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Week end di relax a Benevento- il Triclinio del Fauno

Il periodo natalizio è un periodo davvero magico ma, a dirla tutta, è anche piuttosto stressante; Sapete che ci occupiamo di pubblicità e questo periodo è veramente micidiale: gadget, campagne social, promozioni per cui realizzare la grafica, stanchezza che si accumula e poi la corsa ai regali a cui nessuno può sottrarsi. Abbiamo quindi deciso di prendere una pausa prima di immergerci nuovamente in luci, colori e… cose da fare; ci siamo concessi un week end di relax vicino casa, precisamente a Benevento in un agriturismo, il Triclinio del Fauno.

Se cercate un’idea per un week end romantico in Campania, il Triclinio del Fauno è la soluzione giusta, ideale per rilassarsi e staccare un po’ la spinta dalla città, godersi solo il silenzio, il cibo, il verde del Beneventano e il buon vino.

Abbiamo prenotato questo week end, un po’ “last minute”, come si suol dire è stata un’improvvisata: avevamo intenzione di visitare i Mercatini di Natale che si sarebbero tenuti quel fine settimana a Torrecuso, presso tenuta la Fortezza.

Avevamo pensato di farci una salto la domenica pomeriggio ma poi abbiamo deciso di concederci un po di tempo in piu, quindi: ricerca su Booking di un bell’agriturismo, prenotazione e via.

Pensavamo si trattasse di  qualcosa di rustico, forse immaginavamo un agriturismo a Benevento come un vecchio casale in mezzo al nulla, piuttosto semplice e modesto e invece ci siamo ritrovati di fronte ad una struttura elegantissima, scenografica e immersa e affacciata sui colori autunnali della campagna.

Sapete che il triclinio era la stanza in cui gli antichi romani si riunivano per godersi il preanzo, trascorrendo ore in relax e convivialità. Quando hai studiato il latino e ricordi bene il significato di questa parola, basta ciò a stuzzicarti e convincerti che potrebbe essere il posto che cercavi. La bellezza della struttura non ha affatto deluso le nostre aspettative.

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Il mondo latino e la sua mitologia, pervadono l’intera struttura: le sale da pranzo e le camere per gli ospiti prendono il nome da personaggi conosciuti durante gli anni di liceo classico; lo stesso Fauno era una creatura mitologica che abitava i bosch., mentre la nostra è la stanza delle Ore, sorelle delle più note Moire.

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Sapete perché è stato un week end di relax? Perché in questo agriturismo abbiamo potuto goderci la tranquillità e quel sano riposo che spesso in città non abbiamo e poi ovviamente, il buon cibo e il buon vino.

Scegliamo la cena un menù degustazione, per scoprire i sapori autentici del Sannio, quelli buoni, genuini, quelli di cui hai voglia nelle giornate autunnali quando scende l’umidità e fuori è già buio dalle 17:00. Parliamo di funghi, patate, salumi, formaggi, castagne, zucca e ovviamente un rosso corposo che riscalda, un classico Aglianico della casa, quel giusto sapore in più.

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Forse non ci credete, ma rilassarsi non vuol dire solo riposare o dormire ma vuol dire anche scambiare quattro chiacchiere con qualcuno senza preoccuparsi dell’orario, senza pensare al prossimo appuntamento e senza parlare per forza di lavoro; è per questo che ci fermiamo a chiacchierare con i gestori giovanissimi, simpatici e disponibili.

Questo week-end non è affatto freddo…possiamo fumare una sigaretta sulla terrazza anche indossando solo un pullover e ci godiamo qualche minuto di silenzio, lo scroscio d’acqua delle fontane e le luci delle case in lontananza.

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Avevamo bisogno solo di dormire e svegliarci tardi al mattino: no  a casa non ci riusciamo, dobbiamo fare presto, prepararci per il pranzo, finire quel progetto prima che arrivi il lunedì…al Triclinio del Fauno sembravano saperlo; ci servono la colazione in camera, non perché lo abbiamo chiesto, ma perché da loro funziona così…devi preoccuparti solo di quello che vuoi da bere e loro ti preparano la colazione e te la portano in camera. Questo vuol dire che puoi dormire fino a tardi e bere il cappuccino caldo ancora sotto il tepore delle coperte.

La nostra grandissima stanza alle 10:30 è inondata dal profumo dolce dello zucchero a velo dei cornetti e quello deciso del caffè.

week end relax Il triclinio del fauno colazione in camera-minLa vista al mattino dal triclinio del fauno è splendida, ancora più bella di ieri… le colline verdi in questa domenica soleggiata risplendono al sole e la scalinata sembra quasi brillare.

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Le valigie sono pronte ormai e a malincuore lasciamo il nostro nuovo posto del cuore, un posto che ci ha regalato un indimenticabile  week-end di relax, quello che cercavamo, che credevamo di meritare e che ci ha sorpreso lasciandoci molto più di quello che ci aspettavamo.

