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Ghirlanda natalizia fai-da-te-DIY fotografico e…idea in più

Eccoci, come ogni sabato ormai, con un nuovo DIY Natalizio e stavolta vogliamo mostrarvi come realizzare una ghirlanda. 

Su Pinterest se ne vedono tantissime, per non parlare dei film americani in cui appaiono splendide ghirlande natalizie appese sulle porte delle villette. In passato abbiamo cercato in tantissimi negozi della città per trovare una ghirlanda particolarmente bella, piena, proprio come quelle che vedevamo nei film, ma non avendone trovata una che ci piacesse veramente abbiamo deciso di crearla e ormai sono anni che amici e parenti ( e anche qualche sconosciuto che la vede appesa alla porta) ci chiedono di realizzarla anche per loro.

Abbiamo deciso quindi di condividere anche sul blog questa tecnica economica e veloce per realizzare una bella ghirlanda personalizzata.

Come vedrete, abbiamo usato la ghirlanda anche come centrotavola e magari può essere un’idea da copiare anche per voi.

MATERIALI

Festone natalizio verde

Cartone spesso

Forbici

Colla a caldo

Decorazioni natalizie a piacere

Eventuali  (noi abbiamo scelto quello di Juta)

corda o spago

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Per prima cosa ritagliate un cerchio dal vostro cartone. Scegliete la grandezza che preferite ma fate in modo che non sia troppo sottile. Potete usare un compasso o due piatti di grandezza differente per essere più precisi.

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Fissate l’estremità del festone al cerchio e cominciate ad arrotolare il vostro festone intono al cerchio fino a rivestirlo completamente. Cercate di scegliere ovviamente uno di quei festoni verdi che sia il più possibile simile alle foglie d’abete.

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Una volta fissata anche l’altra estremità, prendete le decorazioni e fissatele magari con la colla a caldo come meglio preferite alla ghirlanda. Noi abbiamo scelto decorazioni con all’interno del filo di ferro per cui abbiamo potuto semplicemente intrecciarle al festone. Per le pigne abbiamo usato invece la colla a caldo.

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Adesso fissiamo un nastro largo in un punto a piacere delle ghirlanda.Noi abbiamo scelto un nastro di Juta. 

Attenzione ai pelosetti curiosi!!!

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Creiamo un bel fiocco per la ghirlanda. Creiamo con il nastro due anelli, uno più grande dell’altro e sovrapponiamoli.

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Uniamoli insieme facendo un nodino con della corda o altro nastro, fissiamolo quindi con la colla a caldo alla ghirlanda.

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Ricordate il nastro che avevamo messo prima alla ghirlanda? lo useremo per far passare dello spago e creare un nodino di modo da poterla appendere alla porta.

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Ovviamente potete personalizzare come volete la vostra ghirlanda:potete usare luci, nastri colorati, decorazioni di ogni colore.

Come vedete dalla foto, abbiamo usato una ghirlanda piuttosto grande per creare un super centrotavola e anche in questo caso potete sbizzarrirvi con quello che avete. Noi ad esempio abbiamo posto al centro della ghirlanda una grossa ciotola in legno al cui interno abbiamo posto un vaso in vetro che, a sua volta contiene pigne, legno e una candela.

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Che dite? Vi piacciono queste creazioni? proverete a rifarle? Sicuramente quest’anno avrete delle decorazioni veramente uniche e super invidiate e spenderete pochissimo. Noi ci vediamo sabato prossimo con un nuovo super tutorial natalizio.

Sei in  cerca di un’idea regalo fai date, oltre alla ghirlanda? Prova a creare queste candele. 

Magari potresti scegliere frasi o simboli che sai potrebbero piacere al tuo destinatario e  impacchettarle in modo particolare.

Se invece il tuo problema non sono i regali ma gli ospiti che avrai a cena, allora pensa solo al menù ti aiutiamo noi a decorare la tavola, cominciando da fermatovaglioli dallo stile bohemien.

Se cercate ancora qualcosa per il vostro Natale, dai regali alle decorazioni non perdetevi allora i prossimi post della sezione DIY, è in arrivo una carrellata di tutorial di fai-da-te e home decor!!!

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Terme di Merano- un’oasi di relax e benessere -giorno 3

Trascorriamo il terzo giorno di questo soggiorno alle famose terme di Merano, un simbolo storico della città.L’hotel Westend ci ha regalato un ingresso di due ore alle piscine, prepariamo asciugamani e costumi e ci dirigiamo a piedi verso le terme, seguendo sempre la riva del fiume.

