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Santorini-il racconto di un sogno

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SANTORINI

Magica

Il nostro viaggio in alcune delle isole Cicladi  comincia in quest’isola che sembra il racconto di un sogno e questo sogno si chiama Santorini.

Voliamo con Volotea, una delle compagnie leader nel settore low-cost, abbiamo un volo diretto da Napoli che alle 21,30 ci porta dritti nel piccolo aeroporto di Santorini che abbiamo poco prima visto dall’alto, con le sue luci e le piscine illuminate.

Il nostro studio,Ancient Thera studio and restaurant, si trova Perissa, nota per la famosa Black beach e anche perché qui, oltre che a Kamari, si concentrano la maggior parte delle strutture turistiche più abbordabili per il pubblico medio. Ci arriviamo in taxi, le tratte da e per l’aeroporto costano 30 euro.

Ad accoglierci in questa struttura a gestione familiare c’è il proprietario,papà  di Margarita la reservation manager che avevo conosciuto precedentemente via mail. Il papà di Margarita, proprio come la figlia è disponibile e simpatico. Ci mostra la nostra stanza, una quadrupla semplice, con un letto matrimoniale e due lettini singoli, un angolo cottura, il bagno e un balconcino con la vista sulla grande montagna. Ci sentiamo ospiti attesi e desiderati: nonostante la semplicità dell’arredamento, tutto è stato abbellito con fiori e petali sui letti e asciugamani a forma di cigni.

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Non ci viene negata la possibilità di mangiare nonostante sia tardi, così proviamo subito un piatto tipico greco, soutzoukakia,ovvero delle polpette al sugo con prezzemolo e cipolla( immancabile nella cucina greca) accompagnati da patate fresche. La mamma di Margarita è la cuoca e la genuinità della signora si riflette perfettamente nei piatti che che cucina.

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Tour delle Cicladi- tra cielo, terra e mare

Lo diciamo sempre, la nostra non è mai una vacanza ma sempre e solo IL VIAGGIO. Per questo, abbiamo deciso di spendere i nostri 15 giorni di ferie estive in un mini tour delle Cicladi che completeremo in futuro finchè non avremo scoperto anche la più sconosciuta delle isole.

Del nostro tour nelle Cicladi, due isole le conoscete bene, una un po’ meno e l’altra è probabilmente sconosciuta ai più.

Due sono le sovrane indiscusse delle Cicladi una per il lusso l’altra per la movida, una è un’isola completamente diversa dal resto delle Cicladi e un’altra ancora è  quella in cui ti senti a casa e non ti manca niente.

Il nostro itinerario prevedeva: Santorini, Antiparos, Naxos e Mykonos e abbiamo scelto settembre per affrontare questo tour: Settembre ci ha permesso di utilizzare un budget più basso rispetto a quello che avremmo dovuto investire negli altri mesi estivi ma soprattutto, il flusso di turisti era nettamente inferiore e questo ci ha permesso di goderci tranquillamente ogni singolo luogo.

Perchè queste isole?

Volevano scoprire se c’è veramente della magia a Santorini, se a Mykonos la movida è davvero così folle. Volevamo trovare un paradiso incontaminato nel mare Egeo , ritrovare della storia e della mitologia anche tra belle spiagge. Volevamo ritrovare la Grecia quella delle isole, del mare sconfinato,  della terra aspra, delle baie ventilate e forse… ci siamo riuscisti.

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Safari in Repubblica Domenicana- tra zucchero e rum

Terza escursione, forse la più insolita; il nostro amico, Gabriele il Toscano, colui che organizza le nostre escursioni l’ha soprannominata Safari.

Cosa ci aspetta alle otto del mattino fuori da nostro resort? Un pulmino fuoristrada  in perfetto stile Safari è una guida simpaticissima dai capelli lunghissimi che sembra un vecchio indiano d’America, poliglotta e canterino.

La nostra visita comincia dalle immense piantagioni di canna da zucchero che ricoprono Santo Domingo; esse vengono tagliate con un machete e aperte di modo da farCi assaggiare il sapore vero dello zucchero.

La canna da zucchero é dolcissima, un succo zuccherino e scoppiettante che, come al solito, viene accompagnato da un bicchierino di rum.

Scopriamo che, a lavorare le piantagioni di canna da zucchero sono in realtà le persone di Haiti che dopo il terremoto del 2010 di sono trasferite in Repubblica Dominicana.