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Mercatini di Natale al sud- Tenuta La Fortezza Torrecuso

Alzi la mano chi ama i mercatini di Natale!!! Abbiamo una buona notizia per tutti gli appassionati di Christmas market che abitano nel sud Italia…finalmente sono arrivati anche qui e si stanno espandendo a macchia d’olio! Certo non siamo ancora ai livelli della tradizione altoatesina ma i mercatini al sud vi stupiranno comunque…

Dopo i mercatini di Pontecagnano e quelli di Limatola, quest’anno abbiamo scelto i mercatini di Natale di Torrecuso, Benevento, presso Tenuta la Fortezza.

Torrecuso è un piccolo paesino beneventano, immerso nei colori ormai autunnali di vigneti e campi e Tenuta La Fortezza è una location straordinaria per eventi di ogni genere, dai matrimoni ai meeting.

Non è la prima edizione di questi mercatini di Natale, ma solo quest’anno riusciamo ad essere presenti. Sono le 16:00 circa, parcheggiamo l’auto sulla strada, il parcheggio interno sembra essere già pieno.

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La tenuta è completamente illuminata da luci colorate, le macchine della neve rendono ancor più magica l’atmosfera, mentre nell’aria risuonano le più classiche canzoni di Natale e le risate dei bambini.

Un fiume di gente passeggia tra le casette di legno dove gli artigiani mostrano e vendono le loro creazioni: creme, saponi, vino, palline Natalizie e bambole di pezza.

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L’aria, non ancora troppo fredda profuma di vin brule, castagne e pretzel, buoni da mangiare e ancor più belli da fotografare.

Tra le luminarie e le bancarelle, la bellezza di tutte le sale della Tenuta La Fortezza, ambiente raffinato ed elegante che non passa mai in secondo piano, nonostante la confusione.

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All’improvviso “All I want for Christmas…” di Mariah Carey viene interrotta da una musica più popolare di tamburelli e “triccheballacche”: giovai e anziani, con vestiti d’epoca ballano antiche danze tipiche del beneventano .

Rimaniamo immersi nella tradizione guardando alcune signore impastare a mano la pasta all’uovo per cavatelli e tagliatelle.

Nel giardino in cui si trova la piccola cappella della struttura, tante luminarie natalizie tra cui giocano i bambini e si scattano Selfi gli adulti. I ragazzi dell’associazione Benevento Longobarda, sono vestiti da guerrieri e mostrano ai curiosi, la maglia metallica, le spade e gli strumenti musicali mentre qualcuno si cimenta nel tiro con l’arco.

 

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Non solo Mercatini di Natale, ma anche un vero villaggio di Babbo Natale dedicato interamente ai più piccoli.

Anche per quest’anno abbiamo inaugurato Dicembre e l’Avvento nel migliore dei modi, immergendoci completamente nell’atmosfera festosa e calda del Natale al sud…Se in questo week-end di festa, quello del ponte dell’Immacolata concezione, siete in zona approfittatene per partecipare a questi mercatini natalizi. Questo sarà l’ultimo week end per questa edizione quindi vi consigliamo di non perderlo!

I mercatini saranno aperti dalle 10:30 alle 22:00 e troverete tutte le info utili qui:

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schiacchetiello bacoli villa mirabilis
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Lo Schiacchetiello, piccolo angolo di paradiso a Napoli un po' di Grecia nascosta tra le acque di Bacoli

La parola Schiacchetiello è quasi un impronunciabile scioglilingua…a dire il vero non sappiamo neanche cosa significhi. Provate però a digitare questa parola su Google:la prima cosa che salterà fuori saranno video e foto di un’acqua cristallina e quieta.

Lo Schiacchetiello si trova precisamente di fronte all’isolotto di Punta Pennata, a Bacoli una zona di mare vicino Napoli frequentata da giovani e anche da tante famiglie. Probabilmente troverete il suo nome in una lista delle “spiagge più tranquille di Napoli” ma sappiate che in realtà è tale solo perché la spiaggia è veramente minuscola; posta all’interno di un’insenatura, essa è “incastrata” tra rocce di tufo e bagnata da acque chiare di un delicato verde smeraldo . Si giunge in questo piccolo angolo di paradiso a piedi o dalla Piscina Mirabilis in barca, attraversando tutta la bellezza di Baia sommersa.

Siamo nati qui, viviamo qui da sempre ma ad essere sinceri dello Schiacchetiello non ne avevamo mai sentito parlare…poi una domenica mattina, ancora a letto, scorrendo velocemente la home di Facebook, un breve video ci salta agli occhi:mostra per pochi secondi questa piccola baia tranquilla .

Decidiamo di scoprire di più di questo posto e lo facciamo il pomeriggio stesso. In sella al nostro scooter (per noi il modo migliore di spostarci a Napoli), percorriamo le strade che costeggiano il mare ed entriamo poi nel centro storico di Bacoli.

Non conosciamo molto questa zona, è il navigatore a guidarci insieme a qualche indicazione degli abitanti di Bacoli.

