questo splendido tramonto rosso  su questo mare verdeacqua.

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Week-end a Castellabate- il borgo del cinema

Avete presente il film di Claudio Bisio e Alessandro Siani, Benvenuti al Sud? Ebbene vogliamo portarvi sul megaset di questo film, campione di incassi…quindi Benvenuti a Castellabate!

Seguiamo sempre le uscite per Salerno.Oggi è una giornata meravigliosa, finalmente c’è il sole dopo giorni e giorni di pioggia, fa veramente caldo, sembra estate.

Prima di partire tantissime persone ci hanno chiesto se saremmo andati a Castellabate “di sopra” o Castellabate “sotto”. Ci veniva un po’ da ridere…in realtà Castellabate di sotto corrisponde alla zona vicino al mare, Santa Maria di Castellabate, la parte di sopra è propriamente il paese di Castellabate.

Ecco noi siamo proprio della parte “di sopra” di Castellabate, riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia. Siamo Ospiti delle Residenze d’epoca Tamara e ad attenderci al nostro arrivo c’è il simpatico signor Lello.

Lello è napoletano, trascorre 6 mesi della sua vita a Castellabate e altri 6 in Calabria, un po’nomade come noi. Ci fa subito sistemare nella nostra stanza, una bellissima depandance con vista sul mare e splendide maioliche azzurre sul pavimento. Non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo sistemarci velocemente e incamminarci verso il centro di Castellabate.

Il paese é silenzioso, c’è poca gente ma non mancano i turisti. Le strade sono spesso strette, ci sono ripide salitine e scalini piuttosto alti. Non abbiamo bisogno di mappe, Lello ce lo ha confermato, basta entrare tra i vicoletti che salgono e scendono e prima o poi si arriva alla piazza principale.

Come riconoscete la piazza? bè se avete visto Benvenuti al sud la riconoscete subito, ma non vi aspettate di trovarvi il famoso ufficio postale perchè qui, non esiste…in realtà quello che vedevamo altro non era che una gelateria, trasformata apposta per il film.

C’è un piccolo ristorantino ancora chiuso, con tavoli apparecchiati e fiori colorati, una vineria piccolina in cui assaggiare anche salumi e formaggi del Cilento, un piccolo negozio di souveniers. E poi una vista meravigliosa sui sconfinati campi verdeggianti, quelli in cui la terra sembra essere particolarmente generosa forse perchè da sempre accarezzata  dall’aria di mare.

Se siete curiosi di sapere dove sia la famosa lapide con l’incisione “QUI NON SI MUORE” di Gioacchino Murat, allora dovete dirigervi verso il castellovero e proprio.

Questa meravigliosa costruzione di pietra, regna sul paese e si affaccia su uno degli scorci sul mare più belli del paese. Paghiamo un solo euro per visitarlo e in un secondo siamo immersi nella storia marittima del Cilento. Resti di remi, ancore a anfore ci circondano mentre leggiamo attentamente la storia antica del porticciolo del paese.

Oggi il Castello dell’Abate accoglie mostre e opere di artisti, molti dei quali hanno realizzato miniature della città e dei suoi luoghi più belli e noti, ieri come oggi. C’è anche una mostra dedicata al cinema e una dedicata al grande Totò. A proposito di Cinema, sapevate che Castellabate è stato anche il set di altri film oltre a Benvenuti al Sud e Benvenuti al nord, il suo sequel? Qui sono stati infatti girati anche Noi credevamo diretto da Mario Martone e 11 metri, film-documentario prodotto da Rai Trade, con la regia di Francesco Del Grosso. 

Mentre passeggiamo per il castello e ci perdiamo a seguire paesaggi e piccoli cunicoli, la luce de giorno si affievolisce lentamente. Il tramonto ce lo godiamo dal balcone della nostra meravigliosa stanza.

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Palazzo Venezia-il luogo nascosto del decimo inferiore

Nel cuore del metro storico di Napoli, nascosto da un grande portone c’è un luogo incantevole… un tempo dimora di Nobili e segno di prestigio oggi é uno dei luoghi più famosi per mostre ed esposizioni, siamo a Palazzo Venezia.

Spaccanapoli é una delle zone più famose di Napoli, attraversa perfettamente il centro storico… una strada lunga e sempre affollata da turisti, napoletani e venditori ambulanti. Amiamo passeggiare per Spaccanapoli, osservare la gente e attraversare distrattamente i discorsi più disparati delle persone. Ci siamo appena gustati una fantastica pizza ( nel centro di Napoli non é difficile mangiarne una fantastica anche in posti non molto rinomati). Alle 15:30 puntuali siamo fuori Palazzo Venezia che ha appena riaperto i battenti dopo la pausa pranzo.

Il palazzo Venezia testimonia le relazioni politiche ed economiche tra la Repubblica di Venezia e il Regno di Napoli. Esso fu costruito intorno al 1412  per i consoli generali a Napoli.