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Lo stato in cambio della manodopera fornisce loro casa ed educazione per i bambini. Tuttavia le case fornite altro non sono che baraccopoli vicino ai campi di canna da zucchero. La gente qui é poverissima ma ci saluta e non chiede e non vuole niente, basta scambiare qualche parola per avere in cambio benedizioni e sorrisi.

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A proposito dei bambini, visitiamo anche una scuola. I bambini indossano delle divise con polo azzurra e gonnellino beige per le femminucce, calzoncini per i maschietti. Ci aspettano con ansia e noi non vediamo l’ora di dar loro caramelle e quaderni.

In realtà ci aspettavamo una situazione molto più drammatica; la scuola in cui siamo è dislocata tra più edifici e molto pulita ma come spesso accade, forse c’è un po’ di business che approfitta della tenerezza che suscitano i bambini. Stranamente all’ingresso della scuola c’è una bancarella di caramelle che attende i turisti, la cosa ci sorprende e ci lascia un po’ interdetti.

Tuttavia i bambini sono teneri come quello di ogni posto del mondo; ci guardano, studiano i nostri vestiti, cellulari e fotocamere, qualcuno é attento ai movimenti di dollari quasi come desiderasse una banconota piuttosto che un biscotto e forse sarebbe di quello,che avrebbero veramente bisogno a casa. Giochiamo e parliamo con i bambini, sbagliando scattiamo qualche foto con loro.. ma questa é un’altra riflessione.

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Seconda tappa del nostro Safari é in maneggio; se vuoi vivere da dominicano devi anche saper cavalcare o almeno provarci.. io ci provo ma credo che me la cavo meglio ad andare a piedi. In compenso il figlio del proprietario di circa dieci anni, cavalca il suo stallone, divertito e sicuro di se.

In questo luogo é possibile osservare anche le piantagioni di tabacco e la cosa ancor più interessante é osservare la lavorazione dei sigari fatta davanti ai nostri occhi da un simpaticissimo dominicano che ne regala qualcuno, si mette in posa per le foto e ci invita a farne qualcuna con lui.

Nello spaccio di questo luogo si vendono prodotti locali come i sigari, il Ron Barcelo, ovvero rum dominicano e la Mamajuana.

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La mamajuana é un prodotto tipico, un intruglio di rum, miele e 17 radici diverse messe a macerare ; i dominicani lo credono afrodisiaco, noi lo troviamo pesantissimo e buonissimo.

Il Safari continua e stavolta ci porta alla casa de Maria una piccola azienda familiare con interessanti produzioni: dalla frutta al cacao, dallo zucchero al caffè.
Ogni prodotto ci viene fatto assaggiare ed é buonissimo, il caffè é molto scuro ma non particolarmente amaro, il cioccolato é divino così come la frutta.

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Il Safari prosegue e se non ci fossimo saziasti abbastanza con gli assaggi ora c’è un pranzo con piatti tipici domenicani in un ristorante molto caratteristico, in cui le cameriere indossano abiti tipici, bellissimi, con i colori della bandiera domenicana.

La guida decide di portarci in un luogo non molto distante dal ristorante per mostraci uno dei veri problemi della Repubblica Dominicana. Lì vicino, c’è  il letto di un fiume che doveva essere piuttosto grande ma che purtroppo a causa della siccità é completamente prosciugato. I cambiamenti ambientali sono diventati il cruccio dei paesi caraibici, che vivono di turismo e agricoltura, quest’ultima però a causa della siccità é messa praticamente in ginocchio.

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Nell’ultima tappa del nostro Safari ci ritroviamo in città, alla chiesa de nuestra señora di Altagracia, uno dei luoghi di culto più affollati dell’isola e non dimentichiamo che i dominicano sono in prevalenza cattolici e anche molto praticanti.
La basilica che fu eretta durante il papato di papa Paolo Giovanni  XXIII, é la più grande dell’isola. La chiesa é molto moderna e avanguardistica, con grande percentuale di cemento nella sua architettura, ma la luce che filtra dalle vetrate riesce a rendere la chiesa molto calda. All’interno é custodita una teca con l’immagine della vergine e oltre ai turisti ci sono molti dominicani in fila per pregare pochi secondi dinnanzi ad essa.

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Saona-l’isola che hai sempre sognato

La nostra seconda escursione è stata all’isla Saona, il cui nome sicuramente vi suonerà familiare per vari motivi.

Cominciamo a raccontare l’origine di questo nome; avrete notato sicuramente l’assonanza con  la città italiana di Savona, in Liguria. Fu l’esploratore genovese nostrano, Cristoforo Colombo, che scoprì l’isola e la battezzò Saona, come tributo ad uno dei suoi uomini e suo amico, originario della città ligure.