Una signora ci informa che per arrivare allo Schiacchetiello è necessario parcheggiare e proseguire a piedi per un piccolo sentiero che scende verso il mare.

La strada è scoscesa e circondata da erbacce, ma non troppo difficile da percorrere…da qui riusciamo già a vedere il mare. Alla fine del piccolo sentiero, sentiamo della musica provenire dall’unico ristorante presente, L’insenatura”. Ci guardiamo intorno e per un attimo abbiamo l’impressione di essere arrivati in una piccolissima taverna greca.

schiacchetiello ristorante l'insenatura

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Il piccolissimo molo è blu e contrasta con il bianco delle sedie del ristorante. IL vento caldo fa oscillare delicatamente alcuni vasi di fiori di colorati. Un flotta di barchette e gommoni è ormeggiata in questo mare che sembra una tavola. Alcuni ragazzi prendono ancora un po’ di sole sulle rocce levigate di tufo mentre noi ci godiamo il tramonto sorseggiando una Beck’s. È un momento di assoluto relax e ce lo godiamo in questo piccolo e nascosto angolo di paradiso.

Questo posto ci ricorda così tanto i ristoranti sulla banchina visti ad Ammoudi bay! Respiriamo Grecia ovunque qui e a proposito di Grecia, pare che lo Schiacchetiello avesse conquistato anche il viaggiatore per eccellenza, Ulisse, il quale approdato in questa insenatura ne sarebbe rimasto folgorato…proprio come noi.

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Week end a Napoli low cost- Cosa fare in due giorni spendendo poco

Volete trascorrere un week end a Napoli low cost? Bene! Abbiamo due notizie, una buona e una cattiva:

  • Quella buona è che Napoli è di per se una città low cost.
  • Quella cattiva è che Napoli è talmente grande e ricca che purtroppo vi perderete tante cose meravigliose, ma sarà la scusa per tornare!

 

week end a napoli low cost- vista di Napoli

La prima cosa che vi consigliamo è soggiornare in un B&B o alberghetto in centro, tra via Toledo, corso Umberto, corso Vittorio Emanuele  o Via dei Tribunali . Vi sconsigliamo la zona della stazione. In alternativa scegliete il quartiere di Fuorigrotta, sarete vicini ai bus, alla metro e alla circumflegrea (e anche allo stadio San Paolo, se siete appassionati di calcio).

 

week-end a napoli low cost-corso vittorio emanuele

La mattina vi consigliamo visitare 4 chiese simbolo di Napoli:

Sono chiese per lo più gratuite e non perderete tempo a fare lunghe file. Se pensate invece di avere tempo a disposizione in questo week end a Napoli, vistate la Cappella di San Severo, anche se probabilmente la fila sarà piuttosto lunga. Tuttavia potete acquistare il biglietto on-line che vi permetterà di saltare la fila e guadagnare tempo.

A Spaccanapoli potete visitare anche il bellissimo Palazzo Venezia (di cui vi abbiamo parlato in questo articolo) il cui ingresso è sempre gratuito.

Per fare un po’ di shopping low cost, scegliete assolutamente:

  • Via dei Tribunali con i negozietti dai prezzi stracciati
  • la Pignasecca piena di negozi di scarpe e vestiti
  • via Toledo dove troverete le grandi catene d’abbigliamento.
  • Spaccanapoli per i vostri souvenir é il posto maggiormente consigliato perché troverete oggettini simpatici a pochi euro oltre che meravigliose botteghe artigianali.

 

week end a napoli low cost-strada via roma

Trattenetevi per pranzo a via Toledo: vale la pena aspettare un po’ per mangiare al ristorante da Nennella che per pochi euro vi farà assaggiare tutti i piatti tipici della tradizione (15 euro a persona circa per un pranzo completo) e non perdetevi la sua pasta e patate con provola filante, piatto che ha reso questo ristorante famosissimo.

Per un caffè alla napoletana potete scegliere uno dei bar storici e prenderlo al banco ma se volete una novità provate il caffè “caldofreddo” del bar Mastracchio in Vico della Tofa  sui Quartieri Spagnoli.

 

week-end a Napoli caffe caldo fredd

foto dal web

 

Nel pomeriggio fate una passeggiata alla Riviera di Chiaia con le sue vetrine di griffe importanti oppure arrivate a Mergellina, lungomare Caracciolo, zona completamente pedonale. Fare un aperitivo qui non é molto costoso (tra i 5-7 euro a testa) e uno dei bar più in voga e il Vanilla caffe.

week-end a napoli low-cost-mergellina notte

Se non volete spendere troppo per la cena allora spostatevi di nuovo nel centro storico e cercate la zona di piazza Bellini dove troverete pizza e bibita anche a 7 euro è sempre li potrete prendere un bel drink a 5 euro in uno dei piccoli club notturni.