La confusione che c’è in strada si interrompe bruscamente già nel cortile di fronte a questo grande edificio rosso pompeiano.Si dice che probabilmente la facciata centrale del cortile era l’ingresso alle scuderie. L’ingresso é gratuito e non vediamo nessun custode quindi cominciamo a salire le ripide scalette che portano verso l’interno.

Sui muri sono appese locandine di eventi passati e futuri poi, attraversato il piccolo bar da cui proviene un forte odore di caffè, ci troviamo all’interno di un rigoglioso e silenzioso giardino.

É un angolo di paradiso, non ci si ricorda neanche che siamo nel cuore pulsante di Napoli… la confusione, le risate, la musica degli artisti di strada sembra già un lontano ricordo. C’è un sole caldo che illumina il prato, il canto degli uccelli e il leggero cigolio di un dondolo bianco.Questo sarebbe il luogo perfetto per studiare o per lavorare ma anche per scrivere o disegnare… é tutto così perfettamente armonioso. In questo stesso giardino pensile è situata la casina pompeiana.

Nel 1816 Palazzo Venezia diventò proprietà dell’Impero austriaco e a questo periodo risalgono giardini e la casina pompeiana.
al suo interno ci sono tre campate intervallate da coppie di colonne doriche con sopra un grande timpano.

Il sole rende brillante il rosso pompeiano e riempie di luce le tende e la stanza in cui vi è un grande lampadario.

Ci allontaniamo per recarci nel piccolo cortile in alto. Un caffè nel silenzio di questo cortile che invita a rilassarsi e a godersi questa meravigliosa giornata napoletana.

Lasciamo il palazzo e in pochi secondi ci ritroviamo nuovamente nella confusione delle movimentate giornate napoletane. Andiamo via ma rimaniamo con quel desiderio di tornare in quel silenzioso composto e intimo magari con un quaderno e una penna per concentrarci e progettare nuovi viaggi o scrivere nuovi articoli nell’insolita quiete di questo angolo nascosto.

 

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Cristo Redentore di Maratea- sulla vetta del Monte san Biagio

Maratea è considerata una delle perle del Mediterraneo. Distesa sulla costa lucana,è uno paradiso nascosto che si raggiunge dopo strade tortuose mentre il Cristo Redentore veglia su di lei.

Abbiamo visto questa statua tante volte dalla costa, un puntino bianco, spesso avvolto dalla nebbia che cala ad una certa ora sul monte San Biagio. Ma questa volta abbiamo deciso di avvicinarci, vogliamo osservare il suo viso che molti considerano diverso da qualsiasi altra rappresentazione di Cristo.

Saliamo sul monte San Biagio con questo cielo che diventa sempre più rosso e questa lieve foschia che comincia a calare e diventa sempre più insistente.Le curve per arrivare in cima al monte sono piuttosto strette ma, a mano a mano che saliamo il panorama diventa sempre più bello. Maratea è splendida anche sotto un cielo che non sembra affatto clemente.

Alcune donne anziane salgono in cima al monte a piedi, sono devote a San Biagio e questo è il suo “cammino”.

L’ultimo tratto di strada, quello che ci condurrà ai piedi del Cristo Redentore è davvero suggestivo. La strada è letteralmente sospesa nel nulla, l’ asfalto appoggiato ai pilastri di cemento. Rallentiamo, sembra inevitabile… un po’ di impressione questa strada la fa.

A poco a poco ci ritroviamo nel grande spiazzo in cui parcheggiare l’auto che sembra quasi un’isola nel cielo. Sa qui è tutto piccolissimo, distese di verde e l’infinità del mare sembrano così lontani.

Non sappiamo perchè, forse per scaricare l’adrenalina, ma cominciamo a correre verso la statua che nel tragitto in salita, vedevamo sempre più vicina.
Le campane cominciano a suonare, sembra quasi che ci accolgano come vincitori. La statua del Cristo Redentore è lì,altissima,candida e con le braccia spalancate in un’eterna preghiera del “Padre Nostro”.

L’impasto di cemento e marmo con cui fu realizzata per volere dell’artista fiorentino Bruno Innocenti, rende questa statua liscia e bianchissima dal 1965.L’altezza considerevole, circa 21m, rende impossibile non alzare la testa per guardare il suo volto.

Quello di Maratea, è un Cristo diverso: è un Cristo giovane, senza barba, con i capelli corti, sembra quasi in età adolescenziale. Il suo volto è chiaro, nitido, perfettamente visibile

Le sue braccia sono aperte e rivolte verso l’alto, come fosse intento a ricordare a tutti la preghiera del Padre Nostro.

Alle sue spalle c’è un tramonto inaspettato per noi; con questa nebbia quasi non ci aspettavamo di riuscire a vedere il cielo che diventa rosso prima di far spazio alla sera.

