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Naxos- quando gli dei dell’Olimpo furono conquistati dai veneziani

Naxos

Familiare

Quando abbiamo prenotato per Naxos, in verità, non eravamo molto convinti. Ne avevamo sentito parlare poco e sapevamo che era molto grande, anzi proprio questo ci rendeva difficile l’organizzazione per i tre giorni che vi avremo trascorso.

Naxos è famosa soprattutto per il mito di Teseo che pare, dopo aver sconfitto il Minotauro con l’ aiuto di Arianna, l’ avesse poi abbondata in quest’isola. Sicuramente qui troveremo un po’ di quella Grecia classica che forse d’estate i turisti dimenticano

Partiamo da Antiparos con la solita domanda:” cosa ci aspetterà?” appena arrivati al porto però ogni perplessità sparisce.

Il porto di Naxos è così accogliente, costeggiato da ristorantini e negozietti. Il colore domina la strada intera, dal rosa all’ azzurro, dal bianco al giallo. Raggiungiamo a piedi il nostro hotel che dista 10 minuti dal porto.Il tempo di sistemarci e cerchiamo subito di trovare un noleggio motorini.

Con 75 euro stavolta, abbiamo il solito 125 per i nostri 3 giorni a Naxos.

Naxos è troppo grande per i nostri pochi giorni, quindi dobbiamo assolutamente vedere il più possibile. Dopo una pita veloce, voliamo verso Apollonas in cerca della statua di Dioniso.

Apollonas dista quasi un’ora dal porto, la strada è ben asfaltata ma piena di curve a gomito che attraversano le montagne. Eppure il tragitto è piacevole, la strada continua a salire mentre ogni curva spalanca di volta in volta meravigliosi paesaggi sul mare. Ammiriamo la bellezza delle rigogliose  coltivazioni a terrazza e le manciate di case bianche che si scorgono di tanto in tanto.

Apollonas è un piccolo borgo marinaro e ospita il famoso Kouros. La statua che pare rappresenti Dioniso, è nascosta tra erbacce e massi. Sembra che il Dio degli eccessi e dei vizi sia stato lasciato lì, mezzo ubriaco, a dormire al fresco. Con la mia altezza non arrivo neanche al suo piede, è davvero un maestosità di circa 10 metri, in marmo liscio e chiaro.

Fargli una foto, non è abbastanza facile ma con un po’ di intraprendenza e follia Francesco riesce a scalare alcuni massi e immortalarlo dall’ alto.

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Come spesso accade sulle isole greche, le strade che cingono le montagne non sono illuminate, quindi prima che il sole cali torniamo verso il porto, anche perchè vogliamo vedere il tramonto in un luogo speciale che i greci chiamano Portara.

Avevamo visto Portara già dalla nave ed era meravigliosa ma vedere il tramonto da questo luogo magico è ancora più bello.

Portara è la Porta del tempio di Naxos e pare che fosse la porta del tempio di Apollo, alta circa 7 metri e completamente in marmo. Poco prima del tramonto il sito si gremisce di gente che non vede l’ora di godersi lo spettacolo e immortalarlo con smartphone e fotocamere. Da qui sembra che l’isola si divida a metà e ovunque lo sguardo si perde ad ammirare la bellezza di Naxos, perfetta da ogni prospettiva.

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Per la cena a Naxos c’è l’imbarazzo della scelta, i ristoratori invitano a provare le loro specialità di terra e di mare. I prezzi sono accessibili, tanti i sono i menu turistici e noi scegliamo il ristorante Capriccio. Le strade di Naxos la sera sono affollatissime e ogni locale sembra una scenografia, perfettamente allestita e decorata, dove trascorrere qualche ora magari sorseggiando un drink, gustandosi un pezzo di focaccia o mangiano un waffle come facciamo noi alla waffle house

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