Nel vostro week end a Napoli,non perdetevi il panorama mozzafiato sul golfo dalla collina di Posillipo e scattate tutte le foto che potete, magari dopo aver bevuto un buon caffè alla famosa caffetteria “il Serpentone”.

Per il pranzo della domenica a via Toledo avrete l’imbarazzo della scelta nello street food tra cucina tradizionale (scopri qui lo street food classico napoletano) è quella più moderna (scopri il nuovo take away napoletano qui) e in entrambi i casi non vi costerà tantissimo.

Riposatevi un po’ su una delle panchine nella Villa comunale o su uno degli scogli sul lungomare.

Non andate via senza aver assaggiato almeno una sfogliatella bella calda calda e pure economica e noi vi consigliamo  Attanasio nei pressi della stazione. In alternativa un bel fiocco di neve da Poppella o uno dei super babà di Casa Infante (non vi preoccupate li riconoscerete subito!)

week-end a Napoli baba Casa infante
foto:https://www.facebook.com/casainfantegelati/photos/a.248501068539083.76051.189444334444757/1655263887862787/?type=3&theater

 

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foto:http://www.pasticceriapoppella.com/

emporium

Take away moderno a Napoli-il nuovo street food

In un articolo precedente vi avevamo parlato del classico street Food napoletano ma oggi vogliamo elencarvi tutte le novità che potrete gustare continuando a passeggiare per Napoli, ovvero tutte le prelibatezze take away più moderne e innovative senza dimenticare però la genuinità e tutto il gusto della tradizione…attenti perchè leggendo questo articolo potrebbe venirvi voglia di correre a Napoli per assaggiare una di queste squisite proposte!

Spaghetto al pomodoro Pastificio di Martino

Se avete proprio voglia di uno spaghettino con sugo di pomodoro fresco in cui magari fare anche la scarpetta allora sappiate che non dovete recarvi per forza al ristorante Vi basterà raggiungere Piazza Municipio per mangiare uno squisito. Preparato al momento, in una piccola cucina a vista, lo spaghetto on the go del Pastificio di Martino è davvero ottimo: sughetto saporito, fogliolina fresca di basilico, una spolverata di parmigiano e del pane per la scarpetta…il tutto servito in una comoda confezione per il take away. Non vi resta che sedervi d’avanti al mare, a pochi passi da lì e gustarvelo tutto…p.s. attenti a non sporcarvi! 

Aperisciu Pasticceria Seccia

La storica Pasticceria Seccia sui Quartieri Spagnoli propone un dolce molto particolare, appunto l’aperisciu: si tratta di un bignè alla crema con craquelin di mandorle e nocciole, ripieno di crema al mojito, pina colada e daiquiri. Le decorazioni su questi dolcini ricordano la bandiera cubana così come la simpatica scatola per il take away.

Il “boccacciello” di Casa Infante

Voglia di gelato ma con una marcia in più? allora non potete perdere i “boccaccielli” (barattolini) della ormai famosissima gelateria napoletana Casa Infante. A parte il packaging simpaticissimo, sono i gusti ad essere sorprendenti: biscotto Oreo, Gocciole, Pan di stelle e poi questo, lo Zuppone che tanto ricorda il sapore dei biscotti Plasmon intinti nel latte.

Pasta take away da O’Macarò

Si avete visto bene: questa è proprio una pasta e patate servita direttamente in una classica grattugia per ricoprirla di parmigiano al momento. Dove potete assaggiarla? da O’ Macarò

Ma in realtà potete scegliere tantissimi tipi di pasta, sughi e anche di insalate fresche e ovviamente potete chiedere la vostra porzione Take Away, abbondante e sapotita. Altre specialità che vi consigliamo solo la Genovese di Tonno e l’Amatriciana…da leccarsi i baffi!

Straccetti di pizza fritta dolce dalla Masardona

Ok lo sappiamo, vi abbiamo gia portato dalla Masardona per il classico street food napoletano, ma questi sicuramente non li avete mai assaggiati: sono straccetti realizzati con l’impasto della pizza, fritti e poi innevati da zucchero a velo.  A completare il tutto una generosa colata di cioccolato che potete scegliere al latte, fondente o bianco.

Pizza Cono

A Napoli non è affatto una novità ma forse voi non la conoscete: è praticamente una pizza ma si mangia come un gelato! Potete sceglierla con le stesse farciture che scegliereste per la classica tonda ma attenti per la mozzarella filante scotta tantissimo! Queste in foto sono della pizzeria “o con e Napul‘” e sono rispettivamente farcite con polpette e patate e salsiccia e friarielli.

 

Ma non abbiamo finito qua,presto aggiorneremo l’ articolo con altre prelibatezze take away..abbiate pazienza le stiamo testando per voi! 