Ancora oggi quest’isola di 400 abitanti e poco più, è gemellata con la nostra Savona la quale ha donato il generatore di corrente, l’unico dell’ isola.

Avevamo letto tantissimo su Saona, recensioni, post su blog e racconti di viaggio. Sapevamo che era stata scenografia di film e spot pubblicitari, ma non pensavamo fosse veramente così bella.

Approdare a Saona vuol dire, essere catapultati su una di quelle isole da cartolina, quelle che non pensi possano esistere davvero.

Ad attenderci alla spiaggia Canto de la playa c’è un piccolo amico a quattro zampe ma non è il solo; granchietti e tafani ci pizzicano continuamente, ma in fondo sono loro i proprietari dell’ isola.

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Le palme di Saona sembrano differenti da quelle viste fino ad ora, probabilmente perchè molto fitte.Come isola è sicuramente più “addomesticata” della bella Catalina ma l’opera dell’uomo non è stata affatto invadente, anzi tutto si sposa perfettamente con la natura dell’ isola.

Non riesco a smettere di fissare i veli colorati, fissati alle palme, che ci riparano dal sole. Si muovono sinuosi quando il vento respira dolcemente e il sole fa risplendere i loro colori, è veramente un sogno.

Anche qui, lo snorkeling è molto soddisfacente, non ci si stanca mai di questo mare; il tempo di asciugarsi sulla sabbia bianca farinosa e poi di nuovo la maschera.

In quest’isola facciamo una scoperta meravigliosa: c’è un uomo che si prende cura delle uova di tartaruga e delle tartarughe neonate finchè non saranno pronte per il mare aperto.

L’uomo ci racconta che le tartarughe depongono le uova sempre nel posto in cui esse sono nate; Tuttavia le loro uova sono cibo prelibato per gli uccelli ma anche per gli uomini, infatti alcuni dominicani le mangiano, credendole afrodisiache.

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Queste tartarughine sono piccolissime e dolcissime, l’uomo ci insegna a prenderle di modo che non si stressino e ce le lascia fotografare, a patto di non stancarle.

Anche a Saova, siamo accompagnati da Popeye e Beppe che ci fanno scoprire un luogo veramente magico. Lungo le coste di Saona, si può assistere ad uno spettacolo della natura mozzafiato: atolli a pelo d’acqua e vere e proprie piscine naturali. In questi luoghi l’ acqua è calda a causa del sole cocente ma lì dove ancora riusciamo a toccare, ci rendiamo conto che non siamo soli. Qui, a farla da padrone, sono delle meravigliose stelle marine giganti.

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Quello che apprezzo di più è l’ amore e la gelosia dei dominicani per la loro terra; ci dicono di rimanere lì quanto vogliamo per fare il bagno, sorseggiare rum, ballare e fotografare le stella marine ma ci pregano di tenere le stelle sempre a pelo d’ acqua per evitare che muoiano al sole.

Non c’è niente da dire, da obiettare o commentare, si fa quello che ci chiedono. Posso solo apprezzare la preoccupazione di Beppe che nonostante si diverta ha sempre un’occhio vigile, per accertarsi che le sue stelle stiano bene.

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Catalina-isola selvaggia per la prima escursione

La nostra prima escursione in Repubblica Dominicana è allisola Catalina. 

Catalina è una splendida isola selvaggia, situata tra l’azzurrissimo mare dei Caraibi e il blu profondo dell’oceano Atlantico.

Ci accompagna Beppe, una guida dominicana simpaticissima che parla quattro lingue e più, insieme al silenzioso “Popeye”, il capitano della lancia che ci accompagnerà in tutte le escursioni.

Non siamo soli, siamo in un gruppo di argentini, italiani e francesi..non so come sia possibile ma ci capiamo tutti, abbiamo tutti paura della lancia che corre nel mare e ridiamo sotto l’ effetto della vitamina “R”…cos’è? bhe ovviamente rum e qui è IL RUM, quello buono!

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Poco prima di avvicinarci all’isola, Popeye ferma la lancia e ci mostra con orgoglio il “suo” mare trasparente, così trasparente che riusciamo a vedere nitidamente la barriera corallina, i pesci colorati e piccole meduse trasparenti. Lo snorkeling è bellissimo ma anche pericoloso: la nostra barca è ferma proprio al confine tra le acque trasparenti e nitide e lo strapiombo nero e misterioso, da 10 a 40 metri in poche bracciate.