Le terme di Merano sono un grande cubo futuristico, un’installazione ultramoderna che prepotentemente si impone nel paesaggio tipico tirolese senza però intaccarlo. La struttura in vetro e legno si sposa benissimo con il resto della città e della natura. All’interno le vetrate della zona accoglienza e biglietti, affacciano direttamente sulle grandi piscine.

Ci viene fornito subito un bracciale con un chip che calcolerà il tempo di permanenza all’interno delle terme e lo stesso bracciale apre e chiude gli armadietti per riporre le proprie cose.

Siamo fortunati, perchè non c’è tantissima gente, quindi ci sistemiamo subito a bordo piscina. Ci sono tante vasche di acqua termale a temperature diverse, ma le nostre preferite sono all’esterno.

La grande piscina circondata dalle montagne ha una temperatura di circa 37 gradi e se metti la testa sott’acqua puoi sentire musiche rilassanti e goderti il calore dell’acqua, che ti fa dimenticare quasi che fuori la temperatura è poco sopra lo zero.

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Intorno alle piscine sono collocate varie sale, quella della sauna, quella del bagno di vapore, il solarium e la sala per le inalazioni idrosaline. All’interno delle terme, com’è giusto che sia, non è possibile fare foto, gli operatori delle terme controllano attentamente che nessuno disturbi l’atmosfera rilassante, per cui invece di impugnare cellulari, la gente legge libri, sorseggia tisane al bistrot o ne approfitta per chiudere gli occhi e godersi qualche ora di relax lontano dal tram-tram quotidiano.

Ci sono persone di età diverse, coppie di giovani, anziani e anche famiglie con bambini. Il loro vociare di felicità è tutt’altro che fastidioso. Del resto le terme per loro sono un piacevole gioco, un po’ come stare al mare in montagna.

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Mentre siamo nella piscina all’aperto, quella con idromassaggio continuo e temperatura di circa 40 gradi, mettiamo le spalle fuori dall’acqua: è strano, non sentiamo il freddo senza curarci del fatto, che sulle montagne stia ormai nevicando.

È un po’ come tornare alle origini della vita, del resto noi trascorriamo i primi nove mesi della nostra esistenza nell’acqua e non ci importa di cosa ci sia là fuori, quanto faccia freddo, quante cose ci circondano, nell’acqua calda siamo sicuri, ci giriamo e rifiatiamo, mentre il nostro Corpo è protratto dall’acqua che ci aiuta a crescere, a vivere e respirare.

Ecco, forse è anche questo il segreto delle terme, riportarci ad una condizione naturale, svuotare la mente e farsi cullare dall’acqua.

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Mercatini di Natale a Merano-tutta la magia del Natale-giorno 2

Oggi, vogliamo dedicarci solo ai Mercatini di Natale. Il Kurhaus, il palazzone simbolo di Merano, sede di feste e galà, bianco, elegante e vestito a festa, assiste a questo meraviglioso tripudio di luci, musica e profumi. Tante casette di legno, l’una affianco all’altra, propongono creazioni di artigianato locale, a tema natalizio ovviamente. Gli amanti del Natale possono riempire i loro occhi di meravigliose creazioni in legno, palline in vetro, realizzazioni in ceramica e ancora, abbigliamento e calzature in lana pura, bambole di pezzae poi cibo, tanto cibo. Tutte le specialità del Südtirol, dallo speck al capriolo, dal camoscio al cervo, dalla grappa al vin brulè e poi dolci, caramelle, cioccolata e tanto altro. L’odore del legno, della cannella, delle arance, del sidro di mele inondano la via popolata dai mercatini, che termina ai piedi del grande albero di luci e del presepe.

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La gente si riunisce vicino alle stufe per sorseggiare una cioccolata calda o del vin brulè dalle tazze blu, che celebrano i 25 anni dei Mercatini di Natale, altre assaggiano pezzettini di salame o di biscotti.

Altre ancora, riempiono sacchetti di carta di regali o ricordini da portare ai propri cari. I bambini si divertono tra il trenino e una giostrina retrò di cavalli, altri ancora accarezzano alcune pecore di una stalla, mentre altri aspettano che il pagliaccio gli realizzi una bella spada con due palloncini.