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Ravello e Minori- una domenica alla scoperta della bellezza Made in Italy

Sono giorni ormai che piove, il mese di maggio 2018 lo ricorderemo per questo tempo assurdo di acquazzoni. Il ricordo di un aprile dal caldo quasi estivo sembra ormai lontano, ci siamo quasi abituati a mettere l’ombrello in borsa. Ma se questo strano e pazzo maggio ci regala una domenica di sole, allora è meglio approfittarne. Non vogliamo assolutamente trascorrere una domenica pigra in casa mentre fuori ci sono quasi 30 gradi. Prepariamo un cous cous veloce, ci armiamo di reflex e partiamo per raggiungere uno dei nostri luoghi preferiti..la Costiera amalfitana.

Questa volta cambiamo un po’ itinerario, un po’ a malincuore rinunciamo alle nostre amate Positano e Amalfi e raggiungiamo incuriositi e anche abbastanza entusiasti la città della musica, Ravello.

Preferiamo arrivarci percorrendo il valico di Chiunzi; la strada tra i monti Lattari che si fanno ombra l’uno con l’altro, scorre lenta tra curve e tornanti. Seguiamo le indicazioni per Scala che ci porterà a Ravello in poco tempo evitando il traffico della strada sulla costa.

Ravello è una delle piccole perle di questa collana che impreziosisce la costa campana. È molto affollata, come spesso accade qui in costiera ci sono turisti da tutto il mondo. Il piccolo centro storico di Ravello è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, per questo anche è percorribile solo a piedi.

Parcheggiamo in uno degli affollatissimi parcheggi comunali a pagamento ( nel week end il prezzo è piuttosto salato, 4 euro all’ ora, ma ancor più salate sarebbero le multe). Grazie ad una scala si accede direttamente dal parcheggio al centro storico già affollatissimo.

Nei bar turisti stanchi e insofferenti al caldo di oggi si rinfrescano con gelati, macedonie o bibite fresche. Alcuni bambini corrono in questa grande piazza in cui, qua e là, ci sono fiori che colorano i candidi edifici.

Ai piedi del Duomo alcuni mangiano, seduti sulle scale mentre altri cercano la prospettiva adatta per fotografarlo.

Passeggiando tra le stradine di Ravello ci si perde a guardare i colori vivaci e caratteristici della tipiche ceramiche della Costiera, mentre da alcuni ristoranti arriva già il suono di forchette e piatti.

Gatti assonnati si rilassano al sole e si lasciano fotografare con disinvoltura o quasi indifferenza.

Arriviamo alla chiesa di San Bonaventura da Potenza…tra poco arriverà una sposa; ci sono dei sacchetti con del riso all’esterno della Chiesa e al centro di questa, un lungo tappeto bianco. Accanto, nel chiostro di San Francesco c’è una mostra con opere moderne di una nota casa d’aste.

Proseguiamo sotto questo solo che è sempre più forte ed illumina le ceramiche esposte dai negozietti e le mattonelle decorate su cui sono segnati i numeri civici.

Impieghiamo circa due ore per visitare Villa Cimbrone, gremita d turisti ma anche di coppie di futuri sposi che sognano questo luogo per le loro nozze.

Decidiamo di non mangiare in un Ristorante di Ravello, abbiamo portato con noi il nostro cous cous vegano e dopo esserci deliziati partiamo di nuovo alla volta di Minori.

Perché Minori? Perché non possiamo perderci una buona fetta di torta alla pasticceria di Sal de Riso. L’ultima volta avevamo visto Minori a Febbraio, in un giorno di pioggia: la spiaggia era nuda e i parcheggi semivuoti. Oggi invece é vestita a festa: ombrelloni e chioschetti la colorano, sembra una vecchia cartolina dell’Italia della dolce vita: glamour e simple Chic.

Ce la fotografiamo tutta, da ogni angolo e d ogni prospettiva.. ma ogni scatto é sempre meno bello del prossimo e poi ecco la foto che ci conquista: perfettamente imperfetta,non una grande prospettiva, persone che chiunque penserebbe rovinino lo scatto, colori troppo forti. Eppure a noi piace, sembra una cartolina: una di quelle cartoline vintage su cui scrivere in corsivo un saluto o una dedica veloce ma sincera, al tavolino di un bar mente la radio passa una canzone che piú o meno fa cosi : “la bella del giorno é nata qui é una bellezza Made in Italy…”

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Villa Cimbrone Ravello- una villa sull’infinito

La costiera amalfitana o semplicemente la Costiera come si dice qui da noi è uno dei nostri posti preferiti. Quando pensiamo ad un posto in cui rilassarci, quando pensiamo all’estate, al profumo dei limoni o al buon cibo ci viene in mente questa costa baciata dal sole a solo un’oretta di auto da casa. Raccontarvi della costiera è un po’ come entrare in intimità con voi tutti, perché è un po’ il nostro rifugio.Ravello è una delle perle di questa collana preziosa che impreziosisce la costa campana. Città della musica, così definita per il suo famoso festival, per noi è anche la città delle ville, ville storiche, con giardini rigogliosi , il cui profumo dei fiori e del mare inebria i visitatori che accorrono da ogni parte del mondo. Abbiamo scelto di visitare una delle ville più famose di Ravello, Villa Cimbrone. Villa Cimbrone ti costringe ad attraversare Ravello a piedi, a scrutare ogni angolino, ammirare le sue ceramiche e accarezzare i mille gatti della città. 