Le regine di Catalina sono le palme altissime e strapiene di cocchi; I domenicani li raccolgono e li vendono per pochi euro, insieme all’olio di cocco ma anche alle aragoste appena pescate. In più, su quest’isola le palme sono veramente uno dei pochi luoghi di riparo dal sole, l’unico posto in cui abbiamo goduto di un po’ di fresco dai 35 gradi delle 10 del mattino.

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Chi sceglie Catalina, generalmente la apprezza per lo snorkeling perchè la barriera corallina è immensa e la varietà di pesci, coralli e piante marine è vastissima. Noi abbiamo avuto la fortuna di “incontrare” due grandi razze che nuotavano pacificamente sul fondo, circondate da una miriade di pesci di ogni colore.

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Lo snorkeling qui è adatto praticamente a tutti: agli esperti, ai non esperti, a coloro che lo praticano per la prima volta e addirittura ai bambini; si perchè anche a riva c’è una grandissima varietà di pesci coloratissimi, per cui anche i bambini si divertono particolarmente.

In un’isola quasi deserta, ci meraviglia un po’ trovare un piccolo mercatino locale ma i commercianti sono simpaticissima e vale la pena anche scambiarci solo due parole e qualche risata.

Purtoppo, Catalina è un’isola deserta solo fino ad una certa ora perchè poi comincia ad affollarsi di turisti e, da spiaggia selvaggia, si trasforma in spiaggia all’italiana, tra urla, cibo, rum e gente che tenta fotografie sulle palme in pose circensi che spesso finiscono con rovinose cadute.

Ad ogni modo, ci godiamo il pranzo con Beppe, Popeye e la nostra piccola compagnia all’ombra di un gazebo di legno e ci godiamo i buonissimi fagioli neri, carne alla griglia e un vento leggero che di tanto in tanto rinfresca l’aria e scuote elegantemente le chiome delle palme…

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Museo Egizio di Torino-un po’di Egitto qui in Italia

Se siete di passaggio nell’elegante e signorile città di Torino dovete assolutamente visitare un posto magico: il museo egizio. In questo luogo potrete fare un notevole salto spazio-temporale che vi porterà agli albori della civiltà egizia, per ammirare il suo eterno splendore.

Il museo, con le sue luci soffuse, gli allestimenti minimal e moderni, è situato in uno degli edifici più belli e antichi della bella Torino,il seicentesco Palazzo dell’Accademia delle scienze, sede anche dell’omonima accademia.

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All’entrata del museo, sarete invitati a riporre le vostre borse in alcuni armadietti ma potrete introdurre tranquillamente reflex e cellulari.

La cosa più importante ed estremamente utile sono le videoguide che vi permettono di scegliere il percorso completo o quello veloce, a seconda del tempo che avete a disposizione.

Noi vi consigliamo però di dedicare una mezza giornata solo ed esclusivamente al museo perchè ne vale la pena.

Il percorso parte proprio da questo piano e la prima cosa che  vi sbalordirà sarà sicuramente il Papiro di  Iuefank, un libro dei morti di 18 metri.

Da qui passiamo al secondo piano direttamente.

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Il secondo piano è organizzato in maniera piuttosto precisa:

  • Antico Regno
  • Medio Regno
  • Nuovo Regno

Ancora, Tomba degli Ignoti e Tomba di Iti e Neferu, quest’ultima particolarmente evocativa, attraverso una serie di dipinti fatti realizzare dalla coppia nella loro cappella funebre. Non solo ricordi di vita, ma ricordi di tutto quello che di più bello i due avevano visto insieme. I dipinti poggiano su Pilastri, intervallati da monitor che proiettano le acque del Nilo.

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Dopo questa passeggiata. si scende al primo piano che ospita moltissimi ambienti diversi i quali ospitano pezzi di collezioni, anch’essi ordinati secondo criteri ben precisi:

  • Epoca tarda
  • Epoca Tolemaica
  • Epoca Romana e tardo antica

Poi c’è una sala dedicata ai Papiri, una ai Sarcofagi, una alle Regine e infine la meravigliosa tomba di Kha e Merit.

Kha, fu una personalità importante dell’ Egitto, un architetto la cui tomba fu stata ritrovata intatta a Deir el Medina (per la quale è dedicata una sala apposita nel museo che contiene molti dei reperti ritrovati nella località) dall’egittologo Ernesto Schiapparelli.

Nella Tomba è stato ritrovato il corredo funebre anche della moglie Merit.