Noi amiamo il Natale, del resto anche al sud è molto sentito grazie alla tradizione dei presepi, questa atmosfera ci rapisce, ci fermiamo continuamente a fotografare addobbi, creazioni handmade e il flusso di gente che passeggia su e giù trai mercatini. Tutti dimenticano di quanto freddo faccia ormai, tutti si riempiono gli occhi di quella magia del Natale che quando smettiamo di essere bambini purtroppo dimentichiamo.

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Dopo un assaggio di riggle tirolese, torniamo anche noi con i nostri sacchettini di carta, pieni di regali all’hotel Westend, dove Alexander ci aspetta per sapere anche oggi com’è andata la giornata, mentre gustiamo la nostra vellutata ai broccoli che sembra preparata con amore proprio per noi, per riscaldarci e coccolarci.

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Merano. Passeggiate tra natura, storia e cultura-primo giorno

Ci svegliamo e subito siamo inebriati dal profumo di pane, croissant, strudel, marmellate e frutta secca cheoccupano l’intero tavolo delle colazioni ed oggi ne faremo una abbondante, perché fuori fa freddo e ci aspetta una lunga giornata alla scoperta di Merano.

Alexander ci ha regalato le mobile card per spostarci con i mezzi pubblici durante tutto il soggiorno, ma ci ha anche detto che seguendo la riva del fiume si arriva ovunque, così seguiamo il suo consiglio.

Abbiamo pianificato un piccolo itinerario che cerchiamo di rispettare, quindi la nostra prima tappa è l’imponente Chiesa Evangelica luterana. Non riusciamo a scattarvi foto all’interno, ma l’esterno toglie il fiato. Una chiesa progettata dal berlinese Hans Vollmer nel 1800, circondata da un prato all’inglese in cui sorge anche la statua di Martin Lutero.

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La nostra seconda tappa ci porta in un luogo simbolo della città, ovvero il Duomo di San Nicola. Il campanile che si scaglia verso l’alto riusciamo a vederlo da lontano e affianca la grande chiesa dedicata al Santo Patrono di Merano. Interni ed esterni sono sobri, ma sono i particolari che rendono unica questa chiesa, come il pavimento, le vetrate colorate e il grande crocifisso posto in alto.

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Presto raggiungiamo il meraviglioso castello principesco. Le rampicanti che lo avvolgono sono ricoperte dei colori autunnali, mentre il letto di foglie secche e castagne s’inchina ai suoi piedi. Grazie alla mobile card, non paghiamo l’ingresso e varcata la piccola porticina d’ingresso, sembra di entrare in un libro di favole o in un vecchio libro di storia, uno di quelli in cui imparavi le crociate e leggevi di cavalieri. Gli interni sono semplici, ne’ oro ne’ affreschi preziosi, sono i dettagli a raccontare lo stato sociale degli abitanti del castello, ad esempio il vetro sulle finestre, il letto ed i mobili in legno dagli intarsi molto ricercati.

Proseguiamo lungo la via dei portici, piena di negozi di lusso e catene di abbigliamento popolari. Qui, ci fermiamo al ristorante “Hasen Jos” per una Forst, la birra tipica di Merano e per un piatto di tagliatelle fatte in casa, accompagnate dal Ragù di cervo. Fa freddo, ma mentre passeggi quasi non te ne accorgi, non ti rendi neanche conto di quanti kilometri riesci a percorrere mentre segui il fiume e il paesaggio.

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Cominciamo infatti a percorrere la passeggiata d’inverno, che comincia sotto al Wandelhalle, padiglione in stile liberty, in cui ti senti come immerso in un dipinto e l’immaginazione vola, mentre ripercorri la storia dei luoghi e dei personaggi illustri, che come te passeggiavano lì sotto.

Proseguiamo per la passeggiata Gilf, leggendo tutte le frasi dei più celebri scrittori del mondo, incise sulle panchine che popolano la via della poesia, mentre insolite piante tropicali dominano il paesaggio insieme alle sculture di piante realizzate dagli studenti di botanica. 11 minuti di poesia e silenzio interrotti poi, bruscamente dalla gola dove il fiume con vigore scorre, destreggiandosi tra le rocce fino a diventare cascata.

Continuando la salita, s’incontrano la passeggiata Tappeiner e il sentiero di Sissi, che terminerà ai giardini Trauttmansdorff.