 

Villa Cimbrone non è una villa molto in vista come le altre, bisogna passare d’avanti alla chiesa di San Bonaventura da Potenza, le stradine di ristorantini panoramici e le casette affacciate sul mare. C’è un grande portone cinquecentesco aperto che ne segna l’entrata. All’interno la luce del sole inonda i giardini rigogliosi. Paghiamo il nostro biglietto e un po’ all’avventura esploriamo la villa. Alcune zone non sono accessibili perchè riservate all’ hotel di charme all’interno della villa.

Villa Cimbrone prende il nome dal promontorio su cui sorge e fu residenza ambita e amata in ogni epoca. Nel 1904 fu acquistata da un ricco e nobile britannico, Lord Grimthope, che la ristrutturò ma soprattutto si preoccupò di valorizzare gli elementi di arte classica e gotica presenti nella villa . In più oggi si può ammirare un mix perfetto creatosi nel corso degli anni, ovvero quello tra  lo stile botanico british e la vegetazione italiana.

Percorriamo la pergola del Viale dell’immenso ed è impossibile non alzare gli occhi per ammirare i timidi gligini che stanno per fiorire. 

I giardini di villa Cimbrone in questo periodo sono splendidi: non c’è angolo dove non ci siano rose dai colori pastello o più vividi, rampicanti e specie di fiori rari. Ci perdiamo ad ammirare la stanza delle rose, una distesa di colori e di profumo e qualche passo più in la ci ritroviamo nella Stanza del The, un giardino rettangolare, pieno anch’esso di splendide rose, in cui vi è un piccolo gazebo in stile moresco.

Qua e la sparse per tutto il giardino ci sono splendide statue in stile classico ma anche tempietti e piccole panchine su cui sono incise frasi in lingua inglese, come fossero dichiarazioni d’amore nei confronti di questo luogo.

Poi finalmente, vediamo la statua di Cerere e sentiamo che ci siamo, siamo di fronte ad una delle più belle viste del mondo:la terrazza dell’infinito. Essa è sicuramente il punto più noto di questa villa, non a caso c’è tantissima gente che scatta foto. 365 metri di terrazza affacciata sul Mare, una vista che oggi, con questo venticello che smorza l’afa , fa tremare il cuore. Una fila di eleganti busti settecenteschi adorna questa terrazza naturale da cui si vede il mare e i suoi tratti più limpidi, i fiori selvatici, i limoneti e le casette a strapiombo. Questa poetica terrazza è sicuramente il luogo più spettacolare di questa villa.  Gore Vidal la definì una delle viste più belle che avesse mai visto e sicuramente essa non avrà stregato solo l’artista statunitense; incantati da tanta bellezza furono Wiston CurchillE.M Forster e Greta Garbo che proprio qui convolò a nozze con Leopold Stowkowski.

Continuiamo a goderci la vista dal piccolo bar appena sotto alla terrazza, del resto abbiamo bisogno di dissetarci in questa giornata assolata, ma poi riprendiamo questa piacevolissima passeggiata tra mare, cielo e terra. Non molto dopo ci troviamo di fronte ad un’altra costruzione nota della villa: il tempio di Bacco, sostenuto da alcune impalcature in ferro. Da qui si gode di una vista bellissima sull’entroterra della costiera non sempre così apprezzato. 

Poco prima di lasciare la villa entriamo nel piccolo chiostro: si tratta di un piccolissimo cortile in stile arabo in cui sono peò è sempre ben visibile lo stemma di Lord Grimthope.

La nostra visita termina dopo circa 2 ore trascorse a passeggiare in maniera rilassata e spensierata in questi meravigliosi giardini mentre ci chiediamo come mai solo ora ne abbiamo scoperto l’ esistenza.

Se volete visitare villa Cimbrone vi diamo alcune info:

  • Non c’è parcheggio. La macchina va parcheggiata in uno dei parcheggi a pagamento del comune e il costo è di circa 4 euro l’ora.
  • La villa è aperta dalle ore 9 fino al tramonto
  • il costo del biglietto standard è di 7 euro
  • la villa è provvista di toilette

Vi consigliamo un abbigliamento leggero e scarpe abbastanza comode. Non dimenticate di portare con voi qualcosa da bere, in quanto il bar non esattamente economico. Potete anche scegliere si soggiornare all’interno dello splendido hotel e se proprio ve ne sarete innamorati allora sappiate che è anche un luogo gettonatissimo per le nozze.

 

 

 

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Un sabato a Punta Licosa e a Santa Maria di Castellabate

Sabato mattina. Una di quelle di mattine che amiamo, quelle piene di sole, quelle che profumano dello zucchero a velo su soffici cornetti appena sfornati.  Il giallo dei limoni risplende così come l’azzurro del mare. Dai giardini delle Residenze Tamara, si intravede in lontananza un faro. Lello ci spiega che per avvicinarci dobbiamo raggiungere una delle zone più belle del Cilento, Punta Licosa.