 

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Al piano terra del museo la magia che si respira in tutto l’edificio, diventa più forte e più intensa attraversando la  Galleria dei re. Statue e sfingi altissimi, perfettamente illuminate dominano l’intera sala in penombra che non necessita di altro elemento o ornamento.

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Tra le sfingi presenti, una è particolarmente famosa e pare si trovasse all’ingresso della splendente città di Tebe.

Collegate alla Galleria ci sono il Tempio di Ellesjia e la sala Nubiana.

Il tempio, uno dei più antichi della Nubia, fu donato dall’Egitto all’Italia, grazie all’opera di salvataggio a cura del museo, in quanto il tempio rischiava di essere sommerso dal lago Nasser.

La sala Nubiana è di conseguenza dedicata esclusivamente ai ritrovamenti in Nubia.

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In ogni sala vi stupirà l’opulenza delle decorazioni, gli intarsi preziosi nel legno pregiato dei sarcofagi e la visibile evoluzione dello stile da un’epoca all’altra. I papiri, così fragili apparentemente, tanto da sembrare friabili, hanno conservato per secoli storie e miti di una civiltà la cui presenza è un “graffio” nella storia, di quelli che lasciano il segno, quelli che diventano una peculiarità, un tratto distintivo.

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Attraversando tutto il museo,percorrendo ogni sala, sembra che, l’antico Egitto, i Faraoni, le regine, gli scribi, gli schiavi siano proprio lì e che sfingi, piramidi e sarcofagi, si  scrollino di dosso la sabbia del deserto per raccontare storie, vite, guerre e feste.

Il museo è una perla della nostra Nazione, adatta agli esperti, agli appassionati,agli studenti ma consigliata e adatta anche ai bambini o a coloro che sono solo di passaggio a Torino.

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Lasciare Torino senza far visita al Museo Egizio, vuol dire quasi mancarle di rispetto, data l’ antichità del museo e la sua fama a livello mondiale, ma vuol dire soprattutto privarsi di un’esperienza indimenticabile di pura magia.

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Il costo del biglietto intero è di 15 euro.

I bambini fino ai 5 anni non pagano l’ ingresso, mentre fino ai 14anni, pagano 1 euro.

Il costo del guardaroba è di 1 euro.

Potete anche prenotare visite guidate per gruppi e acquistare i biglietti on-line sul sito ufficiale a cui vi rimandiamo anche per altre info:

www.museoegizio.it

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Cirò Marina-viaggio emozionale in un paesino della Calabria

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In realtà non  so bene se sia o meno fondata questa diceria secondo cui i calabresi sarebbero testardi, fatto sta che non trovo aggettivo migliore per descrivere Cirò. La Calabria, con questo suo territorio un po’ ispido e un po’ selvatico, sembra essere una terra quasi “scontrosa”, come volesse preservare, dall’occhio del turista di passaggio, i suoi scorci e i suoi mari incantevoli.

Già perchè la corteggiano sia il mar Tirreno che il mar Ionio e questo è il versante che preferiamo, quello su cui si distende Cirò Marina.

Le spiagge di sassi, sembrano sottolineare sempre più il carattere di una terra selvaggia e riservata e custodiscono un mare azzurro, cristallino, accarezzato sempre dal vento.

Il nostro viaggio in Calabria è stato piuttosto travagliato e tortuoso, causa macchina guasta e un piccolo problema personale alla pelle, dovuto allo stress e questo ci ha costretto a non poter fare il nostro solito viaggio on the road, fermandoci a Cirò Marina

Eppure abbiamo deciso di non rinunciare a raccontarvi qualcosa su questa terra, perchè emotivamente ti prende, ti fa suo, ti strega…per questo se eravate in cerca del nostro solito post di viaggi, dettagliato e preciso, il nostro incontro finisce qui..perchè questo è un viaggio emozionale e sensoriale nella piccola Cirò.

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Forse nessuno vi ha mai parlato del cielo della Calabria, chi mai si incanta di fronte al cielo se poi ci sono spiagge bianche e palme altissime a rubare la nostra attenzione.

Il cielo della Calabria, sul versante su cui giace Cirò ha un carattere forte come tutta la sua terra: i temporali sono violenti,i fulmini che si gettano nel mare illuminano completamente l’orizzonte mentre i tramonti sono ipnotici, calmi ma decisi nei loro colori.

 

La luce illumina il mare in maniera così pittoresca tanto da segnare una linea netta tra un blu profondo e mediterraneo e un verde acqua quasi caraibico.