Dovremmo andare via prima che faccia buio ma staremo ancora qui a goderci questo spettacolo immenso, la vastità di questo paesaggio costantemente abbracciato dal suo Cristo.

vista dal Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano
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Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano

Lunedì, purtroppo… ci tocca già andare via ma non subito. Abbiamo ancora tutta mattinata per goderci Matera e abbiamo scelto di perderci nella bellezza e nell’unicità del Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano. Colazione al bar e poi  subito in auto; il tragitto non è molto lungo, si tratta di circa 15 minuti. Ci ritroviamo in un piazzale molto grande in cui parcheggiare l’auto, recintato da una staccionata in legno. Scavalchiamo velocemente ed eccoci nel cuore antico di Matera. Di fronte a noi un immensità di grotte scavata nel tufo e sotto di noi la Gravina.

Noi,sempre poco prudenti, ci arrampichiamo tra le rocce per godere al meglio di tutto questo splendido panorama. Qualche gruppo poco distante canta accompagnato da una chitarra. Ragazzette che forse avrebbero dovuto essere a scuola, sono invece lì sedute sull’erba a raccontarsi chissà quali segreti. Tante coppie sorridono mentre si inquadrano con la fotocamera anteriore dello smartphone.

Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano
vista dal Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano
Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano 4

Ai nostri piedi scorre un lungo torrente, il cui letto di calce si fa strada nella Gravina di Matera mente l’inconfondibile paesaggio della Murgia Materana ci circonda, tutt’intorno. 

Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano 3
dettaglio del ponte tibetano che attraversa il canyon di Matera

Nel Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, ci sono 150 Chiese rupestri, databili nel periodo dell’alto Medio-evo. Esse accoglievano le tantissime comunità monastiche bizantine e benedettine. Entriamo e usciamo dalle grotte, ci arrampichiamo, sempre più in alto e poi di nuovo scendiamo.

Di fronte a noi i Sassi di Matera brillano al sole come piccole perle mentre gli usignoli attraversano il cielo cantando.

di fronte al parco regionale delle chiese rupestri di matera

Matera, è ormai tempo di salutarci…dobbiamo tornare a casa ma resteremmo qui ancora a guardarti, ammirarti, a passeggiare per le tue piccole stradine.

Piccola Matera, sei caduta, ti sei sporcata, sei stata abbandonata e dimenticata. Oggi sei una meravigliosa regina, con il tuo più bell’abito sei al centro dell’attenzione di tutti. Ti fai osservare, ti fai ammirare e ti offri a tutti coloro che si presentano al tuo cospetto. Oggi tu puoi vantarti del titolo di cui sei stata insignita: capitale europea della cultura 2019. Fatti valere, perchè sarai anche stavolta la più bella, la più forte, la più coraggiosa.

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paesaggio di Matera vista dall'alto
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Matera, silenziosa. Due giorni nella capitale europea della cultura il primo giorno

vista sui sassi di matera

Matera

Silenziosa

Cammini tra i sassi di Matera e hai l’impressione di essere in luoghi ed epoche sempre diverse.

Arriviamo intorno alle 19:00, é già buio ma le strade sono illuminate dai fari delle auto incolonnate nel traffico del sabato sera. In Piazzetta Pascoli c’è una parata per celebrare l’inizio del Carnevale e tante persone passeggiano mentre i bambini lanciano in aria coriandoli.

Sappiamo che dobbiamo trovare delle scale e seguire le indicazioni che portano a Sasso Caveoso. Con le valige non é facile, ma per fortuna ci siamo organizzati: bagagli leggeri e scarpe comode. Man mano che percorriamo le scale, ci allontaniamo dalla confusione della piazza e ci avviciniamo a un silenzio quasi sacrale,quello che caratterizza invece i Sassi.

Le luci dei lampioni qui sono più calde e fioche. Il silenzio si rompe ogni tanto con lo scroscio dell’acqua di una fontanella o con i discorsi di fine giornata di qualche anziano signore . Quando arriviamo al nostro b&b “Casa del sole” , il signor Felice, garbato e simpatico proprietario, ci mostra la nostra stanza e rimaniamo incantati dalla bellezza della vista sui Sassi illuminati, mentre la chiesa scavata nella roccia di Madonna dell’Idris domina l’intero paesaggio dall’alto.

Avremmo potuto usare aggettivi più scontati per descrivere in una parola Matera, aggettivi più utilizzati come quelli legati alla rivincita o al suo riscatto ma a noi è piaciuto sottolineare questo silenzio che caratterizza i Sassi. Ma non è un silenzio continuo, risate e passi lo interrompono di tanto in tanto. Gruppi di ragazzi affollano la città in questo sabato sera. I giovani provenienti anche da altre città vicine si divertono nei bellissimi locali scavati nel tufo e in quelli più moderni della città alta. Eppure il paesaggio rimane sempre così rigoroso: una scenografia singolare, pronta a trasformarsi in uno scenario perfetto per qualunque occasione, sia essa la scenografia di un film come i tanti girati qui, un bacio, un brindisi, una passeggiata malinconica.

vista sui sassi di matera
matera vista da piazza del duomo