Punta Licosa, bella e misteriosa. Secondo la leggenda, la sirena Leucosia, si suicidò a causa di un amore non corrisposto; ella si gettò da una rupe e si trasformò in uno scoglio. L’isolotto dove sorge il faro invece sarebbe proprio quello in cui Ulisse si fece legare all’albero, per resistere al canto delle sirene.

Siamo piuttosto fortunati, in questo periodo si può accedere a questo tratto di costa anche in auto. D’ estate bisogna attraversare una meravigliosa e verdeggiante pineta, lasciando l’auto nel delizioso porto di San Marco. Tutto è perfetto qui. Ogni elemento contribuisce a costruire l’unicità e la bellezza di questo luogo: il susseguirsi di calette incantevoli, il fondale a tratti roccioso che si intravede sotto quest’acqua trasparente che brilla al sole e gli alberi danzanti, questi alberi quasi inginocchiati verso il mare.

La brezza leggera porta con sè il profumo della salsedine e quello della resina. Il paesaggio è una tavolozza di colori brillanti: l’acqua marina e il blu del mare, il bianco della sabbia e del faro in lontananza, il giallo di grosse mimose e una palette di nuance verdi della macchia mediterranea.

Ci spostiamo verso Santa Maria di Castellabate per il pranzo. Sono quasi le 15:00, siamo stati più del previsto a Punta Licosa per goderci il suono delle onde e il calore del sole. Fortunatamente i ristornati brulicano di turisti ancora seduti a tavola per gustarsi il pranzo d’avanti al mare. Scegliamo un discreto ristorantino sotto antichi portici, nel famoso molo delle Gatte. Il ristorante l’ Arcata è delizioso: vecchie reti di pescatori sono appese sui muri all’esterno, sui muretti maioliche decorate con colori vivaci, un appetitoso profumo di pesce fresco sapientemente cucinato.

La passeggiata sul lungomare è d’obbligo prima del tramonto. Scooteroni e motociclette parcheggiati fuori alle gelaterie, le palme che costeggiano la passeggiata, le risate dei bambini che giocano ancora sulla spiaggia e una distesa azzurra di barchette di pescatori. Non riusciamo quasi ad immagine questa che ora sembra una tranquilla località balneare, come un luogo sovraffollato di persone nei mesi di luglio e Agosto. Molti ristoranti sono chiusi come le insegne delle finestre di molti appartamenti. Non ci sono ombrelloni o lettini, non ci sono bancarelle di dolci o bijoux, non c’è musica latina, nè odore di crepes. Ci sono famiglie, ci sono bambini, ci sono ragazzi e ragazze che si godono un sabato di relax approfittando di questi 26°. Qui in questo momento è tutto tranquillo, rilassato, sereno, esattamente come questo splendido tramonto rosso  su questo mare verdeacqua.

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Week-end a Castellabate- il borgo del cinema

Avete presente il film di Claudio Bisio e Alessandro Siani, Benvenuti al Sud? Ebbene vogliamo portarvi sul megaset di questo film, campione di incassi…quindi Benvenuti a Castellabate!

Seguiamo sempre le uscite per Salerno.Oggi è una giornata meravigliosa, finalmente c’è il sole dopo giorni e giorni di pioggia, fa veramente caldo, sembra estate.

Prima di partire tantissime persone ci hanno chiesto se saremmo andati a Castellabate “di sopra” o Castellabate “sotto”. Ci veniva un po’ da ridere…in realtà Castellabate di sotto corrisponde alla zona vicino al mare, Santa Maria di Castellabate, la parte di sopra è propriamente il paese di Castellabate.

Ecco noi siamo proprio della parte “di sopra” di Castellabate, riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia. Siamo Ospiti delle Residenze d’epoca Tamara e ad attenderci al nostro arrivo c’è il simpatico signor Lello.

Lello è napoletano, trascorre 6 mesi della sua vita a Castellabate e altri 6 in Calabria, un po’nomade come noi. Ci fa subito sistemare nella nostra stanza, una bellissima depandance con vista sul mare e splendide maioliche azzurre sul pavimento. Non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo sistemarci velocemente e incamminarci verso il centro di Castellabate.

Il paese é silenzioso, c’è poca gente ma non mancano i turisti. Le strade sono spesso strette, ci sono ripide salitine e scalini piuttosto alti. Non abbiamo bisogno di mappe, Lello ce lo ha confermato, basta entrare tra i vicoletti che salgono e scendono e prima o poi si arriva alla piazza principale.

Come riconoscete la piazza? bè se avete visto Benvenuti al sud la riconoscete subito, ma non vi aspettate di trovarvi il famoso ufficio postale perchè qui, non esiste…in realtà quello che vedevamo altro non era che una gelateria, trasformata apposta per il film.