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Noi camminiamo seguendo i sentieri, e ben presto ci ritroviamo di fronte ad un laghetto ghiacciato, che il comune di Merano ha adibito a zona pic-nic, anche in questo caso nel rispetto totale della natura, con strutture completamente in legno in cui banchettare e divertirsi.

La lastra di ghiaccio di cui è ricoperto il lago è molto spessa, sembra quasi vetro, la minima vibrazione diventa quasi una lieve melodia. L’unica zona in cui lo specchio d’acqua è ancora tale, è popolata da un branco di anatre che se ne stanno lì tranquille a nuotare.

Alle nostre spalle, il fiume che ancora ci accompagna e il suo scroscio veloce e costante ci ricorda di continuo la sua presenza importante. Non ci stancheremo mai di ascoltarlo e nonostante il fiume Passirio,sia tristemente noto nella storia, perché causa di catastrofi, è lui il re indiscusso di Merano, la attraversa, la domina, la sorveglia e la accompagna in ogni momento della giornata.

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Merano, di giorno e di sera è un piccolo gioiello: i ponti, le casette, il grande Kurhaus e il teatro Puccini sono delle perle di rara bellezza, eleganti e caratteristiche allo stesso tempo, non si smette mai di fotografarli perchè quando la luce cambia, sembrano sempre diversi, fino a sera quando ad illuminarli sono mille lucine.

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Merano, fiabesca. Post in collaborazione con l’hotel Westend di Merano

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“Hai preso il cappello? Avremo abbastanza maglioni? Sciarpa e guanti?”. Queste sono le domande che ogni meridionale che deve andare al Nord si pone mentre prepara la valigia e, ovviamente queste stesse domande ce le siamo fatte anche noi, fino a poco prima di partire per Merano.

Partiamo da Napoli con un Frecciarossa, ma facciamo un cambio treno a Bologna e qui siamo su un regionale che ci poterà a Bolzano.

Quando viaggi su un regionale anche il regionale che viaggia nella direzione opposta ti sembra più veloce,ma è l’unico treno che ti permette di vedere come cambiano, da fermata a fermata, i paesaggi ed i dialetti delle persone che scendono e delle persone che salgono. A Bolzano non ci resta che prendere l’ultimo treno che ci porterà a 300m di altitudine, ai piedi di montagne innevate.

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A Merano siamo ospiti dell’ “Hotel Westend”, un delizioso 3*** all’interno di una bellissima villa in stile liberty, affacciato sulla riva del fiume Passirio.

Ad accoglierci c’è subito il proprietario Alexander, che si preoccupa di sapere com’è andato il viaggio e quanto freddo sentiamo. Bhè di freddo ne sentiamo un bel po’, così dopo averci consegnato le chiavi della nostra 19 ci invita subito ad accomodarci per la cena.

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Il nostro tavolo per due è accanto ad una finestra già addobbata per le feste, c’è una candela accesa e un abat-jour, le luci soffuse creano subito un’atmosfera intima e romantica. Ci facciamo coccolare subito da una calda vellutata di verdure, un deciso gulasch di manzo all’ungherese ed una deliziosa torta di mele fatta in casa. Il cibo e il calore degli ambienti di questa bella villa scaldano l’anima, i ricordi di Alexander sparsi qua e là tra le sale, i piani e le scale ti danno la sensazione di essere ospite della sua casa e della sua vita; ogni dipinto, ogni soprammobile, ogni libro racconta un pezzetto della sua storia, di Merano e dell’hotel.

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Quest’aria intima, accogliente, calda la respiriamo in tutta Merano, che abbiamo definito fiabesca. I paesaggi che scorgiamo da ogni angolo, da ogni ponte, da ogni piccola via della città sembrano dipinti da pastelli delicati. Le montagne, candide e maestose proteggono la città mostrandosi orgogliose ed imponenti durante il giorno, silenziose guardiane invisibili di notte.

Inondata di canti natalizi, di profumi dolci e lucine, Merano è fiabesca, perché non smetti mai di sorridere mentre cammini, ti stupisci come un bambino se vedi le anatre in un lago ghiacciato, perché hai voglia di bere cioccolata calda mentre ascolti “o Tannenbaum”, immagini Sissi mentre passeggia con un lungomantello tra sentieri innevati.

È come, se tornassi bambino non vedi l’ora di ascoltare una nuova favola e provi una sensazione di impazienza, incanto e stupore. Ecco, questa è la nostra Merano.

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