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Le spiagge di sassi bianchi sembrano sono la cornice perfetta di un mare limpido e allo stesso tempo scontroso quando agitato e custodiscono gelosamente conchiglie di ogni forma e colore. Anche il verde della vegetazione è un verde deciso, rigoglioso, orgoglioso di mostrarsi in tutta la sua fecondità.

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A Cirò  tutto è deciso anche sapori e profumi: è tutto perfettamente piccante, perfettamente cotto, perfettamente forte: dal formaggio al vino fino alla più famosa nduja.  In più Cirò Marina è sicuramente famosa per l’omonimo vino DOC che è uno dei più conosciuti e apprezzati.

Cirò è una realtà molto piccola, un paesino di abitudini e volti conosciuti che però, d’ estate si riempie di famiglie e bambini che popolano spiagge, case, feste di paese e campeggi. Eppure la vita non cambia, i prezzi rimangono quelli convenienti,quelli del paesino, il pane è sempre fresco e croccante, la pasta fresca rimane la migliore e la salsiccia di maiale è quella più forte e più piccante, perchè così deve essere.

Se siete a  Cirò, organizzate un meraviglioso itinerario Eno-gastronomico e una tappa consigliatissima sono le Cantine Senatore , ove sarà possibile visitare le cantine,ricevere consigli sugli accostamenti con le pietanze e assaggiare una pregiata selezione di vini. Il tutto anche accompagnato da assaggi di salumi e formaggi.

Sono le cose improvvise, le situazioni scomode, le circostanze insaspettate che spesso destano in noi più curiosità, più attenzione per quello che ci circonda.. e di nuovo riscopriamo la bellezza di tutto quello che è intorno a noi e ci innamoriamo nuovamente delle cose semplici.

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Prenotare un viaggio low cost-consigli per viaggiare risparmiando

Prenotare ma prima risparmiare

Viaggiare è forse una delle cose più belle al mondo, una passione immensa… ma come tutti gli hobby più belli, è anche molto dispendioso e con i tempi che corrono non è affatto facile dedicarsi a ciò. Anche per noi spesso è difficile organizzare il nostro prossimo viaggio quando c’è il lavoro, l’ assicurazione sull’ auto da pagare e altre piccole e grandi spese. Però vogliamo darvi alcune dritte per prenotare in maniera più economica. Cominceremo con questi semplici consigli per poi svelarvi via via qualche altro trucchetto, per questo, rimanete connessi…

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Monitora continuamente i siti delle compagnie aeree, da desktop o tramite le app, spesso possono esserci errori di prezzo che durano poche ore e sono l’occasione ideale per prenotare. Cogli al volo anche promozioni delle varie compagnie e non dimenticare che carte come quella MILLEMIGLIA di Alitalia posso aiutarti ad accumulare miglia da utilizzare in futuro.

Piccolo trucco: naviga sui siti di prenotazione voli e strutture con la navigazione in incognito, di modo che i risultati non siano falsati dalle statistiche sulle tue ricerche

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Utilizza le app per prenotare voli, treni,alberghi o ristornati. Se la prenotazione viene effettuata dall’ app spesso viene riservato un 10%-20% di sconto oppure condizioni particolarmente vantaggiose.

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Sappiamo che è difficile, ma se puoi prenota le tue ferie estive a giugno o settembre che ti faranno risparmiare un bel po’di soldi. Altrimenti puoi, anzi DEVI prenotare con molto anticipo strutture o pacchetti; si, è rischioso ma il prezzo sarà super conveniente.

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Tutte le escursioni, itinerari e mete che vorresti visitare, puoi prenotarle già dall’Italia. Ad esempio spesso su forum come quello di tripadvisor  puoi trovare topic in cui i viaggiatori si scambiano informazioni su tour operator locali e persone del luogo che si prestano gentilmente e a prezzi abbordabili a farti da guida. Cercali, contattali e prenota da qui le tue escursioni. Evita assolutamente quelle organizzate dagli hotel, dai resort o dai grossi tour operator perchè spesso hanno veramente prezzi esorbitanti.

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Tieni d’occhio anche il tasso di cambio in modo da poter acquistare la moneta che ti interessa per il tuo viaggio ad un tasso favorevole e questo sarà un altro punto a tuo vantaggio.

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Valuta di prenotare anche appartamenti o B&B. Esitono moltissimi siti famosi come airbnb o scambiocasa in cui trovare recensioni sugli immobili e i proprietari. In più puoi prenotare appartamenti bellissimi e di lusso se prenoti in gruppo… la quota che sarà bassissima.