C’è un piccolo ristorantino ancora chiuso, con tavoli apparecchiati e fiori colorati, una vineria piccolina in cui assaggiare anche salumi e formaggi del Cilento, un piccolo negozio di souveniers. E poi una vista meravigliosa sui sconfinati campi verdeggianti, quelli in cui la terra sembra essere particolarmente generosa forse perchè da sempre accarezzata  dall’aria di mare.

Se siete curiosi di sapere dove sia la famosa lapide con l’incisione “QUI NON SI MUORE” di Gioacchino Murat, allora dovete dirigervi verso il castellovero e proprio.

Questa meravigliosa costruzione di pietra, regna sul paese e si affaccia su uno degli scorci sul mare più belli del paese. Paghiamo un solo euro per visitarlo e in un secondo siamo immersi nella storia marittima del Cilento. Resti di remi, ancore a anfore ci circondano mentre leggiamo attentamente la storia antica del porticciolo del paese.

Oggi il Castello dell’Abate accoglie mostre e opere di artisti, molti dei quali hanno realizzato miniature della città e dei suoi luoghi più belli e noti, ieri come oggi. C’è anche una mostra dedicata al cinema e una dedicata al grande Totò. A proposito di Cinema, sapevate che Castellabate è stato anche il set di altri film oltre a Benvenuti al Sud e Benvenuti al nord, il suo sequel? Qui sono stati infatti girati anche Noi credevamo diretto da Mario Martone e 11 metri, film-documentario prodotto da Rai Trade, con la regia di Francesco Del Grosso. 

Mentre passeggiamo per il castello e ci perdiamo a seguire paesaggi e piccoli cunicoli, la luce de giorno si affievolisce lentamente. Il tramonto ce lo godiamo dal balcone della nostra meravigliosa stanza.

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Palazzo Venezia-il luogo nascosto del decimo inferiore

Nel cuore del metro storico di Napoli, nascosto da un grande portone c’è un luogo incantevole… un tempo dimora di Nobili e segno di prestigio oggi é uno dei luoghi più famosi per mostre ed esposizioni, siamo a Palazzo Venezia.

Spaccanapoli é una delle zone più famose di Napoli, attraversa perfettamente il centro storico… una strada lunga e sempre affollata da turisti, napoletani e venditori ambulanti. Amiamo passeggiare per Spaccanapoli, osservare la gente e attraversare distrattamente i discorsi più disparati delle persone. Ci siamo appena gustati una fantastica pizza ( nel centro di Napoli non é difficile mangiarne una fantastica anche in posti non molto rinomati). Alle 15:30 puntuali siamo fuori Palazzo Venezia che ha appena riaperto i battenti dopo la pausa pranzo.

Il palazzo Venezia testimonia le relazioni politiche ed economiche tra la Repubblica di Venezia e il Regno di Napoli. Esso fu costruito intorno al 1412  per i consoli generali a Napoli.

La confusione che c’è in strada si interrompe bruscamente già nel cortile di fronte a questo grande edificio rosso pompeiano.Si dice che probabilmente la facciata centrale del cortile era l’ingresso alle scuderie. L’ingresso é gratuito e non vediamo nessun custode quindi cominciamo a salire le ripide scalette che portano verso l’interno.

Sui muri sono appese locandine di eventi passati e futuri poi, attraversato il piccolo bar da cui proviene un forte odore di caffè, ci troviamo all’interno di un rigoglioso e silenzioso giardino.

É un angolo di paradiso, non ci si ricorda neanche che siamo nel cuore pulsante di Napoli… la confusione, le risate, la musica degli artisti di strada sembra già un lontano ricordo. C’è un sole caldo che illumina il prato, il canto degli uccelli e il leggero cigolio di un dondolo bianco.Questo sarebbe il luogo perfetto per studiare o per lavorare ma anche per scrivere o disegnare… é tutto così perfettamente armonioso. In questo stesso giardino pensile è situata la casina pompeiana.

Nel 1816 Palazzo Venezia diventò proprietà dell’Impero austriaco e a questo periodo risalgono giardini e la casina pompeiana.
al suo interno ci sono tre campate intervallate da coppie di colonne doriche con sopra un grande timpano.

Il sole rende brillante il rosso pompeiano e riempie di luce le tende e la stanza in cui vi è un grande lampadario.

Ci allontaniamo per recarci nel piccolo cortile in alto. Un caffè nel silenzio di questo cortile che invita a rilassarsi e a godersi questa meravigliosa giornata napoletana.

Lasciamo il palazzo e in pochi secondi ci ritroviamo nuovamente nella confusione delle movimentate giornate napoletane. Andiamo via ma rimaniamo con quel desiderio di tornare in quel silenzioso composto e intimo magari con un quaderno e una penna per concentrarci e progettare nuovi viaggi o scrivere nuovi articoli nell’insolita quiete di questo angolo nascosto.

 

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