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Non dimenticare che in Italia puoi sfruttare i tantissimi siti che mettono a disposizione coupon e sconti ad esempio Groupon, Groupalia. Noi li usiamo spessissimo per prenotare spa, ristoranti, gite in barca o week-end fuori porta. E non dimenticare che festività o compleanni possono essere un’occasione ottima per ricevere in regalo degli Smartbox;prova a consigliarlo quando vedi gli amici e i parenti un po’ indecisi su cosa regalarti a Natale.

Quali sono i tuoi segreti per prenotare bellissimi viaggi a prezzi straciati? Hai dritte e consigli utili che potremmo inserire in questo articolo? Faccelo sapere nei commenti!

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Dieci cose da fare a Creta-spiagge, cibo e cultura

In queste settimane via abbiamo parlato del nostro viaggio a Creta, quindi abbiamo deciso di regalarvi un’infografica e una lista di dieci cose da fare assolutamente a Creta , per godervi questa esperienza al meglio: luoghi, cibi, attività, tutte cose semplici ma che porterete sempre con voi quando ripenserete a Creta

Vivete

la Capitale Hiraklion sia di giorno che di sera. Visitate ogni angolo di questa città per scoprire la parte più frenetica della vita dei Cretesi, mangiate nei ristorantini di pesce, camminate per le vie e fate shopping. Fate colazioni abbondanti dei bar delle pittoresche viuzze che troverete se vi addentrate nella parte più antica. La sera godetevi passeggiate nei negozi di souvenirs e scovate i lounge bar e le discoteche più trendy della movida cretese.

Guidate

fino alla spiaggia rosa di Elafonisi. Scattate le foto più belle sulla sabbia rosa e tuffatevi con gli occhi aperti nel mare cristallino di questa spiaggia. Mi raccomando non cedete alla tentazione di portare con voi della sabbia rosa: come è giusto che sia i Cretesi sono molto gelosi di questa spiaggia, formatasi con il tempo e non dimenticate che, ad esempio in Italia è proibito e comunque sia sarebbe una forte mancanza di rispetto, la natura non ci appartiene.

Bevete

un bicchierino almeno di Raki, dopo il pasto o la sera ma mi raccomando non esagerate perchè ha una gradazione alcolica altissima.

Esplorate

Balos, li dove le correnti si incontrano e una lingua di Sabbia bianca le separa. Il viaggio per arrivare in questo luogo sarà piuttosto complicato sia per terra che per mare ma veramente…stupitevi davanti alla natura selvaggia e impetuosa.

Visitate

il palazzo di Cnosso e stupitevi di fronte all’immortalità della storia. La cultura Cretese è stata fondamentale per lo sviluppo della civiltà: conoscitori del mare, esperti dell’ agricoltura, estimatori di mosaici e pittura raffinata, precursori della moda, i Cretesi furono di esempio per molte civiltà del passato e intorno al Palazzo di Cnosso, si tessero miti e leggende.

Indossate

la maschera e tuffatevi senza paura alla scoperta del mare cretese. Pesci colorati e coralli che il mare Mediterraneo custodisce gelosamente vi aspettano; non perdetevi per niente al mondo questo aspetto dell’isola.

Rilassatevi

senza alcun rimorso o senso di colpa ad Agia pelagia. Ecco una delle dieci cose da fare che piacerà a molti; Bevete un mojito guardando il mare color smeraldo, abbandonatevi alla brezza che caratterizza questa baia e lasciate che il sole possa dorare la vostra pelle (con la protezione solare ovviamente!) Osservate l’ alba e il tramonto, affittate una moto d’ acqua o mangiate una bella insalata greca in uno dei ristorantini a picco sul mare..insomma rilassatevi!

Divertitevi

nella vita sfrenata e trasgressiva di Hersonisson. Anche se non siete amanti della confusione e delle discoteche, trascorrete almeno una notte tra musica, luci, suoni e qualche schiamazzo di chi forse ha bevuto un goccio di troppo. La movida cretese, contrariamente a come si crede, non ha nulla da invidiare a quelle di città più famose per la vita notturna.

Mangiate

uno yogurt greco e anche più di uno… Potete rinunciare alla feta, all’insalata greca e alla moussaka( anche se non sapete cosa vi perdete) ma no, lo yogurt greco dovete assolutamente provarlo, magari con un condimento diverso ogni giorno.

Passeggiate

a Retimo e trascorrete almeno una giornata in questa città dalla mattina alla sera.Scoprite e visitate quanto più potete e rimanetevi fino a tardi, vi stupirete delle meraviglie nascoste e dall’armonia che regna nelle strade. Scegleite questa città anche per comprare cartoline, souvenirs e altre cose carine che porterete con voi al ritorno.

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Kitchen ricette

Mangiare a Creta-tutto quello che di buono troverai

Mangiare a Creta:

Gusto e tradizione a prezzi piccoli

La cucina cretese, più che altro, comprende i piatti più tipici della tradizione greca, per intenderci quelli più famosi, spesso rivisitati da alcuni ristorantini e taverne ma sempre in linea con i sapori classici; questi comprendono quindi cipolle, cetrioli, aglio, formaggi e spesso spezie. Crediamo che la cucina greca sia una delle più buone e variegate, in quanto comprende sia piatti a base di pesce che quelli a base di carne per cui sarà facile accontentare il palato di tutti. In più mangiare a Creta, così come in tutta la Grecia, è veramente economico non solo per la parte street food ma anche in ristoranti veri e propri. Vediamo quindi questa carrellata di piatti cretesi/greci che abbiamo gustato e che potrete (anzi DOVETE) assaggiare anche voi:

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Souvlaki

è lo spiedino più famoso della Grecia e raccoglie vari tipi di carne dall’agnello alla salsiccia di maiale. Generalmente è accompagnato dalla nota salsina tzatziki oppure dalla salsa allo yogurt. Immancabili sono le verdurine come pomodori e cetrioli ma anche la cipolla, molto utilizzata nella cucina greca. Noi vi consigliamo di mangiare questo spiedino come spuntino veloce e sostanzioso quando trascorrete l’intera giornata fuori casa, tanto troverete sempre qualcuno sulla strada che li prepara da asporto.

Moussaka

La Moussaka è una delizia per il palato. Si tratta di uno sfornato di melanzane, carne macinata e besciamella ma, a Creta l’abbiamo gustata anche con un bello strato alto di patate all’interno e servita in piccoli contenitori di coccio, Certo mangiare la moussaka non è proprio l’ideale per chi è attento alla linea ma è un piatto unico e per una sera si può cedere a tanta bontà.

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Yogurt

in assoluto la nostra colazione preferita. Non si può andare in Grecia e non assaggiare lo yogurt tipico: cremoso, compatto, molto acido ma altamente versatile, non a caso utilizzato tantissimo nella cucina sia per il dolce che per il salato. Noi preferivamo mangiare lo yogurt con miele, muesli di cerali e frutta secca ma molto buono anche accompagnato solo da frutta fresca.Spesso a Creta vi verrà proposto lo yogurt anche come dessert a fine pasto, servito con il topper che preferite.

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Dolmades

Non lasciatevi assolutamente ingannare dall’aspetto, se non li assaggiate non sapete cosa vi perdete! I dolmades sono involtini di riso e carne macinata avvolti in foglie di vite. Il sapore è fresco e uno tira l’ altro Noi li abbiamo mangiati con una salsa di accompagnamento a base di uova, limone e prezzemolo, una sorta quindi di maionese delicatissima che smorza forse anche un po’ il sapore leggermente acido dell’involtino che ripetiamo è comunque buonissimo anche da solo.

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Insalata greca

Una vera istituzione a tavola a Creta e in tutta la Grecia.Aperitivo, contorno, spezzafame o stuzzichino per accompagnare la birra, l’insalata greca è sempre presente: comprende verdure di vario tipo come pomodori e cetrioli e nel mezzo del piatto una freschissima fetta di feta, formaggio tipico greco, onnipresente nella loro cucina. Fresca, leggera e sana mangiatela quando vi va.

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kalamarakia

Piatto tipico, altro non è che una buona frittura dai calamari freschi, come suggerisce il nome che sono ottimi accompagnati da un buon vino bianco locale e sebbene sia frittura noi vi consigliamo di ordinarla a cena in un bel ristorantino di specialità di mare per godere al meglio del buon sapore del pesce fresco

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Gyros

Altro piatto che vi “salverà”  pranzi e cene on the road è il gyro; per Circa tre euro avrete tra le vostre mani una pita farcita con carne simile al kebab. meno speziata però, tzatzikiverdure e cipolle che potrete sostituire con patatine fritte. Non sarà il massimo della leggerezza ma è un piatto completo che scende giù alla perfezione con una birra ghiacciata.

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Raki

Vi verrà offerto e non potrete assolutamente rifiutarlo. Un alcolico fortissimo, un’ acquavite per la precisione che potrete gustare a fine pasto e per i cretesi è un simbolo di ospitalità e convivialità..non a caso, in compagnia dei cretesi ne berrete anche più di uno, quindi magari evitate la guida dopo